L’Isola del Whisky…(prima parte)

Abbiamo preso l’aereo da Pisa per Glasgow, noleggiato una macchina e viaggiato per circa 4 ore alla volta di Tarbert dove ci siamo imbarcati per la nostra Isola di Islay.

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Una fitta nebbia costiera ci ha accolti…quella nebbia che scende dall’oceano e ingloba ogni cosa nella sua coltre magica ed evanescente.

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Le strade dell’isola sono in genere molto strette, spesso ad una sola corsia ….
Gli scozzesi dell’isola sono allegri, forti e quando ti parlano creano atmosfera in quello che ti raccontano soprattutto se si tratta del LORO whisky.
Nella Regina delle Ebridi, cosi come viene chiamata Islay, ci sono resti della cultura celtica (croce di Kildaton, tappa obbligata cui rendere omaggio appena arrivati sull’Isola) sia sul territorio che nella lingua. Nel periodo medievale i MacDonald erano i Lords of Isles ed erano equiparati come potere ai re di Scozia e Norvegia: l’Isola di Islay era proprio la capitale di questo regno… e i resti del castello di Dunyvaig ne sono la testimonianza.

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Poi dal 1500 inizia la storia moderna del whisky , con le prime distillerie familiari che si sviluppano quando in Scozia i monasteri vengono chiusi ed il “sapere” dei monaci si diffonde tra la popolazione. Anche qui come in Borgogna per il vino…, i monaci trasmettono  i principi della distillazione diffusi poi nelle varie fattorie. Nascono  le prime distillerie clandestine dopo il 1757 quando, a causa della scarsita’ di cereali, il governo bandisce le distillerie legali per privilegiare l’uso alimentare dell’orzo e del grano rispetto a quello per la distillazione. Per esempio in Edimburgo nel 1777 ci sono 8 distillerie legali e oltre 400 clandestine!!!
In Islay si trovavano diverse distillerie clandestine nella seconda meta’ del ‘700 e nel 1779 nasce la piu’ antica di quelle ancora esistenti, Bowmore.

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Situata nel mezzo villaggio omonimo, nonché “capitale” dell’Isola, famoso per la chiesa, costruita rotonda in cima alla collina per evitare che il Diavolo si nascondesse negli angoli e inducesse in tentazione i fedeli….

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Ad Islay non esiste il superfluo, nessun negozio di fiori o di abbigliamento …un unico grosso spaccio dove acquistare il necessario…stivali di gomma, impermeabili , cappelli e degli accessori in tartan…io amo il tartan e la storia rappresentata da questo tessuto, il fatto che il colore ed il mtivo definiscono il clan di appartenenza.

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“Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l’arrivare.” (T. Terzani)

(continua nella seconda parte)

Valencia a Pasqua….sole, sangria e tapas!

Valencia mi ha ricaricata di ‘buena vida’… Sono tornata con un paio di occhiali rosa …pieni di ottimismo e di energia per nuovi progetti… Il cibo, i colori , le luci, il calore della gente mi hanno avvolta di allegria e buon umore… ma la cosa che piu’ mi ha colpito e’ indubbiamente il contrasto antico-moderno di cui la citta’ e’ impregnata…. e cio’ dovuto ad una progettualita’ e voglia di rischiare, mettendo opere moderne in un tessuto di una citta’ antica… e mi chiedo il PERCHE’ cio’ viene fatto in Spagna come in Francia ma molto, molto raramente in Italia?

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                                                                                                      Orto Botanico

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                                                                                               Stazione Nord

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                                                                                               Torres de Serranos

Valencia ha un carattere estroverso, la vita è nelle strade, nelle piazze, sui gradini delle Chiese, nei caffè affollati a tutte le ore.

Abbiamo preso delle tapas con della birra fresca da Sagardi

Ve lo consiglio per il clima chic, accogliente e allo stesso tempo easy che si respira nel locale…camerieri che passano tra i tavoli con vassoi di tapas calde…qui si paga contando gli stecchini di ciò che hai consumato…

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15 17 16 Oppure all’ora di pranzo , baciati dal sole, nella Placa del doctor  Collado a uno dei tanti locali con musica dal vivo , una sangria e un piatto di Patatas a la riojana    1 ©     birra

La cattedrale di Valencia, in stile gotico,  sorge in un luogo che già apparteneva nel passato ad un tempio romano e poi ad una moschea musulmana…

Si narra che il Santo Graal qui conservato sia quello originale…

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Ci siam tornati per Pasqua…per la Santa messa ….è sempre emozionante trovarsi in luoghi diversi con usanze diverse dall’Italia nei momenti delle festività…ricordo la messa nella notte di Pasqua a Notre Dame del 2010…o il Natale del 2011 a New York nella Cattedrale di St. Patrick’s…sensazioni strane e intense per me che ho avuto una famiglia che teneva molto alle tradizioni e alle ricorrenze da passare assieme…

