Halloween, Comics e gnocchi di zucca per SEGUILESTAGIONI # di Novembre

Halloween ha giocato un ruolo importante nel revival della zucca, una festa con origini celtiche (Britannia, Gallie, Irlanda) e trasferitasi poi nel Nuovo Mondo.

 

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La zucca, colorata all’esterno e ricca di semi all’interno si moltiplica nei campi proprio in un periodo dell’anno in cui le fitte brume autunnali sembrano stendere un lutto su tutta una natura irrigidita e spenta. A quei popoli sarà apparso come il simbolo della capacità della vita di resistere alla morte. Proprio per quello venne scelta la data del 31 Ottobre e il 1 Novembre, vigilia dell’Ognissanti cristiano e capodanno celtico, le zucche si trasformano in grotteschi mascheroni, illuminate da un lumino acceso al loro interno.

 

Grinning Halloween lantern vector illustration.

 

 

Collocate sui davanzali e all’incrocio delle strade significano l’irruzione dei morti nella dimensione quotidiana degli uomini. In ricordo di questa antichissima festività pagana, gli attuali discendenti di quei popoli sono soliti usare una maschera macabra e si recano in gruppo di casa in casa. Bussano alla porta e gridano ‘Dolcetto o scherzetto?’ ed attendono fiduciosi dei modesti omaggi (frutta candita, mele caramellate, cioccolatini).

 

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Personalmente penso sia una forzatura culturale, ma i bambini la vivono con gioia e l’attendono felici. A scuola la festeggiano le insegnanti di inglese, come tradizione appartenente alla cultura anglosassone. Nella mia città c’è poco tempo per pensare a questa festa, siamo letteralmente invasi da un evento che paralizza ed elettrizza al tempo stesso tutti i cittadini lucchesi: I COMICS.

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I Comics  sono una grande  fiera dedicata al fumetto, all’animazione, ai giochi (di ruolo, da tavolo, giochi di carte), ai videogiochi e all’immaginario fantasy e fantascientifico. Inizialmente denominata Lucca Comics ha assunto negli anni  la denominazione di Lucca Comics & Games.

 

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Anni fa io e mio marito in vespa  da Livorno andavamo alla mostra del fumetto / fantasy. All’epoca non aveva certo assunto le dimensioni e l’importanza che ha adesso. Era una mostra per pochi appassionati senza essere nemmeno tanto pubblicizzata. La manifestazione è andata crescendo come importanza da edizione a edizione.

 

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Attualmente risulta essere la terza fiera di fumetti più frequentata al mondo, dopo il Comiket di Tokio, il Festival International de la Bande Dessinèe d’ Angoulème, appena davanti al Comi – con di San Diego.

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In questi giorni puoi uscire da casa e incontrare i famosi Colspaly. I Cosplay sono persone che si mascherano  creando loro stessi e rielaborando personalmente  il personaggio preferito. Inizialmente i Cosplay erano ispirati a Guerre Stellari…oggi spaziano in qualsiasi angolo del fantasy e fumetto .

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Ma torniamo alla nostra zucca ed al mio gruppo SEGUILESTAGIONI. Questo mese lo abbiamo  voluto dedicare proprio a lei, un inno puro alla zucca ed alle sue ricette.

 

 

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Io ho fatto dei meravigliosi gnocchi di zucca al sugo di salsiccia e rosmarino.

Ingredienti:

Zucca 1 kg di polpa

patate bianche 1 kg

farina 00    400 gr

sale q.b.

Per il ragù di salsiccia:

due salsicce aromatizzate al finocchietto della zona di Siena

cipolla fresca bianca

olio nuovo extravergine lucchese

rosmarino del mio giardino (tritato finemente)

Per gli gnocchi di zucca

  • taglia la zucca ed elimina i filamenti, i semi interni e la buccia
  • taglia la polpa ed adagiala su una leccarda foderata con carta da forno. Cuocila a 200 ° per 15-20 minuti dopo averla coperta con alluminio
  • lava le patate e cuocile intere, senza sbucciarle, immergendole in una pentla con acqua fredda salata. Una volta cotte scolale e lasciale intiepidire e dopo sbucciale.
  • passa la zucca al passaverdure
  • passa anche le patate e aggiusta di sale
  • unisci la farina e versa sulla spianatoia (infarina il piano di lavoro)
  • la lavora gli ingredienti amalgamando il tutto
  • dividi l’impasto in tanti filoncini e taglia dei piccoli gnocchi
  • cuoci in abbondante acqua salata per pochi minuti fino a che non vengono a galla
  • io ho congelato metà gnocchi in frezeer disponendoli distanziati in vassoi di carta . Una volta congelati li metto in un sacchetto e sono pronti per la prossima cena con gli amici. Ti assicuro che sono ottimi!                                                                                  Per il ragù di salsiccia
  • soffriggi la cipolla fresca
  • unisci la salsiccia pulita della sua pelle
  • aggiungi il trito di rosmarino
  • lascia cuocere lentamente

