Donne & Riso

Per questo mtc n. 41  voglio fare un post che sia un inno a noi donne…donne dell’mtc..ma anche donne che si occupano di altri settori…donne forti..tenaci..volubili ..creative..adorabili…magnifiche nella loro incoerenza…nei loro sbalzi di umore…nella nostra voglia di vita e passione…

Lo scorso post vi ho parlato di Murabilia…

Nel mio girovagare lento e appagante lungo i vari stand ho incrociato anche la mostra fotografica  dell’associazione Donne e Riso… ‘Il Riso … in Rosa’…

riso500fp1foto by ‘Riso ..in Rosa’

Ambientata nel suggestivo Orto Botanico…e testimonianza di saperi tramandati da altre donne…in altre epoche…e arrivate fino a noi oggi….donne che sono vissute con la cultura del RISO…prodotto fondamentale della loro terra…

    untitled foto by ‘Riso..in Rosa’

Armata della mia Nikon mi dirigo verso la postazione di queste donne…mi balena in testa MTC…il post che mi piacerebbe scrivere….il RISO…le DONNE …e fare il minimo comune multiplo diventa facile…quasi logico…

Conosco tre donne ..una diversa dall’altra…è lo stand dell’Associazione “Donne & Riso”, fondata a Vercelli nel 1979.

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mi accolgono…mi regalano due libri che parlano di ricette storiche sul riso…alcune scritte da loro stesse…tramandate da madre in figlia..ricette della tradizione piemontese…ricette che parlano della loro terra e della loro storia..sono entusiaste…mi parlano accavalandosi nei discorsi..seguo a fatica ma sorrido ..sorrido di cuore perchè mi travolgono…con la loro energia…e mi piace essere attraversata da questo entusiamo

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Imprenditrici agricole che promuovono il riso e la risicoltura  in tutte le sue forme: dalle terre d’acqua alle antiche corti, dal paesaggio con i suoi colori cangianti delle stagioni alla promozione delle diverse cultivar di superfino, ma soprattutto con la diffusione di ricette (riportate nel bel libro “Risotti e ancora risotti!” con le ricette di Erminia Rosso) che esaltano e valorizzano le caretteristiche biologiche e organolettiche dei diversi tipi del prelibato cereale.

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Il mondo della risaia ha nella donna il suo punto di riferimento, sempre presente durante tutta un’epopea che dal 1400 ha modificato territorio, storia, abitudini e cultura. Ora queste donne, grazie alla loro forza e carattere, sono state capaci di coniugare famiglia e lavoro diventando imprenditrici e manager, usando il marketing per promuovere le loro ricchezze in Italia e all’estero: che bella storia e che voglia…. di “risodonna” (cosi definirei il riso fatto e promosso dalle donne…)

 

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Per questa ricetta ho scelto il loro riso…accolto nelle mani di un’altra giovane donna…la ragazza di mio figlio …Matilde…

per l’occasione ha usato la prima volta uno smalto rosso Chanel…che per me rappresenta…passione…vitalità..energia pura…

anche lei una donna …giovane …il primo giorno di università..il treno soppresso…la vita da studente con dei sogni nel cassetto…ed un ventaglio di opportunità che solo a quell’età la vita riserva…anche se non è facile rendersene conto…

La ricetta che ho scelto è del mitico budino di riso che solo qua in toscana troviamo al bar …caldo…profumato..inebriante..assieme al caffè è una prelibatezza divina che mi concedo alla domenica mattina nella mia pasticceria preferita …

 

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BUDINO DI RISO

la ricetta è tratta dal libro di Giulia Scarpaleggia I love Toscana….

Ingredienti per 16 budini medi…la misura tipo di uno stampo per muffin…

io ho usato uno stampo più grande e basso…e mi son venuti 6 budini …. (con avanzo di impasto e frolla..ma vi dirò dopo com l’ho usate!!)

1 litro di latte

300 gr di riso Originario

1 baccello di vaniglia

1 limone non trattato

6 cucchiai di zucchero

1/2 bustina di lievito (8gr)

2 uova

Per la frolla:

200 gr di farina 00

100 gr di farina di riso

150 gr di zucchero

150 gr di burro

1/2 bustina di lievito (8 gr)

1 uovo

sale

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Procedimento

Per la pasta frolla, setaccia le farine e mescolale con lo zucchero, il lievito, 1/2 cucchiaino di sale e il burro a pezzettini. Impasta velocemente con le mani gli ingredienti formando delle briciole.

