Halloween, Comics e gnocchi di zucca per SEGUILESTAGIONI # di Novembre

Halloween ha giocato un ruolo importante nel revival della zucca, una festa con origini celtiche (Britannia, Gallie, Irlanda) e trasferitasi poi nel Nuovo Mondo.

 

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La zucca, colorata all’esterno e ricca di semi all’interno si moltiplica nei campi proprio in un periodo dell’anno in cui le fitte brume autunnali sembrano stendere un lutto su tutta una natura irrigidita e spenta. A quei popoli sarà apparso come il simbolo della capacità della vita di resistere alla morte. Proprio per quello venne scelta la data del 31 Ottobre e il 1 Novembre, vigilia dell’Ognissanti cristiano e capodanno celtico, le zucche si trasformano in grotteschi mascheroni, illuminate da un lumino acceso al loro interno.

 

Grinning Halloween lantern vector illustration.

 

 

Collocate sui davanzali e all’incrocio delle strade significano l’irruzione dei morti nella dimensione quotidiana degli uomini. In ricordo di questa antichissima festività pagana, gli attuali discendenti di quei popoli sono soliti usare una maschera macabra e si recano in gruppo di casa in casa. Bussano alla porta e gridano ‘Dolcetto o scherzetto?’ ed attendono fiduciosi dei modesti omaggi (frutta candita, mele caramellate, cioccolatini).

 

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Personalmente penso sia una forzatura culturale, ma i bambini la vivono con gioia e l’attendono felici. A scuola la festeggiano le insegnanti di inglese, come tradizione appartenente alla cultura anglosassone. Nella mia città c’è poco tempo per pensare a questa festa, siamo letteralmente invasi da un evento che paralizza ed elettrizza al tempo stesso tutti i cittadini lucchesi: I COMICS.

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I Comics  sono una grande  fiera dedicata al fumetto, all’animazione, ai giochi (di ruolo, da tavolo, giochi di carte), ai videogiochi e all’immaginario fantasy e fantascientifico. Inizialmente denominata Lucca Comics ha assunto negli anni  la denominazione di Lucca Comics & Games.

 

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Anni fa io e mio marito in vespa  da Livorno andavamo alla mostra del fumetto / fantasy. All’epoca non aveva certo assunto le dimensioni e l’importanza che ha adesso. Era una mostra per pochi appassionati senza essere nemmeno tanto pubblicizzata. La manifestazione è andata crescendo come importanza da edizione a edizione.

 

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Attualmente risulta essere la terza fiera di fumetti più frequentata al mondo, dopo il Comiket di Tokio, il Festival International de la Bande Dessinèe d’ Angoulème, appena davanti al Comi – con di San Diego.

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In questi giorni puoi uscire da casa e incontrare i famosi Colspaly. I Cosplay sono persone che si mascherano  creando loro stessi e rielaborando personalmente  il personaggio preferito. Inizialmente i Cosplay erano ispirati a Guerre Stellari…oggi spaziano in qualsiasi angolo del fantasy e fumetto .

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Ma torniamo alla nostra zucca ed al mio gruppo SEGUILESTAGIONI. Questo mese lo abbiamo  voluto dedicare proprio a lei, un inno puro alla zucca ed alle sue ricette.

 

 

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Io ho fatto dei meravigliosi gnocchi di zucca al sugo di salsiccia e rosmarino.

Ingredienti:

Zucca 1 kg di polpa

patate bianche 1 kg

farina 00    400 gr

sale q.b.