 

 

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Vi consiglio caldamente di andare a visitare le mie colleghe sui loro blog e curiosare sulle loro ricette a base di zucca…

Anna di Ultimissime dal forno – focaccine di zucca aromatizzate al miele e timo

Simona di Pensieriepasticci – torta salata zucca e finferli

Beatrice di Beatitudini in cucina – Pumpkin Pie

Lisa di Lismary’s cottage – risotto con zucca e salsiccia

Maria di La mia casa nel vento – olio di semi di zucca

Susy di Coscina di pollo – bucatini con zucca e cipolle

Alisa di Alise home shabby chic – zucchette bianche di stoffa

Miria di Due amiche in cucina – confettura di zucca speziata

Consuelo di I biscotti della zia – gelato alla zucca e vaniglia

 

Se volete qualche idea vi consiglio la lista della spesa del mese di NOVEMBRE

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Continuate a visitarci sulla nostra pagina facebook e su Pinterest

Vi aspettiamo….

Testo liberamente tratto dal libro : “I piaceri della zucca” di Luciano Luciani, Edizioni Maria Pacini Fazzi – Lucca.

 

 

Crostata di fichi e noci per “Seguilestagioni” di Settembre

Zia Irene è vissuta fino all’età di 94 anni a Orciano Pisano, paese di campagna a pochi chilometri da Pisa, e la cucina della sua casa è quella rimasta più impressa nella mia memoria di bambina.Al centro c’era un lungo tavolo in marmo bianco, con tante sedie di legno intorno. Una grande finestra dava sul giardino interno. Sopra la credenza in legno scuro, erano appesi tanti piatti d’ottone.

 

Ricordo i profumi, sempre uno diverso dall’altro, secondo quello che veniva cucinato seguendo il ritmo delle stagioni. C’era il periodo dei pomodori per la conserva, dei prodotti dell’orto da mettere sott’olio e il periodo della raccolta della frutta da conservare in cantina per l’inverno.

 

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So con certezza che in quella grande stanza è nato il mio amore per la cucina e i suoi riti. E’ lì che ho appreso dalla zia e da mia nonna i rudimenti di questa arte magica. La zia aveva un magnifico albero di fichi e ad inizio settembre, quando il gran caldo li aveva fatti maturare nel modo migliore e la dolce goccia si affacciava al di sotto del frutto, era il momento della loro raccolta. Questa operazione è molto delicata, i frutti devono essere staccati uno ad uno e depositati in un cesto largo senza sovrapporli. L’albero della mia infanzia era grande, con rami molto intricati e si adagiava mollemente sul porticato, come fosse stanco e vecchia la sua storia, ma i suoi frutti erano dolcissimi e adatti per una marmellata da ricordare in inverno in vari modi.

 

 

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     Marmellata di fichi

3 kg di fichi acquistati dal contadino

1 limone grosso

600 gr di zucchero di canna

Lavare i fichi e tagliare il picciolo. Dividere il frutto in 4 spicchi senza togliere la buccia.

 

Grattugiare la scorza del limone e spremere tutto il suo succo. Cuocere a fiamma bassa per qualche minuto ed aggiungere lo zucchero continuando a mescolare. Cuocere per circa 40/45 minuti e passare il composto al minipimer grossolanamente

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   Invasare la marmellata calda in vasetti precedentemente sterilizzati. Chiudere il vasetto e lasciar raffreddare capovolgendo il barattolo (per creare il sottovuoto).
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Pasta frolla
220 gr di farina bianca 00
125 gr di burro
70 gr di zucchero
1 uovo
scorza di 1 limone grattugiata fine

Metti in una ciotola la farina setacciata, lo zucchero, il burro fatto a tocchetti, l’uovo e la scorza di limone. Impasta bene per 4 – 5 minuti, raccogli l’impasto in una palla omogenea e lasciala riposare 30 minuti in frigorifero avvolta in un foglio di pellicola.