Aggiungi l’uovo sbattuto e unisci al tutto impastando, forma una palla omogenea.

Appiattiscila, avvolgila con la pellicola e lasciala riposare in frigo.

Versa il latte in una pentola capiente con il fondo spesso e portalo ad ebollizione con una buccia di limone e un baccello di vaniglia.

Quando comincia a sobbollire, versa il riso e cuocilo, mescolando con un cucchiaio di legno per evitare che si attacchi sul fondo della pentola.

Ci vorranno circa 20 minuti. Quando il riso è cotto ed ha assorbito la maggior parte del latte, spegni il fuoco e aggiungi 3 cucchiai di zucchero ; mescola e fai raffreddare.

Aggiungi poi due tuorli, il lievito ed altri 3 cucchiai di zucchero e mescola.

Monta gli albumi a neve e uniscili delicatamente al riso.  Stendi la pasta con il mattarello su una superficie infarinata fino ad uno spessore di circa 5 mm e fodera 16 stampini da muffin imburrati e infarinati.

Versa il riso nei gusci di frolla e inforna a 170°C per 40 minuti, fino a che la pasta sarà dorata e il riso leggermente colorato.

Puoi servirli tiepidi con una spolverata di zucchero a velo.

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Con la frolla avanzata ho fatto dei biscottini semplici…

E con il ripieno ho fatto una tortina piccola che ho tagliato a quadratini…

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Sopra le fette di torta ho fatto una salsa di arancia amara…

Ingredienti:

4 cucchiaia di marmellata d’arancia amara

2 cucchiai di marmellate di albicocche

2 cucchiai di acqua

2 cucchiai e mezzo di Grand Marnier

Bollire le marmellate con l’acqua per pochi minuti, passarle al passino e aromatizzarle con il liquore. Nappare le porzioni di tortina con la salsa, spolverare di zucchero a velo e guarnire con scorzette di arancia .

Questa salsina goduriosa è tratta dal libro ‘Invito a pranzo’ delle Fornelle di Lucca. Le fornelle sono anch’esse un’associazione di donne..

Unite dalla comune passione per la buona cucina e la creatività che le spinge ad essere in un felice connubio, cuoche, ospiti, e quindi padrone di casa, e da vent’anni anche sostenitrici dell’Ospedale Pediatrico di Brasov in Romania, le socie sono pian piano aumentate.
Oggi le Fornelle, così si chiamano le socie di questo club, rigorosamente femminile e senza scopo di lucro, sono circa 700, sparse in 44 Delegazioni in Italia e a New York, con la Sede Centrale a Piacenza, dove appunto nacque.

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Concludo il mio post con un pensiero di un’altra donna….che ci rappresenta…
‘Amo le donne perchè sono materne anche a cinque anni, sensuali anche a tre, erotiche anche a settanta, civette anche a ottanta. E la loro attività preferita – siano segretare o ingegneri , casalinghe o impiegate -, la vera grande attività che svolgono perfino quando dormono, è amare’.  di  S. Izzo ‘L’amore delle donne’

Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 41

 

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15 commenti su “Donne & Riso

  1. Taccuino di cucina ha detto:

    Bellissimo il tuo racconto di riso e di donne ….come splendide le tue immagini! I budini di riso alla toscana, come scrivevo nel mio recente post, io li adorooooo! E i tuoi sembrano essere venuti splendidamente bene…d’altronde il libro di Giulia Scarpaleggia è una vera certezza!
    Un abbraccio fortissimo e buona giornata
    Sandra

  2. panelibrienuvole ha detto:

    Ciao Enrica! Che bello questo connubio di riso e donne… E’ un alimento che ho sempre trascurato e solo in rare occasioni mi ci sono avvicinata (vedi riso venere), ma per me rimane tutto da esplorare! Buonissimi i budini di riso e grande l’idea di farne una torta con la salsa di arance…che gola!!
    Come al solito, bellissime foto, mi piace molto quella di Matilde con le mani sul volto. Molto molto bella. 🙂
    Un abbraccio!

  3. giocasorridimangia ha detto:

    Grazie Enrica, sei davvero generosa a condividere sempre cose così buone….mi piace questo mondo in rosa!!! E la ricetta che proponi è di una persona che stimo e seguo molto, Giulia di Jul’s Kitchen. In bocca al lupo!!!!

