Una sera di Maggio e il mio babà dell’amicizia…..

Mtc ha lanciato la sua sfida…B A B A’…. sontuoso… ricco… barocco…

Lo immagino al centro della sala da ballo del Gattopardo… quando la Cardinale volteggia con il suo abito bianco… bellissima…intensa…leggiadra

i Borbone… un meridione con gli occhi da lupo..intensi e profondi…

In realtà le origini del babà vanno collocate in epoche lontane e, soprattutto, in terre straniere…..

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La storia del baba’ , che qui vi riporto brevemente ripresa dal sito biobaba,  e’ lunga e affascinante…. nasce in Francia nel ‘700 grazie a Stanislao Leszczynski re di Polonia e suocero di Luigi XV…un re appassionato di cucina e soprattutto di dolci della tradizione austriaca (come dargli torto?)…leggenda vuole che il babà sia nato proprio da una rivisitazione dello strudel …..pensate che per richiamare note dell’oriente (altra passione del re) veniva usata uvetta di Corinto e di Smirne e zafferano nell’impasto…e sulle scia delle Mille e una notte e di Ali baba…che il re ideò il nome BABA…

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Questo dolce impiegherà quasi settant’anni per arrivare a Napoli….

Che storia affascinante… quanta maestria dietro… quanti esperimenti e saper fare…

L’insediamento ufficiale è nel manuale dell’Angeletti, cuoco di Maria Luigia di Parma (1836). Per molto tempo resterà, quindi, un dolce delle cucine aristocratiche e solo dopo l’Unità d’Italia arriverà nelle pasticcerie, privato definitivamente di una componente (i canditi), aromatizzato e bagnato…

 

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E cosi mi sono cimentata per la terza volta nella mia vita in un babà… avevo fatto un corso anni fa e la ricetta prevedeva l’utilizzo di patate per rendere più morbido l’impasto…la ricetta della nostra insegnante era stata tratta dal libro “La vera cucina di Napoli” di J. Carola Francesconi…..il corso si basava sulla cucina delle feste natalizie..e fu per un natale di anni fa che mi cimentai nel mio primo babà…lo riempii di crema chantilly al centro e con fette di arance candite morbide disposte sul dolce cosparso di chicchi di melograno….un tripudio dei sensi… posso assicurarvelo…

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Questa volta l’ispirazione mi è venuta da una cena che ho fatto lo scorso venerdi con amici carissimi… ho colto l’occasione per una cena che semplice non era… a causa della ricercatezza di un vino unico, sia per la sua importanza oggettiva  che per il ricordo che esso rappresentava per me… gli stessi amici di questa sera me lo portarono piu’ di vent’anni fa’ quando vivevo sempre sulla montagna pistoiese… tale bottiglia ha girato  con me passando di cantina in cantina…d casa in casa… ha visto nascere nostro figlio…

Lui è stato il protagonista l’altra sera…

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le pietanze hanno girato come un satellite attorno ad esso… serviva un dolce altrettanto all’altezza della cena…..quale miglior dolce di un babà???

A questo punto è scattata la ricerca dell’allestimento…che secondo me è tutto in una ricetta…come lo presenti è di fondamentale importanza…ho comprato delle rose e mi son lasciata ispirare…avrei voluto dei petali…tanti infiniti immensi petali ovunque…ma c’era molto vento e la fotografia non si poteva certo fare….ho aspettato gli ospiti per condividere con loro la foto…i pannelli..e anche il set…che ho lasciato scegliere a loro per coinvolgerli nel mio mondo…in quello che vivo e per renderli una volta di piu partecipi con me del mio blog…hanno scelto il giardino…il verde…la bottiglia antica di mia suocera per il rum..e i bicchierini e i piatti di mia nonna…le forchette d’argento lineari…

è stato come tornare bambini e giocare assieme…

loro che mi leggono dalla Svizzera..stavolta hanno visto come nasce un post….