Stendi la pasta con un mattarello sino a che avrà lo spessore di mezzo centimetro, usala per rivestire uno stampo per crostate con bordo amovibile (da circa 28 cm). Bucherella il fondo con una forchetta, poi metti in freezer per 15 minuti.

 

 

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Crostata di marmellata di fichi e noci

Riscalda il forno a 180°C.

Rivesti la superficie della torta con un foglio di carta forno e stendi la frolla.

Riempi la base della torta con la marmellata di fichi e qualche gheriglio di noce.

Inforna e cuoci per circa 18 – 22 minuti, sino a che sarà appena dorata.

Togli dal forno, lascia raffreddare completamente e poi togli la torta dallo stampo.

 

Lista della spesa di SETTEMBRE per #SEGUILESTAGIONI

 

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Ecco le amiche che questo mese partecipano a questo appuntamento:

Alisa – Alise Home Shabby Chic
Anna- Ultimissime dal forno
Lisa- Lismary’s Cottage
Lucia- La gallina Rosita
Miria – Due amiche in cucina
Simona- Pensieri e Pasticci
Maria- La mia casa nel Vento
Susy- Coscina di Pollo
Beatrice- Beatitudini in cucina

Ci potrete trovare anche su Pinterest e sulla pagina Fb di Seguilestagioni….vi aspettiamo!

Testo liberamente tratto da ‘Storie in cucina. Ricordi, racconti e ricette’ di Caterina Stiffoni ,‎ Gianni Berengo Gardin (Autore)

Pappa al pomodoro PER #SEGUILESTAGIONILUGLIO

Questa ricetta parla della mia Toscana, di coccole, di estate …di odori e di colori e di colline morbide e sensuali …di olivi e di viti…di corse in discesa verso il fiume…di lucciole magiche…di grilli ed echi intermittenti di cicale…di pagelle riposte costituiscono nel cassetto del comò…della mia infanzia alla fattoria dei miei nonni in campagna…di capriole in mezzo ai campi..di libertà e sole

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Parla di tutto quel che ero e quel che sono…perchè in una ricetta..spesso c’è una storia…in un cibo c’è quel che eravamo, quello che abbiamo costruito semplicemente frullando o impastando. Nel semplice gesto del cucinare e mangiare, stiamo creando e continuando le storie che costituiscono  le nostre vite.

 

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Anche in questo caso , la ricetta autentica è davvero difficile da individuare, perché ogni provincia ne ha fatto una variante. Quella che vi dico è quella della mia nonna Velia. Servitela a pranzo come piatto unico o come primo per una cena più ricca o anche come antipasto in piccole monoporzioni con al centro un cucchiaino di pesto ligure. Vi consiglio di accompagnarla con un buon bicchiere di Chianti e di usare i prodotti di ottima qualità e di stagione, il sapore sarà divino e autentico.

 

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Per 4 persone

1 kg di pomodori

250 gr di pane toscano (io a lievitazione naturale) del giorno prima

Sale e pepe

1 mazzo di basilico fresco

60 ml di olio extravergine

Due spicchi di aglio interi (in modo da poterli togliere a fine cottura)c

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Lava i pomodori, togli la pellicina e i semi. In una pentola metti olio e due spicchi di aglio e fai soffriggere. Aggiungi i pomodori a pezzi tagliati grossolanamente. Dopodichè aggiungi le foglie di basilico . Lascia cuocere una decina di minuti ed aggiungi il pane tagliato a pezzi. Aggiungi 100 ml di acqua e lascia cuocere per una ventina di minuti . Il tempo esatto non so dirvelo perchè la faccio ad occhio da anni.

 

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Questa ricetta è il mio contributo per #seguilestagioni di Luglio.
Partecipano con me:

♥ PENSIERI E PASTICCI – Simona
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO – Adrialisa
♥ LISMARYS’ COTTAGE – Lisa
♥ ULTIMISSIME DAL FORNO – Anna
♥ COSCINA DI POLLO – Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC – Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO – Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE – Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE Silvia
♥ LA GALLINA ROSITA – Lucia

Questa è la nostra lista della spesa:

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#seguilestagioni

e su Pinterest e Instagram seguendo #seguilestagioni

QUICHE CON ROBIOLA, BASILICO E POMODORI PER #SEGUILESTAGIONIGIUGNO

Sono in ritardo…lo so! io sono SEMPRE in ritardo…corro corro ve lo giuro!!! ma ritardo puntualmente!!! pensate che odio le persone ritardatarie, trovo che ci sia una grave mancanza di rispetto degli altri alla base….ma io ritardo , nonostante ciò!