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  messa Un clima mite ci ha accolto e noi ne abbiamo approfittato per una lunga passeggiata sul lungomare con palme che svettano imponenti e arabeggianti … © …abbiamo pranzato a La Pepica... un venticello ci spettinava dispettoso i capelli…il sole ci accarezzava le guance e un vino bianco fresco con telline per antipasto  e una paella da urlo… ci han fatto godere della buona cucina spagnola…questo locale è caratteristico..obbligatoria la prenotazione…   _DSC0810 _DSC0827 1 _DSC0816 E’ un ristorante storico, frequentato dai Reali di Spagna e, durante il suo soggiorno, da Hemingway…

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  Il contrasto fra i palazzi maestosi bianchi e il cielo azzurro intenso, gli alberi in fiore,ed ancora alberi di arance e limoni, il verde delle palme che svettano imponenti e arabeggianti sulla città, sul lungomare , in periferia.   2 Qui la storia si respira..trasuda da ogni poro della città…

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Valencia, prima dominio Romano, poi Visigoto e Arabo… quante culture prima degli aragonesi…e pensate che nel Quattrocento era una delle citta’ piu’ ricche d’Europa e il suo “rinascimento” mi ha fatto venire in mente quello di Firenze sotto i Medici o di Digione sotto i Valois. Ossia citta’ “minori”, al centro di ricchi scambi commerciali, in cui si creavano corti dove venivano chiamati artisti da tutte le parti d’Europa per celebrare il potere e la ricchezza dei governanti locali

renconada ok © Palacio del Marquès de dos Aguas

Paradossalmente pero’ per Valencia questa fu anche l’inizio della fine: i ricchi banchieri valenciani finanziarono Isabella di Castiglia per il viaggio di Cristoforo Colombo… e la conseguenza fu che dopo la scoperta dell’America, il centro degli scambi si sposto’ dal Mediterraneo all’Atlantico, dando inizio alla decadenza di Valencia…

4 L’esempio piu’ alto dell’arte del periodo e’ la Lonja de la Seta, magnifico edificio civile in stile gotico dove si effettuavano scambi commerciali….. Stupendo! _DSC0113 _DSC0124 Per farmi calare ancora di più nel periodo storico c’era un fotografo con un donna in costume antico ..notate l’acconciatura!!! _DSC0145 _DSC0132 _DSC0134

Una colazione all’ HORCHATERIA DE SANTA CATERINA ve la consiglio..in questa antica pasticceria potrete assaggiare la famosa Horchata, bevanda tipica della città…(a me non è piaciuta) servita fredda con farton spolverato di zucchero a velo e della cioccolata calda con i churros zuccherosi ..(questo mi è piaciuto moltissimo)

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La sera una cena da CASA ROBERTO   ve la consiglio di tutto cuore….abbiamo degustato un iberico alimentato solo a ghiande e tagliato sul momento a mano dal cameriere DIVINO e profumatissimo…e una paella sublime con del Cava soave e fresco, un vino spagnolo fatto con il metodo classico: una bollicina stupenda!

una crema catalana e un liquorino alle erbe artigianale ottimo …

il locale è  arredato con semplicità …sembra più una trattoria media italiana…ma la cucina e la qualità del servizio meritano davvero! anche qui serve la prenotazione….

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Una visita al Mercado Central il cuore pulsante della città…opera degli architetti modernisti Alejandro Soler e Francisco Guardia …l’attrattiva pricipale sono le cupole realizzate in vetro-ceramica e ferro …

se desideri una degustazione  di frutta fresca e di succhi  appena spremuti qui è il luogo adatto…senza contare pesce, salumi, formaggi , verdure di ogni tipo e genere..un tripudio di odori e colori…il tutto accompagnato dall’estrema gentilezza dei venditori….