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il dolce è proprio come lo volevo io….sontuoso ricco e barocco… elegante per una cena importante …il lucido era assolutamente perfetto…per la mia idea di lucidità di un babà…il rum non era troppo intenso…e con la chantilly si sposava a meraviglia…una goduria pura…

ci siamo divertiti e abbiamo riso facendo le foto…e ce lo siam goduto nel dopo cena…mugulando di piacere..ad ogni morso…

non mi interessa gareggiare..non mi interessa vincere..

invece mi interessano gli stimoli e la gioia nell’attuarli…e come in questo caso…il babà è stato fonte di lavoro ma anche fonte di gran divertimento e condivisione….

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Ringrazio una persona in particolar modo…che mi ha procurato le fragoline di bosco e mi ha aiutato nell’allestimento di un baba ingestibile e debordante…la dolce  e cara Sandra  senza di lei non sarebbe stato possibile questo splendore…lo so me lo dico da sola ma sono troppo fiera…

protagonista assoluto di una cena in una sera di maggio all’odore di rose e rum…risate e ricordi…

 

Con questa ricetta partecipo alla sfida di Maggio, la n.39 dell’ MTC CHALLENGE…

Per la ricetta ho seguito esattamente le dritte di Antonietta  del blog La trappola Golosa

Unica eccezione ho usato il mio nuovissimo KA….

Per la chantilly ho usato la proporzione di mezzo litro di crema pasticcera con 200g di panna montata non zuccherata….

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Dietro le quinte…..

Perdonate le inquadrature …… ho avuto difficoltà a concentrarmi e a non fare le foto mosse ….perchè ridevo….e c’è voluta tutta a gestire tre buone forchette affamate davanti a un Babà…..

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mi sono divertita come una pazza…

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questa la documentazione ….

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il disastro di troppa lievitazione……..

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la massima goduria….intingere le dita nella chantilly….

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…la bottiglia protagonista della cena …..

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Un brindisi a tutte voi che passerete di qua a leggermi….buon fine settimana…

 

Il Ponce alla Livornese

Sono livornese… spesso lo dimentico… o meglio… mi sento libera da vincoli mentali dove il senso di appartenenza è forte e chiaro…

Livorno non è una città qualunque… essere livornese è una caratteristica a parte… sbruffoni… anarchici… caciaroni… ironici… la critica innata… l’essere pungenti  e talvolta decadenti e un po demodè… in fondo c’è il mare… il sole…evvai..boia dè!!!

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io la mia città l’ho amata e anche odiata spesso per gli stessi motivi….

non sono rimasta…

sono uscita dai vincoli legati alle amicizie di una vita… alle ritualità che ti rassicurano… per allargare la visione del mondo… forse potevo farlo restando… ma ho preferito altre città… altre realtà… non avere radici…

ma  Livorno è dentro di me… ed io la rappresento visceralmente… io sono livornese… ed è un dato di fatto…

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Livorno E’ IL PONCE….

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….una bevanda calda e confortante che ha accompagnato tutta la mia vita fino a che non ho lasciato la mia città …..

Il Ponce alla Livornese e’ uno speciale caffe’ corretto che rende unica Livorno da almeno un paio di secoli.

Oltre alla bonta’ della bevanda…il ponce rappresenta  un RITO… berlo nei luoghi giusti o a casa con gli amici sinceri dopo una cena rilassante….

Il posto tipico dove bere il ponce a Livorno e’ senza dubbio il mitico Bar Civili, ormai un’istituzione da piu’ di 100 anni, dove sfotto’ e battute sono di casa anche fra persone che non si conoscono… ossia oltre al ponce andiamo la’ per fare due risate…. dal Civili potete respirare quella che nel resto d’Italia viene definita Livornesita’ e che e’ ben rappresentata dal Vernacoliere …. di cui forse vi parlero’ in seguito…perchè merita un capitolo a parte….

Ponce, Bar Civili, Livorno, Tuscany, Italy

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Il bar e’ unico anche perche’ e’ una vera pinacoteca con decine di quadri dei migliori pittori livornesi del Novecento nonche’ pieno di una ricca collezione di gagliardetti di squadre di calcio e basket nazionali ed internazionali….

