Muffin alle arance in tazza … un amore infinito…

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Scelte difficili…talvolta dolorose …che pesano sulla quotidianeità…sull’umore …si respira tensione anche se ci sforziamo che tutto stia andando per il meglio…mio figlio sta crescendo e sta diventando un giovane uomo..pochi giorni fa ha compiuto 19 anni…volati via veloci e splendidi…rifarei tutto quanto sin dall’inizio…mi son divertita a crescere con lui….è stata la responsabilità più  entusiasmante e gratificante della mia vita…ma siamo ad una svolta…fra pochi mesi esame di maturità..scelte future…paura di sbagliare..bivio fra sport e vita vera..la ragazza..gli amici…scelte obbligate…purtroppo non possiamo aiutarlo…sarebbe così facile..ma le deve fare lui..possiamo solo stargli vicino…confortarlo..capirlo..assecondarlo…ma le scelte obbligatorie e definitive toccano a lui…

Non sta bene…e quando lui è cosi anche io sono cosi…c’era una canzone famosa di  Daniele Silvestri  ‘Le cose che abbiamo in comune’… ‘abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi …due orecchie ed un solo cervello …soltanto lo sguardo non è proprio uguale …..perché il mio è normale, ma il tuo è troppo bello…
perché quando io dormo… tu dormi
quando io parlo… tu parli
quando io rido… tu ridi ..quando tu piangi io piango’

… gliela cantavo quando aveva pochi mesi e lui rideva col suo sorriso sdentato e troppo simpatico..con le guance rotonde e rosee..il naso si arricciava e gli occhi gli brillavano felici…eppure ancora oggi è cosi..quando lui è preoccupato lo sono anche io …per osmosi…per empatia…perché è cosi…perché è mio figlio…e l’amore che provo per lui è assolutamente incondizionato  …io per lui vorrei solo prati fioriti…e campane che suonano a festa…vorrei solo vederlo ridere…ma so che si cresce spesso solo dalle difficoltà..la vita me lo ha insegnato…e quindi in silenzio gli sono vicina..

In silenzio ho cucinato questi muffins..perchè lui li adora..stava studiando con un mal di testa fortissimo…un tè caldo e confortante e un muffin per noi due ..in un pomeriggio umido di questo inverno che non vuol partire… uggioso e soffocante..carico di tensione..ma magicamente…davanti ad un muffin e un tè fumante ho visto i suoi occhi sorridere…e sono stata sorridente dentro anche io..per osmosi…per empatia..perchè è cosi..perchè sono semplicemente sua madre…e se lui sorride sorrido anche io….

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Ingredienti

80 gr di burro (non italiano) e bio

4 cucchiaini abbondanti  di marmellata di arance

115 gr di zucchero di canna

2 uova

1 cucchiaino di essenza di vaniglia

115 gr di farina autolievitante bio

1 arancia non trattata

zucchero a velo per guarnire

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Procedimento

Imburrare 4 tazze da caffè  capienti e disporre sul fondo di ciascuna tazza un cucchiaino abbondante di marmellata (deve ricoprire il fondo della tazza).

Lavorate il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto leggero e spumoso, poi incorporate le uova mescolando bene.

Mettete l’essenza di vaniglia e setacciate la farina e incorporatela al composto.

Distribuire il composto nelle tazze.

Disporre le tazze in una teglia, quindi mettete nella teglia acqua bollente in modo che le tazze risultino immerse per un terzo della loro altezza.

Far cuocere i muffins nel forno già caldo per 40 minuti a 180° . Aspettate che gonfino e che il loro colore diventi dorato.

Lasciar raffreddare e dopo mettetele sui piattini.

Spolverizzate con una nuvola candida di zucchero  vanigliato.

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Preparazione delle arance caramellate

Tagliare a fette sottili l’arancia lasciando la buccia e trasferirla in una padella con la stecca di cannella e lo zucchero.

Lasciare cuocere fino a che lo zucchero non si sarà imbiondito.

Quando si saranno leggermente caramellate porle sopra i muffins e spolverare il tutto di candido zucchero a velo.

Note personali

Questi muffins li ho provati per la prima volta, la ricetta è stata tratta dal libro ‘ Muffin e dolcetti’ della Gribaudo.

La ricetta prevede l’utilizzo per la cottura di 6 tazzè da tè, il composto finale non è molto …io ho utilizzato tazzine da caffè capienti e me ne son venute 4 , questo per farvi capire l’ordine di grandezza e la quantità reale.

