White rose cake

Eccomi tornata…..con un sacco di cose da raccontarvi..ma le saprete dai miei prossimi post…

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non vedo l’ora di venirvi a trovare e scoprire tutte le vostre novità…

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Oggi vi racconto del mio corso di fotografia sui paesaggi, ritratto e reportage….mi sto divertendo un mondo e sto acquisendo un sacco di nuovi stimoli per una passione…che condivido con voi attraverso il mio blog…con le mie foto ‘di pancia’…. cuore…emozioni e sentimenti..

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domenica scorsa prima uscita …reportage sulle ville  delle colline lucchesi ……STUPENDO…giardini con fiori di ogni tipo e colore…

ma sono rimasta abbagliata dalle ROSE……con i petali avvolgenti e carnosi… ma allo stesso tempo delicati e regali….

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un sole rigenerante ci ha accompagnati…immersi in un verde brillante e soave…quello delle colline…

la sera dopo ci siamo rivisti per poter commentare le foto…credo sia il momento più costruttivo del corso…fotografi di professione ci ‘ehm ehm’ ditruggono/commentano…le foto del giorno precedente…per me è un alto momento costruttivo e mi piacciono le critiche altrimenti a che mi serve un corso ???

 

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ho portato una torta….eh si…aspettavano una torta per un cambio di giorno …visto che venerdi non sono potuta andare a causa di una cena (ma ve ne parlerò nel prossimo post dell’mtc challenge ) e cosi mi hanno fatto una controproposta …’cambio approvato OK ma tu porta una torta’…

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 ho portato una torta che aveva il sentore di maggio ….  di emozioni  e colori…al sapore di rosa ….bianca…ricca e delicata allo stesso tempo…regale..proprio come le rose che ho fotografato il giorno prima

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l’abbiamo condivisa assaporandola nel suo gusto perfetto ed equilibrato…ed una volta di piu ho capito che amo il sapore carezzevole dei fiori nei dolci…un gusto che va dritto al cuore e che parla di cose delicate e ricercate ma anche semplici colorate e raffinate assieme…

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Il gruppo re -cake è sempre lo stesso…..

La ricetta è quella di Silvia …. anche per lo stampo ho usato una forma quadrata delle stesse misure consigliate…unica variante ho aggiunto petali rosa anche alla copertura…petali di rose del mio giardino ….

ho pensato bene a quale colore scegliere per la scenografia della mia torta…e ha vinto il total white….anche perchè lo studio fotografico che organizza il mio corso si chiama WHITE …

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sono tornata a re – cake proprio per questa torta al sapore di Maggio….di rosa…di lucciole …e di stelle che preannunciano l’inizio dell’estate… ..di pic nic all’aria aperta…di gite in bici…di risate con gli amici…di vita all’aria aperta….di felpe colorate…di un rossetto rosa pallido….di ciliegie finalmente mature…

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Con questa ricetta partecipo a re cake

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Con questa ricetta partecipo al contest

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Pudding irlandese alle mele

L’Irlanda per me è…cielo plumbeo…musica …pub… Dublino…prati infiniti verde acceso… croci celtiche…gente allegra…scogliere mozzafiato come le cliffs of Moher…fari solitari e romantici…cattedrali … la rocca di Cashel… e PUDDING…

 

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In Irlanda si chiama pudding quello che per noi è budino o sformato…esistono versioni salate …usate spesso nei brunch  ricchi del fine settimana ..colazioni in tarda mattinata dopo una bevuta di troppo della sera prima…

Il tripudio del pudding è  il Christmas pudding  o plum pudding o plum duff è un tipico dolce natalizio irlandese che si presenta con frutta candita, whiskey irlandese e spezie.

Ma anche  il pudding irlandese al caffè, il cabinet pudding o l’eccentrico Roly poly pudding.