Per il ragù di salsiccia:

due salsicce aromatizzate al finocchietto della zona di Siena

cipolla fresca bianca

olio nuovo extravergine lucchese

rosmarino del mio giardino (tritato finemente)

Per gli gnocchi di zucca

  • taglia la zucca ed elimina i filamenti, i semi interni e la buccia
  • taglia la polpa ed adagiala su una leccarda foderata con carta da forno. Cuocila a 200 ° per 15-20 minuti dopo averla coperta con alluminio
  • lava le patate e cuocile intere, senza sbucciarle, immergendole in una pentla con acqua fredda salata. Una volta cotte scolale e lasciale intiepidire e dopo sbucciale.
  • passa la zucca al passaverdure
  • passa anche le patate e aggiusta di sale
  • unisci la farina e versa sulla spianatoia (infarina il piano di lavoro)
  • la lavora gli ingredienti amalgamando il tutto
  • dividi l’impasto in tanti filoncini e taglia dei piccoli gnocchi
  • cuoci in abbondante acqua salata per pochi minuti fino a che non vengono a galla
  • io ho congelato metà gnocchi in frezeer disponendoli distanziati in vassoi di carta . Una volta congelati li metto in un sacchetto e sono pronti per la prossima cena con gli amici. Ti assicuro che sono ottimi!                                                                                  Per il ragù di salsiccia
  • soffriggi la cipolla fresca
  • unisci la salsiccia pulita della sua pelle
  • aggiungi il trito di rosmarino
  • lascia cuocere lentamente

 

 

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Vi consiglio caldamente di andare a visitare le mie colleghe sui loro blog e curiosare sulle loro ricette a base di zucca…

Anna di Ultimissime dal forno – focaccine di zucca aromatizzate al miele e timo

Simona di Pensieriepasticci – torta salata zucca e finferli

Beatrice di Beatitudini in cucina – Pumpkin Pie

Lisa di Lismary’s cottage – risotto con zucca e salsiccia

Maria di La mia casa nel vento – olio di semi di zucca

Susy di Coscina di pollo – bucatini con zucca e cipolle

Alisa di Alise home shabby chic – zucchette bianche di stoffa

Miria di Due amiche in cucina – confettura di zucca speziata

Consuelo di I biscotti della zia – gelato alla zucca e vaniglia

 

Se volete qualche idea vi consiglio la lista della spesa del mese di NOVEMBRE

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Continuate a visitarci sulla nostra pagina facebook e su Pinterest

Vi aspettiamo….

Testo liberamente tratto dal libro : “I piaceri della zucca” di Luciano Luciani, Edizioni Maria Pacini Fazzi – Lucca.

 

 

Giardino magico di BOMARZO per #SEGUILESTAGIONI DI OTTOBRE

Consiglio di visitare il Sacro Bosco di Bomarzo (vicinissimo Roma) in questo periodo…La natura è veramente suggestiva e l’autunno si manifesta in tutto il suo lieve e caldo abbraccio…Ottobre offre in questo ‘bosco dei mostri’ ciclamini , felci e castagni imponenti ….gli odori del sottobosco si avvertono nell’aria mentre vi appresterete ad attraversare il percorso ‘magico’…

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Il  viale d’ingresso non lascia presagire l’atmosfera mistica che vi attende appena varcato l’arco che introduce nella parte del bosco più affascinante, dove la vegetazione si fa più fitta e ad ogni angolo spunta una creatura mostruosa.

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Il  Sacro Bosco e’ un esempio anomalo di giardino all’italiana, progettato e realizzato nella seconda meta’ del 1500 per volere del Principe Vicino Orsini.
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La sua unicita’ e’ quella che vi sono state fatte alcune sculture utilizzando massi giganti gia’ presenti nel bosco. Le prime ad accoglierci sono le sfingi greche,  che sembrano ammonire il visitatore e ricordare il loro ruolo di guardiane delle città sacre. Proseguendo lungo il sentiero a sinistra troverete le statue raffiguranti le divinità più antiche come Saturno, Giano, Fauno, Evando e la Triplice Ecate.
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Incontrerete altre figure e animali fantastici come la tartaruga enorme che sorregge sul dorso la Nike, personificazione della vittoria alata
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 Ed ancora  Pegaso alato, immortalato in procinto di spiccare il volo per annunciare agli dei l’avvenuta vittoria.
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Incontrerete  Nettuno, il dio dei mari, in una gigantesca vasca…. la dea dormiente e l’elefante che sostiene una torre, simbolo delle battaglie cartaginesi di Annibale contro Roma
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L’ultima emozione inquietante la regala l’Orco, emblema del parco, con il suo monito ogni pensiero vola….
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Sullo scopo e il significato del Sacro Bosco ci sono innumerevoli interpretazioni ma nessuna certezza… La piu’ probabile e’ quella percorso “iniziatico”, molto attuale nel XV secolo, secondo gli influssi neoplatonici.
Se vi interessa saperne di più leggete qui
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Questo post è il mio contributo per #seguilestagioni di ottobre.
Partecipano con me:♥ PENSIERI E PASTICCI – Simona
♥ LISMARYS’ COTTAGE – Lisa
♥ ULTIMISSIME DAL FORNO – Anna
♥ COSCINA DI POLLO – Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC – Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO – Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE – Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE – Silvia
♥ I BISCOTTI DELLA ZIA – Consu (benvenuta Consu!)