Cerco di ottimizzare tutto, ma all’ultimo succede sempre l’imprevisto che non avevo programmato…sembra  in realtà che noi ritardatari siamo dei grandi ottimisti…persone in grado di vedere in modo più ampio l’essenza della vita. Siamo persone allegre,  creative e sappiamo lavorare in gruppo…..non ci credete??? leggete qui

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Quasi quasi mi convinco a non avere più il senso di colpa nei confronti dei miei ritardi….

Per questo mio  Giugno vi lascio una torta salata D I V I N A , giusto per farmi perdonare!

 Brisè home made da fare col robot da cucina in poco meno di 5 minuti …dal sapore rustico e burroso… con tanto basilico fresco e i primi pomodori dell’orto..

 

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Ingredienti per l’impasto

150 gr di farina di grano saraceno

100 gr di farina semintegrale

160 gr di burro salato danese

1 cucchiaino di sale

un pizzico di zucchero

1 uovo

1 cucchiaio di latte freddo

Ho messo il burro ammorbidito e gli altri ingredienti nel robot ed azionato. Si formerà una palla, l’ho leggermente lavorata infarinando il piano e avvolta nella pellicola e posta in frigo (potete anche congelarla).

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Nel frattempo ho preparato l’appareil ( è  una base per il ripieno della mia torta):

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150 ml di panna

150 ml di latte intero

2 uova

pepe

sale

A questo punto stendete la vostra pasta brisè.

 

 

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Punzecchiate il fondo di pasta con una forchetta, coprite con carta da forno, riempitelo di ceci secchi e cuocete in forno caldo a 180° per 25 minuti.

Ripieno

formaggio cremoso 200 gr

basilico

semi misti (sesamo, girasole,lino, zucca)

pomodori

ed adesso di nuovo in forno per 15 minuti.

 

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Con questa ricetta partecipo al consueto appuntamento mensile 
con #seguilestagioni, questo mese insieme a:
♥ PENSIERI E PASTICCI – Simona
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO – Adrialisa
♥ LISMARYS’ COTTAGE – Lisa
♥ ULTIMISSIME DAL FORNO – Anna
♥ COSCINA DI POLLO – Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC – Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO – Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE – Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
 ♥ LA FATA IGNORANTE Silvia
♥ LA GALLINA ROSITA – Lucia
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Questa è la nostra lista della spesa:

 

 

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Carnevale di Viareggio e cenci toscani per SEGUILESTAGIONIFEBBRAIO#

a buona toscana, ho avuto l’occasione di partecipare al Carnevale di Viareggio più volte, soprattutto quando ero più piccola. Si tratta di un carnevale molto famoso in tutta Italia, e sicuramente il più conosciuto in Toscana.

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  Esso affonda le proprie radici in oltre un secolo di storia e tradizioni.La prima parata ebbe luogo nel lontano 1873. Risale al 1930, invece, l’invenzione di Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio. Presenza costante per noi villeggianti della Versilia, è impossibile non riconoscerlo.

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Oggi sono tornata per un piccolo reportage per Seguilestagioni di Febbraio. Prima giornata di inagurazione in ritardo , a causa del maltempo, che ha coinvolto molte zone d’Italia, lo scorso fine settimana.

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Mi ha accolto la caratteristica sfilata dei carri costruiti ancora oggi in cartapesta e ‘animati’ da decorazioni , dettagli curati attentamente, luci e movimenti meccanici, musica e colori sgargianti. E’ così che un mucchio di giornale, acqua e farina si trasforma in uno degli spettacoli carnevaleschi più colorati, festosi e amati in Italia e nel mondo!

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E poi c’è la gente…i bambini..i giochi..i coriandoli e le stelle filanti…Viareggio si anima anche con il cibo tipico di Carnevale…Frittelle di tutti i tipi e cenci…

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Passato il Natale, i panifici ed le pasticcerie riempiono le loro vetrine di questi lunghi nastri di pasta dentellata o intrecciata, ricoperti con una fitta nevicata di zucchero a velo. Ogni regione d’Italia ha le sue chiacchere di Carnevale, che arrivano dopo la metà di Gennaio .In Toscana li chiamiamo CENCI, che significa stracci. Vengono fritti, anche se alcuni provano a farli al forno. Si servono con Vin Santo e caffè, come i cantucci.

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Ecco la ricetta della mia famiglia, ricordo ancora mia madre quando li friggeva in un grande padellone…Ammetto di non aver mai amato il retrogusto dei semi di anice che mia madre aggiungeva alla ricetta.