In realtà la ricetta originale era con le fragole e con la marmellata di fragole, ma essendo una sostenitrice della frutta e verdura di stagione ho preferito utilizzare la frutta non trattata di questo periodo, sicuramente, più saporita e succosa.

Ho cambiato lo zucchero di canna al posto dello zucchero bianco , ma voi usate quello che più vi piace.

Questi muffin sono STREPITOSI…credo sia per merito della cottura in forno a bagnomaria e per la percentuale di burro danese bio, i muffin risultano con un fondo morbido e  ancor più godurioso appena raggiungerete la marmellata .

Una delle mie ultime passioni è il tè e la sua preparazione, ultimamente sono stata a Firenze alla ‘Via del tè’ ed ho acquistato diversi tipi di tè che vi racconterò in altri post.

Questa volta ho utilizzato il tè Lady Angel n. 87, DIVINO!!! è un tè bianco profumatissimo estremamente naturale e ricchissimo di polifenoli, ottenuto dal semplice avvizzimento e essiccazione dei germogli (Yin Zehn) o dei germogli e delle foglie (Pai Mu Tan).

Questo tè è particolarmente adatto per le crostate di marmellata di frutta e per le torte con i frutti di bosco.

Buona super coccola pomeridiana…..

-Con questa ricetta partecipo al contest Un anno di colazioni: i Muffins” di Letizia in Cucina in collaborazione con FIMOra;    di voglia di cucina

 

– Con questa ricetta partecipo al contest “monoporzione per due” di Lamponi e tulipani

Il Ponce alla Livornese

Sono livornese… spesso lo dimentico… o meglio… mi sento libera da vincoli mentali dove il senso di appartenenza è forte e chiaro…

Livorno non è una città qualunque… essere livornese è una caratteristica a parte… sbruffoni… anarchici… caciaroni… ironici… la critica innata… l’essere pungenti  e talvolta decadenti e un po demodè… in fondo c’è il mare… il sole…evvai..boia dè!!!

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io la mia città l’ho amata e anche odiata spesso per gli stessi motivi….

non sono rimasta…

sono uscita dai vincoli legati alle amicizie di una vita… alle ritualità che ti rassicurano… per allargare la visione del mondo… forse potevo farlo restando… ma ho preferito altre città… altre realtà… non avere radici…

ma  Livorno è dentro di me… ed io la rappresento visceralmente… io sono livornese… ed è un dato di fatto…

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Livorno E’ IL PONCE….

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….una bevanda calda e confortante che ha accompagnato tutta la mia vita fino a che non ho lasciato la mia città …..

Il Ponce alla Livornese e’ uno speciale caffe’ corretto che rende unica Livorno da almeno un paio di secoli.

Oltre alla bonta’ della bevanda…il ponce rappresenta  un RITO… berlo nei luoghi giusti o a casa con gli amici sinceri dopo una cena rilassante….

Il posto tipico dove bere il ponce a Livorno e’ senza dubbio il mitico Bar Civili, ormai un’istituzione da piu’ di 100 anni, dove sfotto’ e battute sono di casa anche fra persone che non si conoscono… ossia oltre al ponce andiamo la’ per fare due risate…. dal Civili potete respirare quella che nel resto d’Italia viene definita Livornesita’ e che e’ ben rappresentata dal Vernacoliere …. di cui forse vi parlero’ in seguito…perchè merita un capitolo a parte….

Ponce, Bar Civili, Livorno, Tuscany, Italy

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Il bar e’ unico anche perche’ e’ una vera pinacoteca con decine di quadri dei migliori pittori livornesi del Novecento nonche’ pieno di una ricca collezione di gagliardetti di squadre di calcio e basket nazionali ed internazionali….

Non potro’ mai dimenticare la vittoriosa finale con la Germania dei mondiali del 1982 a Barcellona quando, prima dell’inizio della partita, le telecamere ripresero la formazione italiana in posa per la foto di rito e dietro sugli spalti fu inquadrato uno striscione gigante con la scritta BAR CIVILI LIVORNO…

Per me il Civili e’ un ricordo di interminabili file del sabato sera di ritorno da ristoranti o in uscita dal cinema o prima della discoteca, dove nell’attesa del ponce incontravi amici e conoscenti e bevevamo assieme il ponce, in piedi, bloccando il traffico della angusta strada di periferia…

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infografica di etra comunicazione

Le ricette del Ponce sono molteplici e la vera ricetta e’ avvolta in un alone di mistero… come fosse una Coca Cola de noiartri… ma il classico e’ preparato partendo da una miscela base detta Rumme (ossia una variazione del Rum…) a cui si aggiunge solitamente il Sassolino e un caffe’ extra-strong, senda dimenticare la immancabile “vela”, ossia scorza di limone.