La nostra lista della spesa dalla quale ho attinto l’idea per l’ambientazione autunnale del mio post:
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Crostata di fichi e noci per “Seguilestagioni” di Settembre

Zia Irene è vissuta fino all’età di 94 anni a Orciano Pisano, paese di campagna a pochi chilometri da Pisa, e la cucina della sua casa è quella rimasta più impressa nella mia memoria di bambina.Al centro c’era un lungo tavolo in marmo bianco, con tante sedie di legno intorno. Una grande finestra dava sul giardino interno. Sopra la credenza in legno scuro, erano appesi tanti piatti d’ottone.

 

Ricordo i profumi, sempre uno diverso dall’altro, secondo quello che veniva cucinato seguendo il ritmo delle stagioni. C’era il periodo dei pomodori per la conserva, dei prodotti dell’orto da mettere sott’olio e il periodo della raccolta della frutta da conservare in cantina per l’inverno.

 

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So con certezza che in quella grande stanza è nato il mio amore per la cucina e i suoi riti. E’ lì che ho appreso dalla zia e da mia nonna i rudimenti di questa arte magica. La zia aveva un magnifico albero di fichi e ad inizio settembre, quando il gran caldo li aveva fatti maturare nel modo migliore e la dolce goccia si affacciava al di sotto del frutto, era il momento della loro raccolta. Questa operazione è molto delicata, i frutti devono essere staccati uno ad uno e depositati in un cesto largo senza sovrapporli. L’albero della mia infanzia era grande, con rami molto intricati e si adagiava mollemente sul porticato, come fosse stanco e vecchia la sua storia, ma i suoi frutti erano dolcissimi e adatti per una marmellata da ricordare in inverno in vari modi.

 

 

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     Marmellata di fichi

3 kg di fichi acquistati dal contadino

1 limone grosso

600 gr di zucchero di canna

Lavare i fichi e tagliare il picciolo. Dividere il frutto in 4 spicchi senza togliere la buccia.

 

Grattugiare la scorza del limone e spremere tutto il suo succo. Cuocere a fiamma bassa per qualche minuto ed aggiungere lo zucchero continuando a mescolare. Cuocere per circa 40/45 minuti e passare il composto al minipimer grossolanamente

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   Invasare la marmellata calda in vasetti precedentemente sterilizzati. Chiudere il vasetto e lasciar raffreddare capovolgendo il barattolo (per creare il sottovuoto).
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Pasta frolla
220 gr di farina bianca 00
125 gr di burro
70 gr di zucchero
1 uovo
scorza di 1 limone grattugiata fine

Metti in una ciotola la farina setacciata, lo zucchero, il burro fatto a tocchetti, l’uovo e la scorza di limone. Impasta bene per 4 – 5 minuti, raccogli l’impasto in una palla omogenea e lasciala riposare 30 minuti in frigorifero avvolta in un foglio di pellicola.

Stendi la pasta con un mattarello sino a che avrà lo spessore di mezzo centimetro, usala per rivestire uno stampo per crostate con bordo amovibile (da circa 28 cm). Bucherella il fondo con una forchetta, poi metti in freezer per 15 minuti.

 

 

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Crostata di marmellata di fichi e noci

Riscalda il forno a 180°C.

Rivesti la superficie della torta con un foglio di carta forno e stendi la frolla.