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 … e poi due cose uniche che non ho visto in nessun’altra citta del Mondo… Prima il parco cittadino, lungo 9 Km creato nel letto del fiume Turia quando nel 1958 e’ stato deciso di deviarne il corso a causa delle continue alluvioni…. pensate che inizialmente avevano pensato di farci un’autostrada!! Poi fortunatamente, dopo la caduta del regime franchista, fu deciso di farci un parco cittadino: ora il vecchio letto del fiume e’ pieno di alberi, giardini, piste ciclabili, parchi giochi, campi sportivi…. insomma uno spazio fantastico di socializzazione nel centro della citta’…. Devo dire che anche la mia Lucca ha uno splendido parco di 4,4 km sulle Mura rinascimentali creato da Maria Luisa di Borbone all’inizio dell’Ottocento, ma quando il parco/passeggiata e’ stata creata, le Mura di Lucca esistevano gia’…. A Valencia hanno deviato un fiume…

giardini del turia1

Seconda, la fantastica Citta’ delle Arti e delle Scienze (anch’essa costruita sul letto del fiume Tura) del mitico archistar Santiago Calatrava…. Dire che si tratta di un’opera visionaria e’ troppo riduttivo… Me ne avevano parlato, ma finche’ non la vedi dal vivo non ti puoi rendere conto! Come le cattedrali romaniche e gotiche nel X-XI secolo erano delle imprese fantastiche nella cui costruzione i maestri muraturi e le maestranze impiegavano anche fino a cento anni, questa cattedrale del XXI secolo e’ un insieme di luoghi, palazzi, giardini, musei che una persona normale non potrebbe neppure pensare, non dico realizzare… Molte polemiche hanno coinvolto Calatrava per questo lavoro (..e non solo per questo…) portando la municipalita’ di Valencia quasi al fallimento per un buco da 700 milioni di Euro …

_DSC0529 ok _DSC0585 _DSC0595 _DSC0765   _DSC0769 _DSC0502 _DSC0774   Abbiamo visitato  il Parco oceanografico di Valencia ….sinceramente mi si è stretto il cuore per quei poveri animali costretti in spazi angusti… _DSC0601 _DSC0608 _DSC0658   accattivante lo spettacolo dei delfini… _DSC0722 abbiamo pranzato nel ‘Submarino Restaurant’ immersi in un acquario come pareti…molto suggestivo ed il ristorante è ottimo con menù degustazione abbordabile… 18 10985236_352999048236628_9045722860719525393_n[1]

                                                                                                                                                                                                                                                           Mi son servite le dritte di Giulia e del suo ragazzo Tommaso, scaricate dai loro blog..ai quali ho aggiunto altre dritte della mia amorevole Lucia, medico  e  organizzatrice di viaggi mancata..è perfetta….dai vini tipici…ai cibi particolari…ai posticini chic

Spero di esservi stata utile…. Al prossimo viaggio…

Un giro per i mercatini di Natale…venite con me?

Oh si…vi porto con me..in un mondo di magia…dove elfi…nani…colori…luci…vin brulè…cioccolata calda..caos…e tanta allegria la fanno da padrona…

 

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In Germania è cosi….il mondo si ferma….ci sono i mercatini…e le persone si trovano a pranzo fuori….a cena per condividere un piatto caldo in piedi…della birra (a fiumi ovviamente) per le strade fredde e illuminate della città…
impossibile muoversi liberamente …..gente ovunque..con cappelli e piccoli gudget natalizi….babbi natale…e tanta allegria…

 

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Ogni mercato ha una caratteristica diversa…anche nella stessa città….quartieri diversi…e artigianato di prima qualità…quindi anche costoso ed elaborato….
la città cambia sotto natale….è come se si riempisse di valori…di amicizia ..di calore…
e per il popolo tedesco non è banale…non sono facili ad aprirsi…ma in certe occasioni se la godono…
non ero andata con l’intento di visitare i mercatini…
i miei obiettivi erano ben altri..MA mi son trovata coinvolta in un vortice caldo ..accogliente e natalizio e mi son lasciata trascinare volentieri…e con piacere ho accolto quanto di bello mi stava offrendo questo mini viaggio…

 

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Un viaggio a sorpresa…con risvolti nuovi…dove mi son trovata felice …felice di godere di ogni attimo ..perchè stavo bene…perchè avevo la mia famiglia al completo con me…
perchè mi son trovata in un ruolo nuovo e diverso e mi son trovata felice di esserci…

 

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Siamo partiti dalla stupenda Aachen , ve ne avevo parlato qui…..completamente cambiata sotto l’atmosfera di Natale…per poi recarci  una sera in Olanda….al mercato di Valkenburg …all’interno di una grotta…molto suggestivo …ma forse un pochino kitch…per i miei gusti..e cenare in un castello stupendo…nella sala di lettura con musica classica in sottofondo…

 

 

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proseguire verso Dusseldorf …e finire a Colonia…dormendo nel paesino fiabesco di Zons…con il Reno davanti alla finestra…

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Abbiamo preso l’aereo il più tardi possibile…non volevamo proprio tornare…ma ci aspettava l’Italia…i nostri cari e il Natale con loro… i regali da finire di acquistare…l’albero da allestire…le feste da organizzare…in fondo è bella anche la preparazione e l’attesa…in fondo è bello anche sapersi accontentare e godere di quel che abbiamo avuto la fortuna di assaporare appieno…

Buoni preparativi a tutte coloro che passeranno di qua a leggermi….