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CENCI DI CARNEVALE

Ingredienti

300gr di farina

2 uova

gr. 100 di zucchero fine

la scorza grattugiata di un limone bio e di un’ arancia bio

2 cucchiai di marsala o grappa

1 pizzico di sale

25 gr di burro fuso

2 cucchiaini di lievito per dolci

1 cucchiaino di estratto di vaniglia (al posto dei semi di anice che metteva mia madre)

olio per friggere o strutto

zucchero a velo

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Mettete la farina dentro una zuppiera, unire le uova, lo zucchero, la scorza di limone grattugiata, il burro fuso, il sale, il lievito sciolto in un cucchiaio abbondante di latte tiepido, ed il liquore. Mescolare bene , amalgamando tutti gli ingredienti e proseguire impastando con le mani, sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Far riposare per circa 15 minuti.

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Con il mattarello stendere la sfoglia di 1-2 mm di spessore (mia madre usava la macchina per la pasta con la manovella a mano)che permetterà di fare sfoglie molto sottili.

Dopodichè con una rotella dentata o con un coltello ritagliare dei rettangoli o dei triangoli per friggere, per pochi secondi. in olio bollente o strutto.

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Quando saranno dorati, sgocciolarli e metterli ad asciugare su carta assorbente da cucina, Infine disporli sopra un vassoio spolverandoli con zucchero a velo.

Note

Questa volta ho provato a dar loro una forma più barocca e chic…tagliandoli al centro e avvolgendo la parte di pasta all’interno del taglio.

Ho usato il KA sia per impastare che per stendere la pasta….ho ridotto tempo e fatica ed il risultato è ottimo.

Questo post è il mio contributo per #seguilestagionifebbraio
Partecipano con me:
♥ PENSIERI E PASTICCI – Simona
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO – Adrialisa
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♥ ALISE HOME SHABBY CHIC – Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO – Maria
♥ LA GALLINA ROSITA – Lucia
♥ BEATITUDINI CULINARIE – Beatrice (la nostra new entry… benvenuta Beatrice!)
La nostra lista della spesa di Febbraio:
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Grappa alle pere WILLIAMS e miele per #seguilestagioniNovembre

“La pera è la nonna della mela, la parente povera, un’aristocratica decaduta…”. Così scrisse  F. P. de La Varenne (uno dei più grandi chef  del XVII secolo . Non è qualcosa che si mangia tutti i giorni, come una mela croccante, e non è considerata una prelibatezza come un mango o delle ciliegie, ad esempio. Eppure un tempo la pera vantava un ruolo da protagonista. Si pensa che le origini della pera risalgano nel Caucaso migliaia di anni fa, ma furono i giardinieri europei, tra i quali quello di Luigi XIV, Jean de la Quintinie -responsabile degli orti di Versailles- che ci diedero delle varietà a polpa chiara e burrosa che conosciamo oggi. Da allora i nobili alla corte francese potevano entrare nelle grazie del re introducendo nuove varietà deliziose. Nel 1842 la English Horticultural Society aveva veirficato l’esistenza di più di 700 tipi di pera; adesso ci sono circa 6000 varietà.

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Per questo mese di Seguilestagioni ho scelto la WILLIAMS (williams bon chrètien). Una delle varietà più popolari a livello mondiale. Sono pere medio – grandi con il collo spesso e hanno una polpa burrosa e dolce, piuttosto sugosa.

La lista della spesa di Novembre

(a cura di Antonella Manfredi)

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Ingredienti

750 gr di grappa a 50°

125 gr di miele millefiori

3 pere williams

 

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Lavate e asciugate perfettamente le pere, tagliatele in quattro parti e introducetele in un vaso di vetro a chiusurfa ermetica.

Unite il miele e la grappa e chiudete.

Lasciate macerare per 20 giorni in luogo luminoso.

Trascorso questo tempo, passate il composto attraverso un colino e poi filtratelo con un filtro di carta.

Imbottigliate.

Questa preparazione si potrà consumare dopo un mese di riposo.

Si consiglia di scegliere delle pere perfettamente mature, ma con la polpa dura e bianca.