Morbidi e allo stesso modo consistenti…si ottengono con diversi ingredienti …non sempre salutari …

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Ecco questa è la versione salutare del pudding irlandese..una coccola per la colazione di questo 25 aprile…una mattina sul terrazzo del mio giardino…con gli uccellini che mi fanno compagnia…un silenzio rigenerante…e la vista dei primi fiori…e l’odore di erba appena tagliata…

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PUDDING IRLANDESE ALLE MELE

per 8/10 porzioni

uova 6 (del contadino)

Latte 1 litro (io l’ho usato crudo)

zucchero (io di barbabietola grezzo) 150 gr

Pan brioche 1 pacco (bio)

mele 4 o 5 dal contadino

confettura di pesche (mia) con frutta a pezzettoni

burro salato francese (per ungere la pirofila)

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Procedimento

Portare ad ebollizione un litro di latte, nel frattempo sbattere energicamente le uova con lo zucchero , unire il latte poco per volta continuando a sbattere. Imburrare abbondantemente una pirofila, distribuire le fette di pan briosche necessarie a coprire il fondo. Fare uno strato di mele (sbucciate e tagliate a spicchi) e uno strato ulteriore di pan briosche (io ho tolto la crosta). A me sono venuti due strati di mele e due di pan briosche , che hanno ricoperto completamente la superficie. Versare il latte con le uova sopra al tutto. Cuocere in forno a 160°-180° fino a che sarà ben dorato e la lama del coltello inserita, nel mezzo della pudding, uscirà asciutta.

Sciogliere la marmellata con un cucchiaio di acqua calda e spennelare la base.

Si può mangiare tiepido o freddo.

In estate anzichè le mele si possono usare le pesche , con la marmellata di albicocche.

Io l’ho fatto usando del pan briosche fatto da me con chicchi di fondente. Quindi date libero sfogo alla vostra fantasia..una volta che avete le dosi…il gioco è fatto!!

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Con questa ricetta partecipo al contest di ricette “la colazione perfetta” de Le cosine buone

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Quante cose puoi dire con una Chocolate Cake Crunchy?

Ci avete mai pensato?? ogni torta ha una particolare simbologia… e la cuciniamo in determinate occasioni…torte alla frutta..con marmellate…con yogurth…con mandorle..nocciole…amaretti…….ma se vogliamo dire davvero FESTA…..ragazze non c’è verso è al C I O C C O L A T O…bianco, al latte o fondente ..poco importa…è estasi pura per i cinque sensi…il più sensuale degli ingredienti….Il cioccolato non si può sostituire…è talmente un ingrediente eccezionale che non può mancare nella vita di ciascuno di noi…il suo ricordo è in ognuno di noi….ci riporta  indietro nel tempo..nelle stagioni…il miglior gelato al cioccolato…la più goduriosa tazza calda ..la tavoletta con la consistenza giusta…

 

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E vogliamo parlare di quando siamo giù? Di quando vogliamo gratificarci? E quando abbiamo bisogno di energia??

Sembra ce lo abbiamo donato i Maya…leggenda e realtà si mescolano assieme…per arrivare ai giorni nostri e potercelo gustare anche senza troppi sensi di colpa…eh si!! il cioccolato fa bene..alle  arterie, alla pressione sanguigna, al colesterolo, contiene antiossidanti….studi medici hanno dimostrato che crei dipendenza grazie alla teobromina e alla feniletilanina…

 

 

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In casa mia è così…dipendenti dal cioccolato fondente da sempre…ho osato proporre delle torte alternative…ma solo le torte più intense e nere  hanno segnato i nostri ricordi…un ritorno…una partenza..una vittoria…un compleanno…una ricorrenza …

Come questa  con la quale ho partecipato a Re-Cake 2

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Per stasera ho fatto delle ricerche…e sul web ho trovato un giusto compromesso fra difficoltà d’esecuzione… apparenza scenica e originalità in questa ricetta della Babs

una magnifica torta che sa di  vecchia America…una elegante  CHOCOLATE  CRUNCHY CAKE

Et voilà…ecco a voi la mia torta…e con essa vi parlo di Festa del papà in ritardo…di rientro …di casa..del mio compleanno…un fiore per ricordarci che siamo appena entrati nella Primavera… e tanta voglia di festeggiarci…e di stare assieme…