Riempi la base della torta con la marmellata di fichi e qualche gheriglio di noce.

Inforna e cuoci per circa 18 – 22 minuti, sino a che sarà appena dorata.

Togli dal forno, lascia raffreddare completamente e poi togli la torta dallo stampo.

 

Lista della spesa di SETTEMBRE per #SEGUILESTAGIONI

 

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Ecco le amiche che questo mese partecipano a questo appuntamento:

Alisa – Alise Home Shabby Chic
Anna- Ultimissime dal forno
Lisa- Lismary’s Cottage
Lucia- La gallina Rosita
Miria – Due amiche in cucina
Simona- Pensieri e Pasticci
Maria- La mia casa nel Vento
Susy- Coscina di Pollo
Beatrice- Beatitudini in cucina

Ci potrete trovare anche su Pinterest e sulla pagina Fb di Seguilestagioni….vi aspettiamo!

Testo liberamente tratto da ‘Storie in cucina. Ricordi, racconti e ricette’ di Caterina Stiffoni ,‎ Gianni Berengo Gardin (Autore)

Pappa al pomodoro PER #SEGUILESTAGIONILUGLIO

Questa ricetta parla della mia Toscana, di coccole, di estate …di odori e di colori e di colline morbide e sensuali …di olivi e di viti…di corse in discesa verso il fiume…di lucciole magiche…di grilli ed echi intermittenti di cicale…di pagelle riposte costituiscono nel cassetto del comò…della mia infanzia alla fattoria dei miei nonni in campagna…di capriole in mezzo ai campi..di libertà e sole

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Parla di tutto quel che ero e quel che sono…perchè in una ricetta..spesso c’è una storia…in un cibo c’è quel che eravamo, quello che abbiamo costruito semplicemente frullando o impastando. Nel semplice gesto del cucinare e mangiare, stiamo creando e continuando le storie che costituiscono  le nostre vite.

 

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Anche in questo caso , la ricetta autentica è davvero difficile da individuare, perché ogni provincia ne ha fatto una variante. Quella che vi dico è quella della mia nonna Velia. Servitela a pranzo come piatto unico o come primo per una cena più ricca o anche come antipasto in piccole monoporzioni con al centro un cucchiaino di pesto ligure. Vi consiglio di accompagnarla con un buon bicchiere di Chianti e di usare i prodotti di ottima qualità e di stagione, il sapore sarà divino e autentico.

 

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Per 4 persone

1 kg di pomodori

250 gr di pane toscano (io a lievitazione naturale) del giorno prima

Sale e pepe

1 mazzo di basilico fresco

60 ml di olio extravergine

Due spicchi di aglio interi (in modo da poterli togliere a fine cottura)c

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Lava i pomodori, togli la pellicina e i semi. In una pentola metti olio e due spicchi di aglio e fai soffriggere. Aggiungi i pomodori a pezzi tagliati grossolanamente. Dopodichè aggiungi le foglie di basilico . Lascia cuocere una decina di minuti ed aggiungi il pane tagliato a pezzi. Aggiungi 100 ml di acqua e lascia cuocere per una ventina di minuti . Il tempo esatto non so dirvelo perchè la faccio ad occhio da anni.

 

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Questa ricetta è il mio contributo per #seguilestagioni di Luglio.
Partecipano con me:

♥ PENSIERI E PASTICCI – Simona
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO – Adrialisa
♥ LISMARYS’ COTTAGE – Lisa
♥ ULTIMISSIME DAL FORNO – Anna
♥ COSCINA DI POLLO – Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC – Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO – Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE – Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE Silvia
♥ LA GALLINA ROSITA – Lucia

Questa è la nostra lista della spesa:

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QUICHE CON ROBIOLA, BASILICO E POMODORI PER #SEGUILESTAGIONIGIUGNO

Sono in ritardo…lo so! io sono SEMPRE in ritardo…corro corro ve lo giuro!!! ma ritardo puntualmente!!! pensate che odio le persone ritardatarie, trovo che ci sia una grave mancanza di rispetto degli altri alla base….ma io ritardo , nonostante ciò!