Alla prossima coccola natalizia  ❤

Ground Zero … cicatrice d’America e del mondo intero…

Il vecchio World Trade Center si identifica con le Torri Gemelle e con una data che ha cambiato il mondo : 11 Settembre 2001. Da quel giorno niente e’ stato piu’ come prima…. con tale distruzione purtroppo una barriera e’ stata creata fra oriente e occidente…
cosi come una barriera era stata distrutta fra Est e Ovest pochi anni prima il 9 Novembre 1989 con la caduta del Muro di Berlino…. e ci aveva fatto sperare in un mondo senza piu’ barriere fisiche e culturali….

 

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Ora il nuovo World Trade Center e’ rinato….il ricordo… la sofferenza…la memoria…. un nuovo progetto del grande Daniel Libeskind …. per non dimenticare…. le vasche nella posizione delle fondazioni delle vecchie Torri Gemelle…. le cascate d’acqua che rappresentano la vita… i bordi delle vasche con tutti quei nomi incisi per non dimenticare…MAI…

 

 

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La torre 1, detta anche “Freedom Tower”, e’ gia’ finita,  alta 1776 piedi in ricordo della Dichiarazione d’Indipendenza del 1776…. il resto del progetto con tutte le 6 nuove torri, piu’ il museo, verra’ completato entro il 2016…

 

 

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Impressionante…..commovente….suggestivo….imponente…

non si ride…  qui si prega….

in questo preciso punto di New York si sente un dolore secco  allo stomaco…

una pesantezza infinita alle membra…alla testa….al cuore…

un graffio nell’anima

non si può rimanere insensibili…non si può …

 

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qui si è compiuta una tragedia umana…
stessa sensazione  quando varcai la soglia di un campo di concentramento a Dachau

un groppo in gola…inarginabile…non controllabile …

cerco di fermare nei volti della gente lo stesso mio sgomento…

 

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qualcuno prega..altri piangono….altri ancora sono assorti in pensieri mentre toccano le incisioni di quei nomi scolpiti…
le torri gemelle sono una cicatrice profonda per il mondo intero …
e che mai nessuno dimentichi … il baratro profondo di quelle fontane che scorrono verso il centro della terra….verso il vuoto….verso il buco profondo e interiore di quell’orribile giorno nero….

Amish, cookies e il Paese dalle grandi opportunita’

Sono stata negli Stati Uniti e sono stata alcuni giorni in  Pennsylvania, principalmente per il lavoro di mio marito,  dopo Philadelphia (stupenda ! ma visitata troppo frettolosamente)… siamo andati ad Harrisburg ed Hershey… poco distante da queste due cittadine esiste la Contea di Lancaster ….con una delle più grandi comunità Amish… potevo lasciarmela sfuggire????

ok ok… devo ammettere che ho davvero stressato… VOLEVO assolutamente non perdermi l’occasione di visitare una realtà che avevo visto solo attraverso il film  ‘Witness’ – Il testimone (1985) con un affascinante H. Ford e una stupenda K. Mc Gillis..chi di voi non lo ricorda???

Arrivo alle ore 12 dopo diversi problemi alla Amish Farm & Hause a Lancaster in Pennsylvania….ma CI SONO!!!! il resto non conta…

Sono a piedi…mollata rapidamente da un   ‘ gentile’    collega tedesco di mio marito …e parlo poco inglese..specialmente lo slang….che proprio non capisco quasi per nulla …. ma non mollo…

Prendo un biglietto per una visita guidata con un piccolo pullman ..con vetri VERDI (Aiutooooooooo le mie fotoooooooooo)..un giro di 1 ora e mezza….la contea è grande…impossibile visitarla a piedi…

solo dopo capisco che è proprio impossibile fare foto….la guidatrice corre come una pazza…ma vedo il positivo….posso vedere più cose…evvabbè….

perdonate alcune foto…fatte in queste condizioni….ma almeno ci sono!!!

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La contea di Lancaster e’ una delle 67 contee della Pennsylvania e qui vivono piu’ di 30.000 Amish divisi in circa 200 distretti

Gli Amish hanno mantenuto uno stile di vita semplice e religioso per piu’ di 300 anni e sono molto lenti nel conformarsi ai cambiamenti del mondo. In termini dis tili di vita ogni comunita’  ha le sue regole ma, per esempio, una cosa comune a tutti gli Amish è che non guidano ed in casa non hanno la corrente elettrica.