Il tutto bevuto caldissimo nello speciale bicchiere di vetro ci fa ringiovanire ogni volta…. soprattutto bevuto ora nella nostra casa di Lucca e con amici italiani e stranieri con cui scheziamo sulla Livornesita’ come categoria dello spirito….

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INGREDIENTI

1/3 di caffè (espresso)
1/3 di Rumme (Vittori)
1/3 di Sassolino
1 cucchiaino di zucchero
scorzetta di limone (vela)
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PROCEDIMENTO ESPRESSO
Versa direttamente il terzo di Rumme e di Sassolino nel bicchierino a ‘gotto’ con lo zucchero e scaldare abbollore la miscela con il vapore dalla macchina espressa. Versarci dentro un caffè ristretto appena fatto ed aggiungere la scorzetta di limone che galleggerà sul Ponce come una piccola vela, conferendogli l’inconfondibile aroma.
PROCEDIMENTO MOKA
Se non possedete una macchinetta espressa è pur possibile ottenere un buon Ponce casalingo miscelando in un pentolino Rumme, Sassolino, zucchero ed il caffè preparato con la moka. Se si vuole servire più di un Ponce con questa tecnica è consigliabile preparali tutti insieme, portarli ad ebollizione e versarli poi nei singoli gottini dove avremo già preparato la ‘vela’.
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Con questa bevanda partecipo alla raccolta “bollicine winter time” di lamponi e tulipani
 

Macedonia invernale al forno

Ho ricominciato ….il lavoro…la famiglia..la casa…tolto gli addobbi di Natale….

e mi lamento…mi lamento di una vita troppo frenetica..ma in fondo è la MIA vita e diversamente non saprei fare…

il mio rifugio..la mia casa …laddove si trova il mio cuore…il mio punto fermo…gli affetti..le radici..

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ha cambiato atmosfera…tutto bianco…giacinti alla finestra sbocciati …candele bianche..divano panna…ho cambiato posto alle orchidee…quelle sfiorite…e con più luce stanno rigenerandosi ….e i boccioli sono pronti a fiorire…in questo istante li osservo e sono il mio orgoglio…in mezzo una gigantesca lanterna la fa da padrona…non ho freddo…ma so che arriverà e lo attendo trepidante…ho voglia di sentirlo …ho voglia di ghiaccio …di scaldarmi al tepore di un plaid…un libro..un film…il freddo impone la calma..il rallentare..il godere dei piccoli attimi nel tuo rifugio…

Nel frattempo vi voglio offrire una macedonia…calda…possibilmente da gustare con gelato alle noci…

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una macedonia tipicamente invernale…

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da assaporare lentamente …

in un pomeriggio pigro e assonnato…con fuori la neve…e il caminetto acceso…

io vi aspetto….

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Ingredienti  (per 6-8 porzioni)

mele 3

pere 3

arance 2

prugne secche 10-12

albicocche secche 10-12

zucchero di canna 100 gr

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Procedimento

Sbucciare e tagliare in sedicesimi le mele e le pere, lavare e tagliare a fette le arance con la buccia, mescolare con le prugne, le albicocche e lo zucchero e mettere inforno ben caldo (220°-230°), in una pirofila, fino a quando incominceranno a caramellarsi.

Servire con gelato di noci.

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P.S. Un consiglio… io le arance le ho bollite  in acqua … che ho fatto bollire buttato via e rifatto bollire….per 3 volte…questo per togliere l’amaro della buccia che a me piace nella macedonia!

 Talvolta ci aggiungo del liquore all’arancia….

buona coccola a tutte…

Una coccola dolce nella mia città….