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Chocolate Crunchy Cake

Dosi per una teglia apribile da 18cm.
INGREDIENTI ASCIUTTI
250gr farina autolievitante
175gr zucchero
3 cucchiai cacao amaro
150gr gocce cioccolato
INGREDIENTI LIQUIDI
250ml latte
90ml olio semi
1 cucchiaio estratto vaniglia
1 uovo
GANACHE AL CIOCCOLATO
200gr cioccolato fondente valrhona 61%
150ml panna fresca
2 cucchiai mascarpone freschissimo
PRALINE AL CIOCCOLATO BIANCO ripiene di nocciola
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Cominciate con la ganache che dovrà riposare in frigorifero, in una ciotola, a bagno maria, fate sciogliere il cioccolato con il burro, unite la panna scaldata . Mescolate bene per ottenere una crema fluida e lucida. Fate raffreddare.
Per la torta, utilizzate il metodo dei muffin, in una ciotola riunite gli alimenti asciutti, in un’altra i liquidi, uniteli e mescolate pochissimo, giusto il tempo di amalgamare e poi versate tutto nella tortiera unta con del burro, o rivestita di carta forno. A 200° per 30 minuti. Controllate con il solito stecchino ma, attenzione, dentro dev’essere comunque morbida, non liquida, ma cotta poco, altrimenti se si asciuga perde la naturale umidità che è fantastica nelle torte al cioccolato.
Fatela raffreddare bene prima di decorarla. Nel frattempo, recuperate la vostra ganache e, con le fruste elettriche, montatela leggermente, aiutandovi anche con il mascarpone. Otterrete una mousse soffice ma compatta. Tagliate la  torta a metà e farcitela con la ganache. Dopodichè, con l’utilizzo di una spatola, spalmare la ganache in modo uniforme sulla torta intera, in modo che la copertura serva proprio per fare aderire le praline al cioccolato bianco e nocciola.
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– Con questa ricetta partecipo al contest “A tutto Cioccolato” di PamCakes
-Con questa ricetta partecipo al contest “la torta di compleanno” di le ricette di Anna e Flavia

– Con questa ricetta partecipo anche al contest “No Buffet No Party” di Dolci Pasticci
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Muffin alle arance in tazza … un amore infinito…

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Scelte difficili…talvolta dolorose …che pesano sulla quotidianeità…sull’umore …si respira tensione anche se ci sforziamo che tutto stia andando per il meglio…mio figlio sta crescendo e sta diventando un giovane uomo..pochi giorni fa ha compiuto 19 anni…volati via veloci e splendidi…rifarei tutto quanto sin dall’inizio…mi son divertita a crescere con lui….è stata la responsabilità più  entusiasmante e gratificante della mia vita…ma siamo ad una svolta…fra pochi mesi esame di maturità..scelte future…paura di sbagliare..bivio fra sport e vita vera..la ragazza..gli amici…scelte obbligate…purtroppo non possiamo aiutarlo…sarebbe così facile..ma le deve fare lui..possiamo solo stargli vicino…confortarlo..capirlo..assecondarlo…ma le scelte obbligatorie e definitive toccano a lui…

Non sta bene…e quando lui è cosi anche io sono cosi…c’era una canzone famosa di  Daniele Silvestri  ‘Le cose che abbiamo in comune’… ‘abbiamo due braccia, due mani ,due gambe, due piedi …due orecchie ed un solo cervello …soltanto lo sguardo non è proprio uguale …..perché il mio è normale, ma il tuo è troppo bello…
perché quando io dormo… tu dormi
quando io parlo… tu parli
quando io rido… tu ridi ..quando tu piangi io piango’

… gliela cantavo quando aveva pochi mesi e lui rideva col suo sorriso sdentato e troppo simpatico..con le guance rotonde e rosee..il naso si arricciava e gli occhi gli brillavano felici…eppure ancora oggi è cosi..quando lui è preoccupato lo sono anche io …per osmosi…per empatia…perché è cosi…perché è mio figlio…e l’amore che provo per lui è assolutamente incondizionato  …io per lui vorrei solo prati fioriti…e campane che suonano a festa…vorrei solo vederlo ridere…ma so che si cresce spesso solo dalle difficoltà..la vita me lo ha insegnato…e quindi in silenzio gli sono vicina..