Teoricamente dovrebbe essere almeno cosi….in realtà molti amish si sono ‘avvicinati ‘ al mondo moderno….e secondo me è anche giusto…ho visto macchine e trattori….e molti non vestiti in modo classico ma con pantaloncini più comodi e sicuramente più freschi per il lavoro nei campi…

Gli Amish sono anche detti “anabattisti” perche’ ricevono il battesimo da adulti

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Le origini degli Amish risalgono al periodo della Riforma Protestante. Le loro pratiche religiose iniziarono nel 1693 con Jacob Amman, svizzero. Egli credeva in una interpretazione rigorosa e letterale della Bibbia a fronte di un comportamento troppo liberale degli altri protestanti.

 

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A causa delle persecuzioni in Europa, non potevano celebrare le loro funzioni nelle chiese e quindi lo facevano nelle case e questa tradizione e’ rimasta anche ai giorni nostri. In ogni distretto costituito da circa 20-30 famiglie (molto numerose) e a turno ciascuna famiglia ospita le funzioni domenicali nella propria casa. Gli uomini e i bambini siedono ad un lato mentre le donne ad un’altro. In tedesco vengono cantali gli Inni e le letture della Bibbia.

 

 

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Sempre a causa delle persecuzioni si inizarono a trasferire in Pennsylvania a partire dal 1720 grazie all’aiuto di William Penn e al suo “holy experiment” di tolleranza religiosa… ancora una volta una dimostrazione della grandezza delle origini degli Stati Uniti d’America… e dei loro Padri fondatori… e proprio a Filadelfia, in Pennsylvania fu firmata la Dichiarazione d’Indipendenza nel 1776

 

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Circa il 25% degli Amish e’ agricoltore a tempo pieno mentre gli altri hanno avviato attivita’ in proprio, in genere legate all’artigianato. Ci sono anche uomini di affari che lavorano per aziende esterne o che sono professionisti usando anche  telefoni e pc, ma questi oggetti vengono tenuti in building separati o fienili, ma mai in casa…. accettano volentieri le energie alternative…

Gli uomini sono senza barba prima del matrimonio e con barba quando sono sposati. Le donne indossano cappa e grembiule bianco da nubili e grembiule nero da sposate. non possono indossare gioielli ne’ avere bottoni con asole, quindi usano spille e bottoni automatici. I capelli non vengono tagliati e  li arrotolano con chignon.

 

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Mi ha colpito il sistema scolastico…( strano eh!??) i bambini Amish frequentano la scuola primaria in una scuola privata composta da un’unica aula…con panche in legno grezze…molto spartana…gli amish non frequentano o proseguono gli studi nella scuola secondaria o nelle università..essi sono convinti che l’istruzione oltre la scuola primaria potrebbe portare al disgregamento del loro stile di vita e a un ‘pensiero moderno’

In queste scuole si insegna ciò che potrà loro essere utile…quindi oltre alla lettura e scrittura e calcolo (non so quanto bene lo possano spiegare …guardate questa bambina che non riusciva ad eseguire un semplice resto…ed infatti la sorella ha usato la calcolatrice…)  apprendono anche principi di agricoltura, salute, storia e geografia. Qui i bambini imparano a leggere e scrivere in inglese visto che nella comunità si parla il Pennsylvania Dutch…un dialetto tedesco

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Ogni tanto incrociavamo una piccola bancarella …dove vendevano i prodotti della terra…grosse macchine si fermavano allettate dalle zucche gigantesche….

Ci sono anche punti vendita…dove potevamo acquistare candele naturali ….verdure conservate….marmellate…prodotti artigianali in legno e piccoli giocattoli…cosi come piccole manifatture artigianali con i colori amish….tipo grandi presine e piccoli arazzi…..tutto il resto era made in china…lascio a voi le considerazioni del caso…

In questa bancarella c’erano tre fratelli…che vendevano limonata fresca e dolci vari …oltre alle verdure in barattolo…

Ho acquistato dei cookies per mio marito…per la nostra colazione della mattina dopo quando avremmo raggiunto New York in auto….

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I cookies in America sono diversi da quelli che troviamo in Europa…sono più grandi …più gonfi …più morbidi…una vera libidine…

Ho letto gli ingredienti (nella foto sono cookies con noci ) dei miei CHOCOLATE CHIP  COOKEIS Amish : oil (usano quello di cocco), sugar, oatmel, egs, baking soda, salt, water, vanilla, flour, chocolate chips.