Non potro’ mai dimenticare la vittoriosa finale con la Germania dei mondiali del 1982 a Barcellona quando, prima dell’inizio della partita, le telecamere ripresero la formazione italiana in posa per la foto di rito e dietro sugli spalti fu inquadrato uno striscione gigante con la scritta BAR CIVILI LIVORNO…

Per me il Civili e’ un ricordo di interminabili file del sabato sera di ritorno da ristoranti o in uscita dal cinema o prima della discoteca, dove nell’attesa del ponce incontravi amici e conoscenti e bevevamo assieme il ponce, in piedi, bloccando il traffico della angusta strada di periferia…

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infografica di etra comunicazione

Le ricette del Ponce sono molteplici e la vera ricetta e’ avvolta in un alone di mistero… come fosse una Coca Cola de noiartri… ma il classico e’ preparato partendo da una miscela base detta Rumme (ossia una variazione del Rum…) a cui si aggiunge solitamente il Sassolino e un caffe’ extra-strong, senda dimenticare la immancabile “vela”, ossia scorza di limone.

Il tutto bevuto caldissimo nello speciale bicchiere di vetro ci fa ringiovanire ogni volta…. soprattutto bevuto ora nella nostra casa di Lucca e con amici italiani e stranieri con cui scheziamo sulla Livornesita’ come categoria dello spirito….

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INGREDIENTI

1/3 di caffè (espresso)
1/3 di Rumme (Vittori)
1/3 di Sassolino
1 cucchiaino di zucchero
scorzetta di limone (vela)
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PROCEDIMENTO ESPRESSO
Versa direttamente il terzo di Rumme e di Sassolino nel bicchierino a ‘gotto’ con lo zucchero e scaldare abbollore la miscela con il vapore dalla macchina espressa. Versarci dentro un caffè ristretto appena fatto ed aggiungere la scorzetta di limone che galleggerà sul Ponce come una piccola vela, conferendogli l’inconfondibile aroma.
PROCEDIMENTO MOKA
Se non possedete una macchinetta espressa è pur possibile ottenere un buon Ponce casalingo miscelando in un pentolino Rumme, Sassolino, zucchero ed il caffè preparato con la moka. Se si vuole servire più di un Ponce con questa tecnica è consigliabile preparali tutti insieme, portarli ad ebollizione e versarli poi nei singoli gottini dove avremo già preparato la ‘vela’.
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Con questa bevanda partecipo alla raccolta “bollicine winter time” di lamponi e tulipani
 

Pasta, amicizia e… fantasia

Un venerdi qualunque delle vacanze natalizie… un giorno grigio…fuori piove ininterrottamente… nebbia… umido addosso… sulla pelle… nelle ossa… ‘avrei bisogno di un aiuto…devo fotografare e con gli impasti non sono il massimo…’…. ‘Arrivo domani mattina sul tardi….chiedo a  mia madre la macchina per la pasta’

E’ Cristiana … lavora in banca…persa fra i doveri ..la casa… la famiglia… sogna di pasticciare in cucina… una cuoca superba!!!

Lei proviene da una zona di Lucca dove si respirano ancora le tradizioni…suo padre è andato nel bosco a raccogliere pungitopo e rami di abete per il Natale…fare la pasta o il pane è un ‘fare’ quotidiano…antico…un rituale…sua madre dal cellulare ci detta le dritte principali….

Luce accesa in cucina….4 farine diverse… uova… patate… piano completamente vuoto per poter impastare… vetri appannati… e fuori continua a piovere…. ma non ci accorgiamo di niente… chiacchieriamo… le farine sono le nostre protagoniste… quanti etti? Che dici?…olio??… di quello buono…. quello nostro toscano…

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Cristiana ha ben chiaro di cosa ho bisogno… si ferma per non far venire le foto mosse… si preoccupa se non ho luce… riflette sull’uso importante dell’olio… sull’elasticità della pasta… sull’utilizzo di sole farine integrali…

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Alla fine è stato un ritrovo… e all’ora di pranzo…io. lei, sua figlia e mio figlio… al tavolo… in sottofondo John Legend… candele accesse… risate… e chiacchere… come se il tempo fosse tornato indietro… a degustare i tre tipi di pasta…con i tre tipi di condimento diverso..un bicchiere di Mateus per rallegrare il tutto…

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Ecco i nostri esperimenti….