In silenzio ho cucinato questi muffins..perchè lui li adora..stava studiando con un mal di testa fortissimo…un tè caldo e confortante e un muffin per noi due ..in un pomeriggio umido di questo inverno che non vuol partire… uggioso e soffocante..carico di tensione..ma magicamente…davanti ad un muffin e un tè fumante ho visto i suoi occhi sorridere…e sono stata sorridente dentro anche io..per osmosi…per empatia..perchè è cosi..perchè sono semplicemente sua madre…e se lui sorride sorrido anche io….

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Ingredienti

80 gr di burro (non italiano) e bio

4 cucchiaini abbondanti  di marmellata di arance

115 gr di zucchero di canna

2 uova

1 cucchiaino di essenza di vaniglia

115 gr di farina autolievitante bio

1 arancia non trattata

zucchero a velo per guarnire

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Procedimento

Imburrare 4 tazze da caffè  capienti e disporre sul fondo di ciascuna tazza un cucchiaino abbondante di marmellata (deve ricoprire il fondo della tazza).

Lavorate il burro con lo zucchero fino ad ottenere un composto leggero e spumoso, poi incorporate le uova mescolando bene.

Mettete l’essenza di vaniglia e setacciate la farina e incorporatela al composto.

Distribuire il composto nelle tazze.

Disporre le tazze in una teglia, quindi mettete nella teglia acqua bollente in modo che le tazze risultino immerse per un terzo della loro altezza.

Far cuocere i muffins nel forno già caldo per 40 minuti a 180° . Aspettate che gonfino e che il loro colore diventi dorato.

Lasciar raffreddare e dopo mettetele sui piattini.

Spolverizzate con una nuvola candida di zucchero  vanigliato.

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Preparazione delle arance caramellate

Tagliare a fette sottili l’arancia lasciando la buccia e trasferirla in una padella con la stecca di cannella e lo zucchero.

Lasciare cuocere fino a che lo zucchero non si sarà imbiondito.

Quando si saranno leggermente caramellate porle sopra i muffins e spolverare il tutto di candido zucchero a velo.

Note personali

Questi muffins li ho provati per la prima volta, la ricetta è stata tratta dal libro ‘ Muffin e dolcetti’ della Gribaudo.

La ricetta prevede l’utilizzo per la cottura di 6 tazzè da tè, il composto finale non è molto …io ho utilizzato tazzine da caffè capienti e me ne son venute 4 , questo per farvi capire l’ordine di grandezza e la quantità reale.

In realtà la ricetta originale era con le fragole e con la marmellata di fragole, ma essendo una sostenitrice della frutta e verdura di stagione ho preferito utilizzare la frutta non trattata di questo periodo, sicuramente, più saporita e succosa.

Ho cambiato lo zucchero di canna al posto dello zucchero bianco , ma voi usate quello che più vi piace.

Questi muffin sono STREPITOSI…credo sia per merito della cottura in forno a bagnomaria e per la percentuale di burro danese bio, i muffin risultano con un fondo morbido e  ancor più godurioso appena raggiungerete la marmellata .

Una delle mie ultime passioni è il tè e la sua preparazione, ultimamente sono stata a Firenze alla ‘Via del tè’ ed ho acquistato diversi tipi di tè che vi racconterò in altri post.

Questa volta ho utilizzato il tè Lady Angel n. 87, DIVINO!!! è un tè bianco profumatissimo estremamente naturale e ricchissimo di polifenoli, ottenuto dal semplice avvizzimento e essiccazione dei germogli (Yin Zehn) o dei germogli e delle foglie (Pai Mu Tan).

Questo tè è particolarmente adatto per le crostate di marmellata di frutta e per le torte con i frutti di bosco.

Buona super coccola pomeridiana…..

-Con questa ricetta partecipo al contest Un anno di colazioni: i Muffins” di Letizia in Cucina in collaborazione con FIMOra;    di voglia di cucina

 

– Con questa ricetta partecipo al contest “monoporzione per due” di Lamponi e tulipani

Dolci al cucchiaio per due…. Panna cotta con yogurt e amarene

Non credevo mi piacessero cosi tanto le amarene…nel tempo i miei gusti sono cambiati…ed ho iniziato ad amare cibi indifferenti fino a qualche anno prima…non so se è successo anche a voi…praticamente nulla di tutto ciò che era certezza si è mantenuto nel tempo…tutto è mutato e cambiato…oddio son contenta…non so cosa sia la noia…ma tant’è ….nella vita come nella mia cucina son cambiate le coordinate…e mi ritrovo piacevolmente sorpresa di amare gusti nuovi ….