Non li ho trovati particolarmente salutari come invece mi sarei aspettata….

ed allora vi lascio la ricetta dei VERI cookies americani….presa dai miei due  libri guida di queste vacanze newyorkesi…

‘Una merenda a New York”   e “New York LE RICETTE DI CULTO” di Marc Grossman

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PER 18/20  BISCOTTI GRANDi

 

INGREDIENTI UMIDI

250 gr di burro ammorbidito

125 gr di zucchero semolato

125 gr di zucchero di canna grezzo

1 cucchiaino di estratto di vaniglia

2 pizzichi di sale

2 uova medie

INGREDIENTI SECCHI

400 gr di farina tipo 0

1 cucchiaino di lievito

200 gr di cioccolato spezzettato grossolanamente

1 cucchiaino di fleur de sal

Impasto:

Sbattete il burro e lo zucchero con il robot da cucina o a  mano fino a che il composto diventa spumoso. Incorporate gli altri ingredienti umidi, continuando a sbattere per amalgamare bene. Mescolate gli ingredienti secchi e aggiungeteli al composto precedente fino a che diventa omogeneo; mettete in frigorifero per almeno 1 ora.

Cottura:

Scaldate il forno a 205°. Dividete l’impasto in palline e adagiatele su una teglia rivstita di carta forno e cuocetele per circa 10 minuti.

I cookies devono essere molto soffici quando li sfornate. Lasciateli raffreddare per almeno 10 minuti a temperatura ambiente prima di gustarli.

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Il senso di un viaggio… di un incontro… nel cuore della Francia occidentale

Il senso del viaggio è quel punto di incontro fra ciò che provi interiormente e quel che oggettivamente ti circonda… in quel momento  le dimensioni del viaggio interno e quello esterno… che spesso corrono come due percorsi paralleli… trovano un punto di convergenza… la consapevolezza di un contatto intenso tra ciò che è dentro e ciò che è fuori… di te…

il resto è dentro il tuo trolley… le immagini scorrono e cerchi di fermarle con la tua reflex… un aereo… davanti a te un taxi… un tramonto sbiadito ti fa amare ancora di più il luogo dove ti trovi e dove esattamente vorresti essere..respiri forte… qui… ora..

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Francia centro-occidentale… il sole tramonta più tardi e la mattina si alza conseguentemente più tardi… altri ritmi legati alla luce del sole…

Arrivo a Parigi Orly destinazione Etampes (regione Ile de France, dipartimento dell’Essonne)… bed and breakfast   …   sapremo solo dopo la storia del nostro bed and breakfast… casa tipica di questa zona rurale della Francia del 1800 francese…

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Visitiamo il paese…case in pietra caratteristiche…nella vecchia piazza del mercato contadino c’è il cuore pulsante del luogo… la scelta per la cena cade su  questo piccolo locale Bar a tapas ‘Chez Yo‘…entriamo e le persone all’interno si zittiscono…non siamo del luogo e questo locale è un punto di ritrovo..colori pastello e bottiglie di buon vino ovunque….si presenta il patron…iniziamo ad ordinare in inglese…subentra in aiuto una ragazza seduta ad un tavolo accanto…sedie alte … pochi tavoli  verdi laccati…

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Alla fine un sospiro di sollievo…’Ohhhhh… Siete italiani BON!’…un gran sorriso…ed è subito empatia…

E’ l’inizio di una serata surreale..di quelle serate che danno il senso del viaggio..dell’incontro…di quelle serate che io e mio marito amiamo di più e che ci riportano indietro nel tempo..quando viaggiavamo in moto ed eravamo solo più giovani…più idealisti…e conoscevamo persone che mai più avremmo incontrato…

Musica americana in sottofondo..Yo si scusa..’sono giovani…’ sorride e guarda i ragazzi nel suo locale…un’espressione carica di complicità e di affetto verso i suoi clienti…a noi piace.…siamo stanchi e affamati nessun menù..ci affidiamo a lui… qui esiste solo il ‘plat du jour’… e stasera è la volta del piatto di ‘charcuterie et fromage’…ci spiega dettagliatamente nel suo italiano francesizzato…la provenienza dei salumi (d’Auvergne, du Jura) e dei formaggi provenienti da  Pethivien una zona a circa 30 km da Etampes… formaggi tipici con latte crudo,  sale francese e pepe, conservato nella paglia o nel legno, di capra…

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Yo è allegro… vitale… solare… autentico… racconta di sua  sua madre…  italiana… ’delle Cinque Terre’… esclama orgoglioso e fiero…

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Ci sentiamo a casa..siamo a nostro agio… il vino inizia a scorrere…

I ragazzi che stavano in silenzio..iniziano a prendere confidenza o forse solo ad ignorarci…ridono..parlano a voce alta… il vino rende tutti più disinibiti…

Entra un signore d’altri tempi…con un cappotto classico di loden verde… Yo  lo presenta orgoglioso… è un famoso ex cantante lirico dell’Opèra… purtroppo parla rigorosamente francese… e la conversazione si interrompe dopo un po’….