Cerco di ottimizzare tutto, ma all’ultimo succede sempre l’imprevisto che non avevo programmato…sembra  in realtà che noi ritardatari siamo dei grandi ottimisti…persone in grado di vedere in modo più ampio l’essenza della vita. Siamo persone allegre,  creative e sappiamo lavorare in gruppo…..non ci credete??? leggete qui

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Quasi quasi mi convinco a non avere più il senso di colpa nei confronti dei miei ritardi….

Per questo mio  Giugno vi lascio una torta salata D I V I N A , giusto per farmi perdonare!

 Brisè home made da fare col robot da cucina in poco meno di 5 minuti …dal sapore rustico e burroso… con tanto basilico fresco e i primi pomodori dell’orto..

 

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Ingredienti per l’impasto

150 gr di farina di grano saraceno

100 gr di farina semintegrale

160 gr di burro salato danese

1 cucchiaino di sale

un pizzico di zucchero

1 uovo

1 cucchiaio di latte freddo

Ho messo il burro ammorbidito e gli altri ingredienti nel robot ed azionato. Si formerà una palla, l’ho leggermente lavorata infarinando il piano e avvolta nella pellicola e posta in frigo (potete anche congelarla).

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Nel frattempo ho preparato l’appareil ( è  una base per il ripieno della mia torta):

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150 ml di panna

150 ml di latte intero

2 uova

pepe

sale

A questo punto stendete la vostra pasta brisè.

 

 

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Punzecchiate il fondo di pasta con una forchetta, coprite con carta da forno, riempitelo di ceci secchi e cuocete in forno caldo a 180° per 25 minuti.

Ripieno

formaggio cremoso 200 gr

basilico

semi misti (sesamo, girasole,lino, zucca)

pomodori

ed adesso di nuovo in forno per 15 minuti.

 

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Con questa ricetta partecipo al consueto appuntamento mensile 
con #seguilestagioni, questo mese insieme a:
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Siviglia e le foglie d’Acanto per #SEGUILESTAGIONI di Maggio

 

Reduci dai  festeggiamenti del nostro primo compleanno, siamo pronte per parlarvi ancora di noi.  Questo mese per #Seguilestagioni di Maggio troverete i nostri post pronti ad attendervi…

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♥ 2 AMICHE IN CUCINA -Miria
La nostra lista della spesa:

Per questo Maggio capriccioso vorrei parlarvi del mio ultimo viaggio: dell’assolata Andalusia , della sua atmosfera, la sua storia, delle sue tapas, la Sangria, il flamenco….ma soprattutto dell‘ACANTO…

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Anche qui, come in parte della Sicilia, la cultura e la tradizione e’ legata alla fioritura della cultura Araba a partire dal 700 d.C. Infatti  tutto e’ cominciato con il Califfato di Cordoba che ci ha lasciato in eredita’ la spendida Mezquita………. e poi proseguito con quello di Siviglia e Granada, l’ultimo a cadere alla fine del 1400.

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La Mezquita e’ stata costruita a partire dal 785 d.C sui resti di templi romani e chiese cristiane, subendo poi a sua volta la “violenza” di vedersi costruire all’interno la cattedrale cristiana nel periodo rinascimentale. L’opera nel suo insieme e’ comunque qualcosa di fantastico, qualcosa di piu’ della piu’ grande moschea del mondo. Per costruirla sono stati riutilizzate colonne e capitelli romani delle precedenti costruzioni. In particolare abbiamo notato i capitelli corinzi ornati con foglie d’acanto… niente di strardinario direte voi, in quanto li troviamo in tutta Europa grazie alla tradizione greco-romana….