Quando è uscito il nuovo libro ‘Amarena’  di Csaba dalla Zorza non me lo son certo lasciato sfuggire…

Questa è una delle tante ricette che mi ha colpito…

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tutte goduriose a base di amarene…dalle semplici crostate..ai parfait..alle clafoutis..ai pudding..fino ai sablè..passando dai semifreddi.. alla  pavlova..ed ancora plum cake..scones..tarte tatin…fool..croque en bouche…cupcakes…crumble…

Non mancano i cocktails e delle rare ricette salate molto chic…alcune azzardate fra dolce e salato…

Insomma per me questo libro è stato fonte di ispirazione…adorando panna, yogurt e amarene….

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se non vi piacciono questi 3 ingredienti base non acquistate il libro…ma se come me vi viene l’ipersalivazione al loro pensiero…è fatta…sapete cosa leggere..il libro è piccolo ed ha un prezzo accessibile…foto stupende di Scatà…e ricette collaudate di Csaba che ..io personalmente adoro…

Che dirvi…bon appetit…

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Dolci al cucchiaio

Panna cotta con yogurt e amarene

Per 6 persone

400 ml di panna liquida fresca

100 gr di zucchero a velo finissimo

260 gr di yogurth greco

4 fogli di gelatina

1 cucchiaio di zucchero a velo

Olio di semi per lo stampo

Amarene  per servire

Metti i fogli di gelatina in una fondina coperti con acqua fredda e lasciali riposare per 5 minuti. Metti la panna in una casseruola e aggiungi lo zucchero a velo. Porta lentamente ad ebollizione mescolando bene,  e togli la casseruola dal fuoco e lascia intiepidire. Strizza i fogli di gelatina  e mettili nella casseruola con la panna. Mescola bene con un cucchiaio di legno, fino a che la gelatina sarà completamente sciolta. Prepara lo stampo in silicone con 6 fori a forma di fiori (o comunque fantasia) leggermente oliato.

Versa in una brocca lo yogurt e la panna e aggiungi un cucchiaio di sciroppo di amarena preso dal barattolo. Versa il composto di panna e yogurt ripartendolo in modo uniforme negli stampini. Metti in frigorifero e lascia riposare per tutta la notte.

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– Con questa ricetta partecipo al  contest  “monoporzione per due” di Lamponi e Tulipani

-Con questa ricetta partecipo al contest   “happy birthday”  di dolcizie

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-Con questa ricetta partecipo  al contest “bianco, inverno e comfort food” di Colors and Food

 

Una domenica mattina in giro per le pasticcerie di Parigi….

Sono stata piu’  volte a Parigi… in varie occasioni … in diversi periodi della mia vita… ricordo bene come mi sentivo ‘dentro’ ogni volta… e ogni volta Parigi mi è rimasta nell’anima…

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Inizialmente ho avuto il privilegio di viverla  in modo intenso e non da turista…. ormai diversi anni fa …Alberto  ha vissuto  in questa magnifica capitale… ed è grazie a lui e a Patrick che abbiamo carpito il ritmo autentico della  vita parigina… ci siamo tornati a Pasqua del 2010…e posso assicurarvi che la messa in latino di mezzanotte  a Notre – Dame è da brivido….per non parlare del  fascino di Montparnasse e del quartiere latino…lo scorso anno poi, ancora in Gennaio, la Torre Eiffel  sotto la neve è stata pura poesia…sulle Champs – Elysèes bambini con la slitta…ci rifugiammo infreddoliti nel Museo d’Orsay, sempre stupendo anche dopo tanti anni… ovunque ho dei ricordi….delle brasserie accoglienti…delle boulangerie artigianali aperte anche la domenica mattina…delle librerie alternative….

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Ecco la domenica mattina Parigi è ancora più vitale …con diversi ritmi….ma ancora più intensa..