Una ragazza bionda balla e ride sguaiatamente…

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Iniziamo con sott’olii della zona… un bicchiere di De Bergerac – Chateau les Andrieux ci fa compagnia…

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Il nome reale di Yo è Lionello… ci racconta la sua vita… il suo paese…davanti al suo locale un tempo andato c’era l’antico mercato degli animali… qui confluivano da tutta la Francia per acquistare animali da fattoria proprio nella piazza davanti al suo locale..Place St. Gilles…

ci offre la baguette traditionalle ..diversa dalla classica baguette…quasi  scura…la farina è più densa e corposa e la lievitazione è di 24 ore anzichè 12 ore (per quella classica)…. in questa zona  il grano è di ottima qualità…le tradizioni antiche si respirano ancora…le sento…si percepiscono…e tra una lievitazione..un aperitivo antico…ancora oggi in uso…il ’byrra’…

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marsala e birra…ci racconta il suo grande amore…Carla…(alla francese..Càrlà) nata anche lei da madre italiana e delle 5 terre come lui…bionda occhi verdi…bellissima…

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Yo si innamora perdutamente di lei…ci mostra la sua foto sbiadita dal tempo….piange Yo…Carla è andata via..un male che non perdona l’ha portata lontano da lui….un male terribile….

Mi commuovo anche io e gli stringo forte le mani…mio marito cambia repentinamente argomento…ancora un bicchiere di vino..brindiamo…c’est la vie…qualche foto..ci scambiamo gli indirizzi…’scriverò di te ..te lo prometto..’ e cosi vi ho fatto conoscere una bella persona..in un luogo a me sconosciuto dell’ovest della Francia contadina…

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Una faccia ancora nuova di questa Francia che amo e che ancora oggi mi trascina nel suo vortice…questo vortice che mi accompagna da anni..nei diversi periodi della mia vita..una Francia che grazie a dio partorisce persone come Yo…impensabili in Germania…o in Finlandia….persone calde…vere…sincere…che sanno ridere di gusto e commuoversi …

Una Francia che si ripete …con persone che amano il buon cibo..il buon vino…una Francia accogliente…chic in ogni sua sfumatura…stupenda…colorata…profumata….

mi piacerebbe invecchiare qui… comprando baguette ..bevendo del buon vino…chiaccherando allegramente….facendo la spesa al mercato locale…

avere dei fiori alla finestra…

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In fondo la vita…è questa….e risiede nelle piccole  soddisfazioni..che si ripetono ogni giorno..dandoti il senso della vita…e della gioia di vivere… affinchè ogni giorno sia degno di essere vissuto e assaporato intensamente…

Una domenica mattina in giro per le pasticcerie di Parigi….

Sono stata piu’  volte a Parigi… in varie occasioni … in diversi periodi della mia vita… ricordo bene come mi sentivo ‘dentro’ ogni volta… e ogni volta Parigi mi è rimasta nell’anima…

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Inizialmente ho avuto il privilegio di viverla  in modo intenso e non da turista…. ormai diversi anni fa …Alberto  ha vissuto  in questa magnifica capitale… ed è grazie a lui e a Patrick che abbiamo carpito il ritmo autentico della  vita parigina… ci siamo tornati a Pasqua del 2010…e posso assicurarvi che la messa in latino di mezzanotte  a Notre – Dame è da brivido….per non parlare del  fascino di Montparnasse e del quartiere latino…lo scorso anno poi, ancora in Gennaio, la Torre Eiffel  sotto la neve è stata pura poesia…sulle Champs – Elysèes bambini con la slitta…ci rifugiammo infreddoliti nel Museo d’Orsay, sempre stupendo anche dopo tanti anni… ovunque ho dei ricordi….delle brasserie accoglienti…delle boulangerie artigianali aperte anche la domenica mattina…delle librerie alternative….

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Ecco la domenica mattina Parigi è ancora più vitale …con diversi ritmi….ma ancora più intensa..