  4. Cara Enrica, tu mi incanti sempre, dai tuoi racconti alle tue meravigliose ricette. Ho nella mente e nel cuore i ricordi dei racconti di mia nonna, una mondina, e tutt’ora porto in tavola le sue semplici ricette con questo meraviglioso ingrediente. Il riso è donna!! Ti abbraccio
    Manu

  5. Claire ha detto:

    Adoro il tuo modo di inframezzare vita, ricette, fotografie …
    Le sento, hai il potere di farmi essere lì, con quel riso tra le mani.
    🙂

  6. Ros ha detto:

    Un altro post bellissimo, come solo tu sai fare, e deliziosa la partecipazione della ragazza di tuo figlio. Mai mangiato il budino di riso, solo le frittelle, e in effetti nelle pasticcerie della mia città non ho mai trovato un dolce con il riso. Da provare! Un bacio, carissima

  7. elisa ha detto:

    veramente interessante quello che ci hai raccontata e fatto conoscere, riso in rosa… bellissimo!
    hai fatto veramente un gran rincontro e hai saputo raccontarcelo con le emozioni e il sentimento che ti contraddistingue!

    sai che mi avevi tratto in inganno con il budino di riso??? Noi queste le chiamiamo “tortine di riso” e io le ADORO!!!!! è anche il mio dolcetto preferito della domenica mattina con un buon caffè!! per via delle coccole!!!!
    Non le ho mai fatte e ora non ho più scuse!!!!
    un bacio!

  8. acquavivascorre ha detto:

    sensibilissimo il tuo racconto di donne di riso, di coraggio, di tradizione e di contemporaneità. Colpisce davvero al cuore.
    Raffinata ed originale anche la salsa con cui accompagni i tuoi tortini.
    Mi spiace tantissimo dirti che, da le regolamento MTC, le tecniche di cottura della sfida vanno seguite alla lettera: non certo per contestare la sapienza della tradizione ma proprio per sperimentare possibili variazioni su un tema collaudato.
    Nella cottura al latte il riso è previsto venga sbianchito prima un minuto in acqua bollente, per motivi che sono stati meglio illustrati nel Filo Diretto e su cui magari scriveremo anche un ulteriore articolo specifico.
    Purtroppo non vedo questo passaggio nella tua ricetta, che quindi viene accolta volentierissimo ma fuori concorso, come quelle di altri partecipanti che, per abitudine, per sbadataggine o per specifica scelta, hanno preferito non confrontarsi con questa variante tecnica.
    Grazie moltissimo per il tuo contributo garbato e goloso e mi spiace sinceramente per questo intoppo…

  9. cristiana ha detto:

    Non importa per come è andata, la curiosità e la passione che trasmetti col tuo post sono più che sufficienti…e la ricetta da goduria!

  10. Chiara ha detto:

    Bellissimo post, grazie per averci raccontato questa bella realtà, ne abbiamo sempre bisogno!Anche noi da buone toscane ci siamo buttate sul budino di riso, leggermente modificato per soddisfare la nostra curiosità. un abbraccio

  11. lapetitecasserole ha detto:

    Bello questo post! Mi accodo a ringraziamenti dei commenti precedenti… Non sai quanto macao a me il budino di riso, a Montreal neppure l’ombra!

  12. Marianna-Il Laboratorio delle Torte ha detto:

    Enrica…commossa…bellissimo avvolgere il filo narrativo del racconto.. dalle donne “impegnate in un chicco di riso”, alla ricetta così “profumatamente toscana” e per alcuni versi così simile al nostro “risino” veromese
    … eloquenti e romantiche le tue fotografie… bravissima….!!!!

  13. alessandra ha detto:

    una sfida assolutamente nelle tue corde… e sai qual è il mio rimpianto? che avrei voluto vedere una “tua”ricetta. Perchè una sensibilità del genere, una capacità così raffinata di entrare al cuore delle cose, farlo tuo e trasmetterlo agli altri. DEVE 🙂 trovare espressione anche attraverso le ricette. Senza nulla togliere alla bellezza di quelle che ci hai presentato, che fanno a capo a persone e associazioni che stimo e seguo da anni: ma io voglio qualcosa di tuo. Perchè tante sono le voci del cibo e non tutte hanno trovato ancora il loro interprete: e qualcosa mi dice che, fra questi, potresti esserci tu. Hai dato un grande contributo a questa gara: grazie davvero!

  14. rossina37 ha detto:

    tu sei un FENOMENO.
    punto. non c’è da aggiungere altro!
    Un grosso bacione!

  15. Francesca Tornar ha detto:

    Bellissimo questo articolo

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