Le farine biologiche usate sono 4:

          Farina di grano saraceno macinato a pietra (senza glutine)

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          Farina di grano tenero integrale macinata a pietra

          Farina di farro integrale macinata a pietra

Le paste sono 3:

          Gnocchi

          Tagliatelle

          Maltagliati

I condimenti usati sono 3:

          Spinaci novelli , ricotta e pinoli tostati

          Tris di cavoli e  pinoli tostati

          Pancetta dolce e rosmarino

Olio : monocultivar Leccino, della zona di Pietrasanta

Abbiamo deciso di abbinare i 3 piatti con i suoi condimenti in base al tipo di pasta diversa.

 

1) GNOCCHI  con Spinaci novelli , ricotta e pinoli tostati

Prendete 600 gr di patate lessate con la buccia e del sale. Passate allo schiacciapatate quando l’impasto è quasi freddo e aggiungere 1 uovo +sale+olio 1 cucchiaio+la farina che ‘prende’  affinchè l’impasto risulti morbido ed elastico allo stesso tempo. Dividete l’impasto in tanti filoncini dello spessore di 3 centimetri circa e iniziate a tagliare i vostri gnocchi riponendoli su un vassoio infarinato. Infini praticate delle rigature (importanti per il condimento) facendo roteare lo gnocco sui rebbi di una forchetta.

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Far riposare circa 15 minuti gli gnocchi e cuocerli  (non oltre questo tempo)in acqua abbondante salata con un cucchiaio di olio e del sale. Scolateli quando saliranno a galla.

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Condimento:

far saltare in padella con  olio extravergine di oliva gli spinacini novelli e salate con  fleur de sal. Quando saranno appassiti aggiungere ricotta fresca . Far saltare i pinoli e tostarli.

Note: abbiamo scelto questo sughetto leggero e cremoso perché ben si adattava allo gnocco integrale.

Come farina abbiamo usato un mix delle 4 farine integrali .

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2) TAGLIATELLE con tris di cavoli e pinoli tostati

2 etti di farina 0

1 etto di farina integrale

1 etto di grano saraceno

1 etto farina integrale

5 uova (un uovo per etto di farina)

2 pizzichi di sale

2 cucchiai abbondanti di olio

Impastare 15 minuti con forza fino a che la pasta diventa liscia ed elastica assieme.

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Se le uova non bastassero ad amalgamare la farina aggiungete un cucchiaio o due di acqua e lasciatela riposare qualche minuto sulla spianatoia quindi dividetela in pezzi e stendete la sfoglia con la macchinetta, dapprima grossolanamente e poi via via sempre più sottile e liscia. A questo punto, lasciate asciugare la sfoglia per qualche minuto: una volta asciutta, arrotolate ogni sfoglia su se stessa e tagliatele a fettine larghe 1/2 centimetro.
Noi abbiamo usato la macchinetta per farle perfettamente uguali.

Allargate le tagliatelle sul un vassoio infarinato e fatele riposare almeno 1 ora. Noi le abbiamo buttate dopo qualche minuto ed erano ottime!!!!

Condimento:

Saltare in padella le rosette di broccoli+rosette di cavolfiore+rosette di cavolo romano con aglio (tagliuzzato finissimo) e olio toscano, con sale e pepe. Cuocere e schiacciare con la forchetta . Tostare i pinoli e aggiungerli al condimento finale.