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questa volta siamo tornati nello stesso periodo e ci siamo regalati una domenica mattina di meta’ Gennaio a Parigi…abbiamo parcheggiato nei pressi di St. Germain…con l’intento di fare un giro … un pò diverso…un giro dedicato ad alcune pasticcerie della zona…

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usciti dalla macchina incontriamo  St. Germain … la più antica chiesa romanica di Parigi….pareti  possenti…canti religiosi rimbombano all’interno…mi sento in pieno clima dei templari…medioevo puro…questa emozione mi prende lo stomaco….fuori…pioviggina…ed è ancora più romantico e suggestivo…il caffè ‘Les Deux Magots’ ..il caffè di Hemingway ..mi ricorda che St.Germain e la vicina Motparnasse erano i quartieri degli intellettuali e degli artisti…

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La sua aria deliziosamente art noveau…mi affascina e tutte le volte sogno di abitare in una mansarda con dei fiori alla finestra…sopra i tetti di Parigi… la bicicletta è il mezzo più usato nel fine settimana…fiori ovunque per le strade..persone che fanno jogging…sulla Senna..per le strade…piccole bancarelle di pesce fresco…

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Si apre il cielo e uno scorcio di sole attraversa le nuvole…entriamo da Ladurèe in Rue Bonaparte…

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quando Louis Ernest Ladurée aprì un panificio al 16 di rue Royale, periodo e quartiere giusto per la movida parigina, frenetica, elegante e aperta all’intrattenimento… la patria dei macarons…

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Ci accomodiamo ad un piccolo tavolo ovale…posate in argento..zucchero artigianale…la cura del particolare è protagonista… ordiniamo tè alle rose  e un caffè lungo  al caramello..un chou nougati per me e per mio marito un carre choco dark…prendiamo anche una degustazione di macarons…che poi assaggerà nostro figlio in Italia…divini…la musica in sottofondo ci fa sognare ancora di più…Norah  Jones..Besame Mucho….Tainted Love rivisitata in toni soft…

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Accanto a noi un uomo…arriva trafelato con scarpe da trekking…si siede ed ordina un piatto di uova…sono le uova più goduriose che abbia mai visto …uova alla coque su un letto di simil focaccia calda…un piccolo bricco di maionese voluttuosa e montata perfettamente veniva versata e si mischiava al fondente delle uova…

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Tavoli occupati da persone che ordinano di tutto, anche un brunch completo…con 40 euro…ti togli lo sfizio…sinceramente a me piace molto l’idea del brunch domenicale…è veramente rilassante

Qualità superba… un’atmosfera da sogno fatta di piccole cose raffinate….

Continuando per Rue Bonaparte ..incontriamo la boutique di Pierre Hermè…stile completamente diverso…moderno…e purtroppo con una fila infinita fuori dal negozio…nessuna vetrina visibile ma solo dei disegni su un muro nero…somiglia più ad una galleria di arte moderna..intravedo anche all’interno una cura del design modernissimo e raffinato…

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ma lasciamo perdere e proseguiamo verso Boulevard Raspail….alla volta di Hugo e Victor… le vetrine sono ampie e posso fotografare l’interno che è moderno e lineare…qui si vedono ancora le galette des rois…macarons multicolori…bon bon… insomma la tradizione secolare dei macaons Laduree’ rivista e reinterpretata da nuovi maestri pasticceri….   Parigi e’ sempre un passo piu’ avanti…. niente da dire…

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A questo punto attraversiamo la Senna.. nel frattempo e’ uscito un bel sole…ci riposiamo nei Giardini delle Tuileries…

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e arriviamo dalla mitica Angelina, in Rue de Rivoli,  dove abbiamo deciso di fare l’ultima tappa prima di ripartire per l’aeroporto. Nonostante siano le 14.00 passate, la fila e’ lunga ma decidiamo di aspettare per un tavolo…

Un incontro casuale…Ursula…una  fotografa eccezionale…esce col suo compagno…l’ultima volta l’avevo incontrata a Pisa..ci consigliano i ravioli al tartufo…’Angelina? la migliore’ cosi ci dicono…aspettiamo con più gioia e convinzione…un assaggio di Croque Madame una San Pellegrino e un piccolo Mont Blanc..specialità della casa…come rinunciare???

Mio marito non si lascia sfuggire i ravioli di Ursula…

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Il locale mi soffoca….troppo affollato….troppo buio..poche finestre… sinceramente non mi ha entusiasmato come Ladurèe… con la pancia piena e pieni di cose belle…torniamo pigramente verso St. Germain…al nostro parcheggio…

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attraversiamo la Senna….le classiche  bancarelle dei libri …respiriamo forte l’aria magica di Parigi…ci fermiamo ad una panchina col sole tiepido che ci scalda…vorremmo non finisse mai questa domenica…mentalmente stiamo già ‘rientrando’..ci avviciniamo al lunedi..fra poco andremo verso l’aeroporto…ma torneremo…e sognerò ancora la mia mansarda con i fiori alla finestra..sui tetti di Parigi…

adoro sognare…in fondo costa poco..e poi potrebbe anche avverarsi no?? 😉

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