Oggi voglio dedicare questo post ad un luogo che per me rappresenta LA coccola…

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Entrare nel negozio di Sandra  non è come entrare in una qualsiasi pasticceria. Lei…sua madre …suo padre e Riccardo mi hanno accompagnato nei ricordi più belli da quando abito a Lucca…. Ogni festa della mia famiglia c’è sempre stato un panettone salato, una torta del momento, una scultura di cioccolato , dei mignon superbi…

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I compleanni ..le ricorrenze…la prima comunione…la pagella…una vittoria a scherma…una cena fra amici…

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Entrare da lei è come entrare in un percorso sensoriale….colori tenui alle pareti…mensole bianche di legno caldo…pavimento in graniglia con fiori…nicchie ovunque illuminate morbidamente..una fontanella dove tutti noi clienti possiamo bere liberamente  acqua gassata e naturale alla spina …profumo di buono….frutta fresca centrifugata…odore di caffè…tè caldo…

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Ricordo quando venivano a trovarci a Lucca i ‘nonni’…e andavamo a scegliere un dolcetto per il pranzo…oppure la domenica all’uscita dalla messa di S. Marco mio figlio e mio marito sceglievano  i mignon per gustarli dopo pranzo….

Mio figlio è cresciuto in questo negozio…all’uscita dal catechismo…prima di un allenamento…una colazione al mattino  col croissant e spremuta fresca…una coccola dopo un brutto voto…la prima delusione d’amore…una lite col migliore amico…

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Ancora oggi che non abitiamo più nello stesso quartiere….Sandra è nella nostra famiglia…una garanzia di eccellenza..una coccola che ci meritiamo…per noi ferie spesso vuol dire mare…e mare spesso vuol dire fare colazione da Sandra…

E spesso vuol dire pranzare con le sue focaccine…che è riduttivo chiamarle cosi…sono veri e propri accostamenti  chic  e sapori tipici del territorio…pane fatto in casa….

Quando chiude per ferie…mi intristisco..lo so è ridicolo….ma sapere che è aperta è come essere certa che posso coccolarmi quando voglio…scambiare due chiacchere……acquistare qualcosa di buono e sano…

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Per me non è Natale senza i suoi panettoni  e i suoi pandori  fatti con pasta madre…li ordino tutti gli anni…e faccio un cesto sotto l’albero di Natale…li prendo da mezzo kg…pronti per qualsiasi occasione delle feste…comodissimi…

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Ogni stagione mi riporta da lei…in primavera le sue scultore di cioccolato si impreziosiscono…e  per la festa della mamma le torte si addobbano di fiori freschi…

Fette biscottate fatte da lei ..al cacao…con uvetta…semplici…tè bio in sacchettini di seta…zucchero di piccole forme e colori…a cuoricini orsetti…di canna…scuro…..

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Il negozio è piccolo…ma come potete ben intuire molto raffinato…di stampo francese…ad esempio la sua vetrina dei mignon l’ho trovata da Angelina   a Parigi…ma anche provenzale…tipo la  maison weibel

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un angolo diverso e particolare…

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dove il bello e la semplicità si sposano…se passate da Lucca…fateci un salto …e fatevi  coccolare…

parola di Coccola Time… a presto…

Una coccola rinfrescante

…In arrivo  una coccola pomeridiana rinfrescante: Pesche al tè bianco…

Ci sono delle coccole che come le madaleine di Proust ti riportano indietro nel tempo… e il loro sapore , odore, fragranza ti fanno  tornare bambina. Per me uno di quei sapori è il tè alle pesche che faceva mia madre in estate… e ora lo faccio anche io…. dona un angolo di freschezza dalla calura estiva..e al primo sorso della stagione, riaffiorano  ricordi e luci della mia infanzia… quando dal tavolo vedevo mia madre affettare minuziosamente le pesche e sul fuoco l’acqua per il tè era pronta e fumante…

L’ombra fresca di casa mia… per proteggerci dal troppo sole…

E poi tornati dal mare … correvo al frigo…  e dentro un bicchiere grande gorgogliavano le pesche … che scendendo facevano schizzare il tè. Mi veniva sempre da leccarmi le labbra… magari qualche goccia era lì casualmente… fresca e precorritrice del sapore che di li a poco avrei gustato…

Spero che la proviate a fare nei pomeriggi estivi… semplice  e dissetante…

Una coccola pomeridiana…

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Ingredienti per un litro di tè:

– 6 pesche di media grandezza tagliate a tocchetti con la buccia

– 3 cucchiaini di miele millefiori  o zucchero di canna

– una manciata di foglie di menta

– io ho usato un tè bianco cinese da agricoltura biologica… ma potete usare il tè che preferite (mia madre usava quello in bustine normalissimo)

Mettere in frigo per almeno 6 ore.

Buona coccola dissetante…

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Alla prossima …