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3) MALTAGLIATI  con pancetta dolce e rosmarino

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1 etto di farina integrale

1 etto di grano saraceno

1 etto farina integrale

5 uova (un uovo per etto di farina)

2 pizzichi di sale

2 cucchiai abbondanti di olio

Impastare 15 minuti con forza fino a che la pasta diventa liscia ed elastica assieme,

sbattendola ogni tanto sulla spianatoia per renderla più elastica; una volta finito di impastare il vostro panetto di pasta, fatelo riposare almeno mezz’ora  avvolto da una pellicola trasparente . Poi stendete con la macchina  l’impasto tagliato a pezzi grossolanamente. Ricordatevi di infarinare il piano per fare in modo che la pasta non si attacchi. Una volta creata la sfoglia tagliare grossolanamente a quadrotti irregolari e lasciare riposare su un vassoio infarinato distanziati fra di loro.

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Potete ben notare che abbiamo usato lo stesso impasto delle tagliatelle.

Ma i maltagliati hanno dato una resa diversa….più sottili abbiamo deciso di condirli con un semplice sughetto a base di olio buono e rosmarino del mio giardino e della pancetta dolce saltata nell’olio.

Condimento:

far saltare la pancetta con l’olio e aggiungere del rosmarino fresco.

 

 

NOTE (per tutte le ricette):

Mettere dell’olio nell’acqua della pasta..SEMPRE!!!

Condimenti a base di verdure stagionali semplici per esaltare il gusot della pasta e la velocità di esecuzione. Adatti ad essere preparati mentre la pasta riposa. Noi eravamo avvantaggiate ..essendo in due..io preparavo i sughetti e fotografavo Cristiana impastava…

Il condimento più azzecato è stato quello dei maltagliati con pancetta e rosmarino….il sapore corposo delle farine integrali ben si sposa con l’olio e il retrogusto del rosmarino e della pancetta.

Il giorno dopo con i maltagliati e le tagliatelle avanzate ….. ho scongelato del pesto estivo…e l’ho usato per il condimento…buono..fresco…ma la pasta integrale in inverno….non si sposa perfettamente con questi gusti freschi estivi….forse sono solo preconcetti…ma il top è rimasto il condimento con la pancetta dolce e rosmarino!!!

 Con queste ricette partecipo al progetto editoriale EXTRAricette

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della casa editrice Cinquesensi  nella sezione EXTRApasta

Una Signora Charlotte….direttamente dalla Sardegna….

Ieri …26 Dicembre..ho avuto la casa piena ..piena di affetto…di ricordi… di amicizia… e sono stata bene….

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Fuori il tempo inclemente torturava gli alberi… ma a casa avevo il caminetto acceso…le persone care…le candele e il mio abete ….i cuscini natalizi acquistati in Belgio lo scorso autunno….tanti cuori sulla tavola…un buon bicchiere di vino…tutto il resto era davvero poco importante

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Erano giorni che organizzavo il menù…a dire il vero erano mesi che avevo pensato la mia charlotte…per un’occasione importante…per festeggiare un’amicizia virtuale….una presenza quotidiana..impossibile??? ed invece dovrete arrendervi all’evidenza dei fatti…per noi è cosi…

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Un pacchetto inaspettato…un pensiero dalla sardegna..che odorava di salsedine..di vacanze…di fichi… di vento caldo…di sole….i SAVOIARDI SARDI!!! ve lo avevo anticipatato qui

aspettavo ..aspettavo…perchè l’attesa è un valore…che oramai persi nella fretta ci perdiamo…

attendevo il momento giusto ….un dolce giusto…che parlasse di Elisa… ma anche di Vittoria…per me sono un’ unica entità….che parlano di affetto…e tanta complicità anche e soprattutto attraverso lo schermo di un pc…

quella complicità che solo noi donne sappiamo creare….

Io me la immagino….energica..creativa…pratica…solida…avverto che Lei è cosi….senza troppi fronzoli…

stiamo organizzando un incontro….

lo voglio speciale…indimenticabile…

perchè ce lo meritiamo…

fatto di piccoli particolari che so che assaporeremo entrambe…

e già mi commuovo alla sola idea..

e aspettando quel momento ho cucinato per Lei…questo tripudio di bontà..

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non è venuta esteticamente proprio come avevo immaginato…ho sbagliato dimensione del piatto (eppure lo avevo scelto con cura…doveva essere QUEL piatto..) altezza del ripieno….