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questa volta siamo tornati nello stesso periodo e ci siamo regalati una domenica mattina di meta’ Gennaio a Parigi…abbiamo parcheggiato nei pressi di St. Germain…con l’intento di fare un giro … un pò diverso…un giro dedicato ad alcune pasticcerie della zona…

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usciti dalla macchina incontriamo  St. Germain … la più antica chiesa romanica di Parigi….pareti  possenti…canti religiosi rimbombano all’interno…mi sento in pieno clima dei templari…medioevo puro…questa emozione mi prende lo stomaco….fuori…pioviggina…ed è ancora più romantico e suggestivo…il caffè ‘Les Deux Magots’ ..il caffè di Hemingway ..mi ricorda che St.Germain e la vicina Motparnasse erano i quartieri degli intellettuali e degli artisti…

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La sua aria deliziosamente art noveau…mi affascina e tutte le volte sogno di abitare in una mansarda con dei fiori alla finestra…sopra i tetti di Parigi… la bicicletta è il mezzo più usato nel fine settimana…fiori ovunque per le strade..persone che fanno jogging…sulla Senna..per le strade…piccole bancarelle di pesce fresco…

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Si apre il cielo e uno scorcio di sole attraversa le nuvole…entriamo da Ladurèe in Rue Bonaparte…

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quando Louis Ernest Ladurée aprì un panificio al 16 di rue Royale, periodo e quartiere giusto per la movida parigina, frenetica, elegante e aperta all’intrattenimento… la patria dei macarons…

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Ci accomodiamo ad un piccolo tavolo ovale…posate in argento..zucchero artigianale…la cura del particolare è protagonista… ordiniamo tè alle rose  e un caffè lungo  al caramello..un chou nougati per me e per mio marito un carre choco dark…prendiamo anche una degustazione di macarons…che poi assaggerà nostro figlio in Italia…divini…la musica in sottofondo ci fa sognare ancora di più…Norah  Jones..Besame Mucho….Tainted Love rivisitata in toni soft…

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Accanto a noi un uomo…arriva trafelato con scarpe da trekking…si siede ed ordina un piatto di uova…sono le uova più goduriose che abbia mai visto …uova alla coque su un letto di simil focaccia calda…un piccolo bricco di maionese voluttuosa e montata perfettamente veniva versata e si mischiava al fondente delle uova…

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Tavoli occupati da persone che ordinano di tutto, anche un brunch completo…con 40 euro…ti togli lo sfizio…sinceramente a me piace molto l’idea del brunch domenicale…è veramente rilassante

Qualità superba… un’atmosfera da sogno fatta di piccole cose raffinate….

Continuando per Rue Bonaparte ..incontriamo la boutique di Pierre Hermè…stile completamente diverso…moderno…e purtroppo con una fila infinita fuori dal negozio…nessuna vetrina visibile ma solo dei disegni su un muro nero…somiglia più ad una galleria di arte moderna..intravedo anche all’interno una cura del design modernissimo e raffinato…

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ma lasciamo perdere e proseguiamo verso Boulevard Raspail….alla volta di Hugo e Victor… le vetrine sono ampie e posso fotografare l’interno che è moderno e lineare…qui si vedono ancora le galette des rois…macarons multicolori…bon bon… insomma la tradizione secolare dei macaons Laduree’ rivista e reinterpretata da nuovi maestri pasticceri….   Parigi e’ sempre un passo piu’ avanti…. niente da dire…

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A questo punto attraversiamo la Senna.. nel frattempo e’ uscito un bel sole…ci riposiamo nei Giardini delle Tuileries…

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e arriviamo dalla mitica Angelina, in Rue de Rivoli,  dove abbiamo deciso di fare l’ultima tappa prima di ripartire per l’aeroporto. Nonostante siano le 14.00 passate, la fila e’ lunga ma decidiamo di aspettare per un tavolo…

Un incontro casuale…Ursula…una  fotografa eccezionale…esce col suo compagno…l’ultima volta l’avevo incontrata a Pisa..ci consigliano i ravioli al tartufo…’Angelina? la migliore’ cosi ci dicono…aspettiamo con più gioia e convinzione…un assaggio di Croque Madame una San Pellegrino e un piccolo Mont Blanc..specialità della casa…come rinunciare???