 

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Con me partecipano:

♥ LE PASSIONI DI ANTONELLA
♥ PENSIERI E PASTICCI
♥ GIARDINOTE
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO
♥ LISMARY’S COTTAGE
♥ ULTIMISSIME DAL FORNO
♥ DUE BIONDE IN CUCINA
♥ VITA DA FATA IGNORANTE
♥ COSCINA DI POLLO
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC
♥ LA MIA CASA NEL VENTO
♥ S&V A COLAZIONE

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Questo post era previsto per il 2 Novembre, poi, per rispetto del dolore di chi ha subito il terremoto di poco più di una settimana fa, abbiamo deciso di aspettare…

GNOCCHI CON ZUCCHINE, ZAFFERANO E RICOTTA SALATA

E’ tornato Settembre  e sono tornata a stare bene in cucina … a preparare lentamente le pietanze in mezzo al disordine e ai colori…mi piace parlare mentre affetto le zucchine..è come se la conversazione in cucina divenisse briosa , saporita, naturale solo per il fatto che  sei lì…assieme a profumi , rumori familiari e vapore.. Di solito sono chiacchere complici ….magari con un caffè a farti compagnia…Stamani sono qui con Fiamma e abbiamo deciso di preparare questi gnocchi  a quattro mani per potermi permettere di fotografare le sue mani…il loro movimento …i semplici ingredienti…Questo mese a MTC si parla di gnocchi di patate, puri e semplici. Con farina 00, con farine speciali, oppure ripieni..

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Per le ricette di base e i segreti dello gnocco perfetto, vi rimando al post di Annarita , che ha lanciato la sfida questo mese…Vi consiglio di dare un’occhiata al nuovissimo blog di MTChallenge dove troverete  approfondimenti  su gnocchi, patate e  variabili con brio.

Io sono una che punta sul ‘classico andante’ e cosi eccomi qua.

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Oddio proprio tranquilla non sono stata….ebbene si!!!  Mi sono cimentata in prove di affumicatura più o meno imperfette. Sto studiando e prima o poi sfornerò una tecnica casalinga per affumicare con assoluta riuscita anche per cuoche improbabili e pasticcione come lo sono io. Ma bando alle ciance ecco a voi la mia ricetta ….

GNOCCHI CON ZUCCHINE, ZAFFERANO E RICOTTA SALATA

Ingredienti: Patate bianche 1 kg, Farina 00 gr 200, zucchine g 500, zafferano de l’Aquila in polvere gr. 1, cipolla bionda 1/2, uno spicchio di aglio, olio extra vergine di oliva q.b, sale e pepe q.b., pomodoro pachino candito gr. 100, ricotta salata 100 gr, erbe aromatiche (timo, menta, basilico, prezzemolo, erba cpollina), limone, zucchero

Procedimento: Ponete lo zafferano in 1/2 bicchiere di acqua e lasciatelo a bagno per circa 5 minuti. Lessate le patate, sbuciatele e passatele, ancora calde, nello schiacciapatate facendo cadere la purea su una spianatoia. Amalgate la farina un poco per volta fino a che il composto risutli morbido ma consistente e si stacchi dalle dita.

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Dividete l’impasto a pezzetti, rotolate ognuno di essi sulla spianatoia infarinata formando dei lunghi cilindri e tagliateli a tronchetti. Premendo leggermente con il pollice fate passare ogni gnocco su un rigagnocchi (io ce l’avevo a forma di stelline) e lasciatelo cadere. Distanziateli su di un vassoio leggermente infarinato. (Io li ho congelati su dei vassoi e poi riuniti in un sacchetto). Mondate gli zucchini e stufateli in un tegame con olio evo , aglio e cipolla, salate e aggiungete lo zafferano. Aggiungete le erbe aromatiche. I pomodorini canditi , si sbollentano, si sbucciano e si tagliano a metà su una placca del forno. Spolverizzateli con con la scorza grattugiata di un limone, timo fresco e una spolverata di zucchero. Infornare a 80 °C per 1 ora.

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Poi rivoltate i pomodorini e continuate la canditura per ancora 1 ora. Tuffate gli gnocchi in abbondante acqua calda salata in ebollizione e raccoglieteli con una schiumarola a mano a mano che affiorano. IL PIATTO Condire gli gnocchi nel sugo di zucchine. Adagiarli sul piatto di portata e aggiungere coriandoli di pomodori canditi. Infine cospargete con una manciata abbondante di ricotta salata usando una grattugia con fori medio-grandi.Utilizzare fiori eduli per dare una nota colorata e fresca al piatto.

Il mio esperimento di affumicatura riguardava la ricotta salata . …ma lasciamo perdere

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                                   Con questa ricetta partecipo alla sfida n. 49 dell’MTChallenge

Ricetta tratta dal libro ” Niko. La semplicità del reale ” – di Niko Romito (Autore)

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