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ma è venuta una bontà oltremisura che i miei ospiti hanno spolverato in un battibaleno…il savoiardo sardo è diverso dai soliti savoiardi…ha un gusto e una pastosità e consistenza diversa…buonissimo!!

La perfezione non mi appartiene proprio…dovrò farmene una ragione…

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ma ci ho messo tanto cuore…cucinato con lentezza…con le luci della cucina soffuse…ascoltando il cd di Natale di Bublè…adorabile…mentre cucinavo pensavo a come sarebbe stato felice Marcello….che adora la mia crema di mascarpone…a come sarebbe stata orgogliosa della mia charlotte Elisa..

di un dolce che la rappressentava ai miei occhi…un dolce che è un tripudio di bontà..un dolce francese…mica pizza e fichi eh?!

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Il nastro….ha assunto una ricerca particolare in questi giorni frenetici pre natalizi…doveva essere rosso…eh si..quest’anno tutto bianco minimalista..ma mi so già scocciata..e quindi via col rosso…caldo…allegro…vitale…così lo volevo…

perchè la nostra amicizia è così…

la nostra amicizia è rossa…ma anche un pò viola…il colore preferito da Vittoria…

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Ingredienti

·         500 gr di mascarpone

·         4 tuorli

·         3 albumi

·         110 gr di zucchero

·         250 ml di panna

·         100 gr di nocciole tostate

·         cacao amaro

·         1 scatola di savoiardi sardi

·         6 tazzine di caffè

·         sale

Istruzioni

1.    Montare i tuorli con lo zucchero fino a ottenere un composto chiaro e spumoso. Unire il mascarpone amalgamando perfettamente. Aggiungere gli albumi montati a neve ben ferma con un pizzico di sale. Infine unire la panna montata. Amalgamare perfettamente creando una crema densa e priva di qualsiasi grumo. Conservare la crema di mascarpone in frigo fino al momento del suo utilizzo.

2.   2.  Bagnare leggermente i savoiardi nel caffè (non bagnateli troppo altrimenti non rimaranno in piedi) e creare prima la corona laterale rivolgendo i biscotti verso l’esterno, poi la base. Io ho usato uno stampo regolabile senza fondo creando un diametro di circa 20 cm.

3.    Distribuire metà crema di mascarpone e cospargere la superficie con le nocciole tritate e il cacao amaro.

4.    Creare un ulteriore strato di savoiardi bagnati nel caffè.

5.    Mettere un altro strato di crema di mascarpone, altre nocciole e altro cacao. Chiudere infine con la rimanente crema e un abbondante spolverata di cacao.

6.    Mettere in freezer per un paio d’ore, dopodiché conservare in frigorifero fino al momento di servire.

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Christmas time…

Ieri sera scambio di regali… e di auguri con amici cari… volevo stare assieme a  loro con tutta calma… quella calma e quel tempo che spesso rincorro….affannata… sembra spesso che tutto sfugga…

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e spesso riappropriarsi dei propri spazi e dei propri tempi diventa di vitale importanza…

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La mise en place era sui toni dell’avorio e panna…quest’anno il color neutro mi rilassa….e mi fa vedere tutto candido attorno a me!! alla finestra ho messo dei bulbi  di giacinti…in casa orchidee…e sul tavolo degli amaryllis…

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il servito di mia nonna….che adoro…cosi delicato…e d’altri tempi…mi riporta con la mente ad altri giorni di Natale…

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le candele ….fanno da cornice alla magia del natale…

Menù

Aperitivo:  mandorle tostate con  sel de fleur della camargue   e  pepe di Sichuan macinato fresco   (ricetta di Pane e burro )  , tarallini al finocchietto selvatico, spumante italiano FERRARI

Antipasto : alzata di sfoglia con salmone (e uova di lompo)  (ricetta di Csaba , Fashion food)

Primo : risotto semintegrale con erborinato, mele e cannella (ultimo numero di Sale e Pepe)

Secondo : coniglio in terracotta e insalata della buona sorte (con melograno e noci) (ricetta di Csaba, Merry Christmas)