Mio marito non si lascia sfuggire i ravioli di Ursula…

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Il locale mi soffoca….troppo affollato….troppo buio..poche finestre… sinceramente non mi ha entusiasmato come Ladurèe… con la pancia piena e pieni di cose belle…torniamo pigramente verso St. Germain…al nostro parcheggio…

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attraversiamo la Senna….le classiche  bancarelle dei libri …respiriamo forte l’aria magica di Parigi…ci fermiamo ad una panchina col sole tiepido che ci scalda…vorremmo non finisse mai questa domenica…mentalmente stiamo già ‘rientrando’..ci avviciniamo al lunedi..fra poco andremo verso l’aeroporto…ma torneremo…e sognerò ancora la mia mansarda con i fiori alla finestra..sui tetti di Parigi…

adoro sognare…in fondo costa poco..e poi potrebbe anche avverarsi no?? 😉

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Una coccola dolce nella mia città….

Oggi voglio dedicare questo post ad un luogo che per me rappresenta LA coccola…

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Entrare nel negozio di Sandra  non è come entrare in una qualsiasi pasticceria. Lei…sua madre …suo padre e Riccardo mi hanno accompagnato nei ricordi più belli da quando abito a Lucca…. Ogni festa della mia famiglia c’è sempre stato un panettone salato, una torta del momento, una scultura di cioccolato , dei mignon superbi…

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I compleanni ..le ricorrenze…la prima comunione…la pagella…una vittoria a scherma…una cena fra amici…

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Entrare da lei è come entrare in un percorso sensoriale….colori tenui alle pareti…mensole bianche di legno caldo…pavimento in graniglia con fiori…nicchie ovunque illuminate morbidamente..una fontanella dove tutti noi clienti possiamo bere liberamente  acqua gassata e naturale alla spina …profumo di buono….frutta fresca centrifugata…odore di caffè…tè caldo…

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Ricordo quando venivano a trovarci a Lucca i ‘nonni’…e andavamo a scegliere un dolcetto per il pranzo…oppure la domenica all’uscita dalla messa di S. Marco mio figlio e mio marito sceglievano  i mignon per gustarli dopo pranzo….

Mio figlio è cresciuto in questo negozio…all’uscita dal catechismo…prima di un allenamento…una colazione al mattino  col croissant e spremuta fresca…una coccola dopo un brutto voto…la prima delusione d’amore…una lite col migliore amico…

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Ancora oggi che non abitiamo più nello stesso quartiere….Sandra è nella nostra famiglia…una garanzia di eccellenza..una coccola che ci meritiamo…per noi ferie spesso vuol dire mare…e mare spesso vuol dire fare colazione da Sandra…

E spesso vuol dire pranzare con le sue focaccine…che è riduttivo chiamarle cosi…sono veri e propri accostamenti  chic  e sapori tipici del territorio…pane fatto in casa….

Quando chiude per ferie…mi intristisco..lo so è ridicolo….ma sapere che è aperta è come essere certa che posso coccolarmi quando voglio…scambiare due chiacchere……acquistare qualcosa di buono e sano…

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Per me non è Natale senza i suoi panettoni  e i suoi pandori  fatti con pasta madre…li ordino tutti gli anni…e faccio un cesto sotto l’albero di Natale…li prendo da mezzo kg…pronti per qualsiasi occasione delle feste…comodissimi…

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Ogni stagione mi riporta da lei…in primavera le sue scultore di cioccolato si impreziosiscono…e  per la festa della mamma le torte si addobbano di fiori freschi…

Fette biscottate fatte da lei ..al cacao…con uvetta…semplici…tè bio in sacchettini di seta…zucchero di piccole forme e colori…a cuoricini orsetti…di canna…scuro…..

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Il negozio è piccolo…ma come potete ben intuire molto raffinato…di stampo francese…ad esempio la sua vetrina dei mignon l’ho trovata da Angelina   a Parigi…ma anche provenzale…tipo la  maison weibel

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un angolo diverso e particolare…

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dove il bello e la semplicità si sposano…se passate da Lucca…fateci un salto …e fatevi  coccolare…

parola di Coccola Time… a presto…