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Visitando Siviglia e Cordoba abbiamo capito come all’epoca la civilta’ araba fosse non solo all’avanguardia per la scienza e l’arte ma anche in termini di tolleranza e vicinanza con le culture cristiane ed ebraiche. Basti pensare che anche famiglie ebraiche e cristiane benestanti avevano l’harem…. nonostante la religione non lo prevedesse…

Nell’Alcazar di Siviglia, costruita nel 1300 dal re cristiano ma in stile arabo, ispirato dalla fantastica Alahambra di Granada e usando, appunto,  la manovalanza araba proveniente dal vicino califfato di Cordoba. Insomma all’epoca in Andalusia i canoni artistici erano per tutti quelli arabi, da cui e’ nato lo stile mudéjar. Proprio in questa reggia, una delle aree piu’ belle e’ quella della camera del re (cristiano), vicina alla zona dove c’era il suo harem, decorato in maniera spettacolare con azuleios con motivi a croce cristiana, araba ed ebrea.

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In tutto il palazzo ci sono azulejos di vari tipi e in particolare anche alcuni bellissimi, colorati con rappresentazioni di foglie d’acanto…come quelle sui capitelli corinzi delle cattedrali…

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I giardini dell’Alacazar sono anch’essi spettacolari e durante un giro ho notato piante stupende e soprattutto alcune splendide piante fiorite che non avevo mai visto prima…..

Ho cercato di capire che piante fossero ma molti non sapevano darmi risposta…. fino a che una giardiniera, quando gli ho mostrato una foto,  mi ha detto che si trattava della pianta e del fiore di Acanto.

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A quel punto mi sono entusiasmata per tutte le reminiscenze storiche e culturali sui capitelli corinzi, rendendomi conto che mai prima d’ora avevo visto l’Acanto!

Dopodiche’ ho notato che in tutti i giardini pubblici di Siviglia, a partire da quelli vicino a Piazza di Spagna,  erano pieni di piante d’acanto che fiorivano proprio nel mese di Aprile

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Mise en place di Pasqua per #SEGUILESTAGIONI di Aprile

Questo mese per #Seguilestagioni ho scelto di condividere con voi i consigli sulla mise en place di Pasqua di Irene Berni

La lista del mese era ricca e succolenta…. mi son lasciata ispirare dai colori della primavera ed ho scelto i fiori di questo mese…

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Ho un vero amore incondizionato per tutti i tipi di mise en place, mi piace sperimentare lasciandomi  ispirare dalla stagione….da un tema…un colore… un viaggio o da uno stato d’animo…ma sono fermamente convinta che essa sia al centro della riuscita di una cena.

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In un pomeriggio di metà marzo di qualche anno fa ho seguito un corso di mise en place con Irene Berni nella magica cornice fiorentina di Barthel

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Le foto che propongo in questo post sono proprio di quel pomeriggio…un pomeriggio gioioso profumato di cose buone e belle…impreziosito da dettagli semplici e assolutamente chic e raffinati…di fiori raccolti nei campi e da sfumature di colore ..brocche antiche e opache dal tempo  ed ancora colini e bottiglie vintage… piatti toscani rustici….e tripudi di vasi con fiori e verdure….

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Ovviamente il tema era la tavola di PRIMAVERA, i colori e i dettagli ‘rubati’ alla natura….e tanta fantasia e buon gusto ….

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Per la tavola di Pasqua Irene consiglia uova naturali (struzzo, quaglia ecc.) piume o nidi,  terra e fiori (anemoni muscari, ranuncoli, giacinti)

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I colori dovrebbero essere dettati dalla natura e non dalla moda.

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Gli oggetti devono assolutamente essere di buona qualità, oggetti invecchiati in buono stato acquistano una grazia senza tempo. Circondarsi di cose belle anche nel quotidiano è motivo di gioia. Ed ancora oggetti realizzati a mano, da artigiani con materiali naturali come legno, pietra, canapa e lino.

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E poi nastri, spille, passamanerie, spaghi…vecchi stampi e tovaglie profumate …rendete una tavola ‘spontanea’ ….ecco il segreto di Irene…

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Per la tavola di Pasqua Irene consiglia uova con foglia in oro o dipinte in vernice lavagna e scriverci con il gesso le iniziali degli invitati.

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E poi alzate e campane di vetro…candele e ranuncoli bianchi, uova e piume…

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Se volete qualche idea per Aprile vi consiglio di visitare i seguenti blog

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e, da questo mese, una new entry
♥ NELLA CUCINA DI ELY – Ely

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