Vino: Pinot Bianco altoatesino GIRLAN

Frutta e dessert: Agrumi biologici, frutta secca e  Pandoro caldo della mia pasticceria preferita… Sandra….    con orange curd (ricetta della Greg)

ed ecco qualche foto fatta dall’amico Roberto con la mia Nikon mentre servivo in tavola…

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La cena si e’ conclusa con l’immancabile sigaro degli uomini (cubano Por Larranaga – Petit Corona) accompagnato da rum Ron Zacapa gran riserva 23 anni e whisky Laprhoaig 10 anni…

musiche in sottofondo… Mario Biondi Christmas e John Legend…e per finire  il video che sempre il mitico Roberto mi ha donato dopo aver fatto le riprese ad una cena estiva…di cui vi avevo già parlato qui   …

Che ve ne pare?

Alla prossima…

Lalla…la sua giardiniera … e un premio inaspettato: Conoceme!

Una delle mie prime amiche blogger è stata Lalla …romana..ottima cuoca..e purtroppo virtuale…ma si sa il feeling è oltre lo schermo di un pc…ed avverti empatia e trasporto anche oltre lo schermo…anzi delle volte è come se grazie alla facilità di una tastiera a disposizione … sei quasi più in contatto rispetto alle amiche reali…

e così ho partecipato alla laurea di suo figlio….futuro anestesista…lei ha partecipato all’operazione al setto nasale di mio figlio questa estate…misteri di facebook …visti da ‘splendide cinquantenni’….incasinate col lavoro…famiglia..casa.. piene di interessi e con la voglia di avere ancora mille opportunità…anzi…proprio adesso con i figli che crescono…è tempo per ricominciare percorsi nuovi…vitali e stimolanti…

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Per puro caso leggendo la ricetta della Giardiniera dello zio Checco..mi sono resa conto che Lalla nel suo organizzato e accattivante blog…mi aveva premiata…mi ha fatto ridere…è nel suo stile…pratico…veloce..senza troppi fronzoli….quello che non le ho mai detto è che mi ha fatto felice avere una  conferma  virtuale della sua stima per me…che ovviamente ho ogni volta che commenta un mio post…ma essere premiata da lei mi ha resa speciale..nella rosa dei suoi blog…

eh si!  piccole gioie da blogger…con un loro mondo ed un loro codice…

Cosi mi trovo a far girare il premio…con immenso piacere…sperando di far contente anche altre blogger che credono in questa catena…non citerò altre blogger che adoro..ma  so che non apprezzano la filosofia di questi premi…

in ordine sparso…fra blog conosciuti….e blog sconosciuti….ma che mi piacciono e che mi fa piacere premiare per intraprendere …chissà..nuove amicizie…

http://www.dovevoandareinterapia.it/

http://londarmonica.wordpress.com/

http://giocasorridimangia.wordpress.com/

http://writingontheroadblog.wordpress.com/

http://sweetsweethouse.wordpress.com/

http://occhiditerra.wordpress.com/

http://amoredizia.wordpress.com/

http://magicbusmodena.blogspot.it/

http://www.taccuinodicucina.it/

http://ilaria82.wordpress.com/

http://lacucinadianisja.blogspot.it/

http://www.solounvelodifarina.it/

http://arbanelladibasilico.blogspot.it/

http://lacasadelconigliobianco.blogspot.it/

http://atuttacucina.blogspot.it/

http://uncinettinastyle.blogspot.it/

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Complimenti a tutte….

Coccola….

Lo zabaione di Vittoria e ….ancora Amarcord!!!

Estate 2013….  Bassa Sassonia…Osnabrück per l’esattezza…ultima sera prima del rientro… freddino…ma quel freddino piacevole..mi metto un golf con piacere immenso ..dopo il caldo torrido degli ultimi giorni  … andiamo io e mio marito con Tom alla volta del Ristorante di Vittoria..per incontrare gli altri…

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Vittoria viene dal sud  dell’Italia…ricci raccolti in una diligente coda di cavallo… sorride sempre e parla mezzo dialetto  calabrese e mezzo tedesco…una forza!!!!  è tanti anni che vive in Germania… e’ diversa dalla gente di qua… lei così calda … affettuosa …  accogliente… si scontra con una mentalità che proprio non le appartiene…

Cucina espressa… tempi lunghi perché lei si mette dietro ai fornelli e assembla gli ingredienti al momento… crea magie….come il suo pane pugliese sfornato ogni santo giorno…

Arrivati conosco Ruggero e Linda con il piccolo Zeno… vengono dalla Brianza… ma adesso lui vive per lavoro ad Osnabrück

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…io e Linda ci sediamo accanto … bionda esile se dovessi darle un colore le darei un colore dai toni tenui come il suo rossetto quella sera… è  alle prime armi col difficile mestiere di mamma… la guardo e sorrido… penso che ne avrà di strada da farne…ma è in gamba…e sono certa che se la sbrigherà benissimo…fare la mamma è un’avventura…non è sempre rosa e fiori… ma per me è stata l’avventura più bella della mia vita… mio figlio mi ha dato un senso… a tutto…

Mentre ceniamo arrivano altri colleghi di mio marito..ma non si aggregano a noi…. hanno già cenato…. qua si cena presto e noi abbiamo mantenuto gli orari italiani… si chiacchera..mezzo inglese  e taaaaaaaaaaaaanto italiano con un sacco di dialetti… il povero Tom  di Chicago non so cosa possa realmente capire….

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Arriva il dessert… decidiamo per uno zabaione…aspettavamo questo momento….

Nella cucina sentiamo sbattere ritmicamente il cucchiaio contro la tazza…Vittoria è alle prese con lo zabaione che faceva sua madre … arriva trionfante  con il suo liquido dorato… sopra un cuore disegnato per noi…

Linda assaggia… ed è in estasi… sua nonna le faceva lo zabaione alla fine di ogni esame universitario  per tirarla su… lo assapora gustando ogni cucchiaio…le brillano gli occhi … quel bagliore negli occhi è il bagliore dei ricordi…. l’amore di sua nonna in quello zabaione …

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È stata una bella serata….e per un attimo attraverso quello zabaione …ci siamo sentite vicine tutte e tre…tre sconosciute in una sera estiva in un paese straniero…a parlare di ricordi e di zabaione…

Ed adesso io vi dico il segreto dello zabaione di Vittoria…cosi ci sentiremo vicine virtualmente tutte quante…perché in un pomeriggio freddo…quando saremo un po’ giù..ci scalderà il cuore….e lo scalderà a chi lo offriremo…

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Per due porzioni:

-3 tuorli di uova freschissime

– 80 gr di zucchero di canna

– 40 ml di marsala secco

– 40 ml di marsala dolce

Metti i tuorli e lo zucchero in una ciotola di vetro resistente al calore, ponila sopra una casseruola d’acqua in leggera ebollizione, avendo cura di fare in modo che il fondo della ciotola non tocchi l’acqua.

Monta i tuorli usando un frullino elettrico (non sono brava come Vittoria che monta i tuorli a mano) alla massima velocità, sino a che non saranno molto gonfi, bianchi e spumosi.

Togli dal fuoco e versa i due tipi di marsala diversi (ecco il segreto di Vittoria) un pochino alla volta, continuando a montare con il frullino a velocità minima.

Versa in due bicchieri e servilo con lingue di gatto o come ho fatto io con savoiardi sardi.

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Questi savoiardi sardi hanno una loro storia…una storia che presto vi racconterò…una storia di amicizia…una storia di intesa…di complicità..e di sintonia….una storia fra due blogger…tutto questo attraverso una ricetta…una torta fantastica secondo me…giusta per le prossime feste…una torta chic…che porterà con sè il sapore della Sardegna e dell’affetto sincero e incondizionato…

vi ho incuriosito?? spero di si…..

Con questa ricetta (ed ultima …ma solo perchè scade eh!) partecipo alla raccolta di Amarcord di Sara ed Elisa