Risotto alle pere con ragù di salsiccia alle erbe aromatiche

Ho deciso il mio comfort  food  in assoluto è il risotto.

 E’  un cibo che mi fa stare bene, che evoca un senso di famiglia e di casa, di infanzia, di coccole, di mamma e di nonna.  Da che ho memoria…me lo cucinava mia madre…ricordo il mitico risotto al nero di seppia….e me lo cucinava mia nonna….… bravissima in quello di fagioli e salvia…ricordo bene …. che entrambe me lo cucinavano perché  era il mio piatto preferito…

me l’ero dimenticata…

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Adesso me lo cucino…e ho compreso che è lui il mio cibo confortevole e confortante…che mi dona calore, tenerezza e sicurezza….

 soffriggo la cipolla o lo scalogno…lo sfrigolio mi fa già stare bene…mi rasserena…aggiungo qualche erba dal giardino…. ed ancora metto  gli ingredienti…lentamente…uno ad uno….facendo il movimento tipico delle mani che gettano le verdure dentro la pentola….un gesto che trovo femminile e sensuale…

Lascio cuocere ancora e verso  il riso carnaroli…quello che tiene meglio la cottura…quello che ti da l’assoluta certezza che il tuo risotto sarà un ‘signor risotto’..

no … non si può cucinare velocemente…il riso ha bisogno di tempo per sprigionare una  morbidezza vellutata  dal suo chicco…per rendere il condimento cremoso e unirsi ad esso in un tripudio di voluttuosità  delicata e carezzevole….

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In passato ho provato a cucinare il risotto con le arance o le fragole…aggiunto chicchi di melograno….ma mai  avevo provato la versione con le pere…

Sollecitata dal contest…ho voluto provare….ed è stato amore a prima vista….

Il risotto con le pere  è avvolgente e delicato  grazie anche alla robiola che amalgama il tutto…

e il ragù di salsiccia gli dona una marcia in più …rendendo il suo sapore  più grintoso….

ci abbiamo abbinato  un Dolcetto d’Alba di Prunotto del 2008….

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Questo risotto lo abbiamo mangiato a pranzo domenica scorsa…di ritorno da una passeggiata in campagna..dove l’autunno sta dando il meglio di sé….

In fondo basta poco per stare bene…una tovaglia candida…dei fiorellini come centrotavola raccolti in un campo…un calice di un buon vino rosso… e l’allegria di stare insieme…

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Ma ecco a voi la ricetta….e ditemi se non è da provare…

Risotto alle pere con ragù di salsiccia

Per 4 persone

          200 g di riso

          100 g di robiola

          ½ litro di brodo vegetale caldo

          200 g di salsiccia

          300 g di passata di pomodoro

          1 carota

          1 gambo di sedano

          1 spicchio di aglio

          1 cipolla

           rosmarino, timo , origano fresco, salvia e alloro

          6 pere cosce

Eliminate dalla salsiccia il budello e spezzettatela.  Affettate le verdure finemente. Mettete tutte le erbe in una garzina e rosolatele insieme alle verdure in 2 cucchiai di olio, dopo 5 minuti togliete la gatzina, unite la salsiccia, il pomodoro, salate e pepate a piaere e fate ridurre della metà, poi spegnete e lasciare riposare fino all’uso.

Pelate  tre  pere cosce e tagliatele a cubetti. Versare in una padella due cucchiai di olio extra vergine e unite le pere con il riso e fate tostare, bagnate con il brodo e portate a cottura, salate e pepate a piacere.

Mantecate con la robiola e servite il risotto con fette di pere tagliate al momento.

Aggiungere , infine, il ragù di salsiccia.

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Castagnaccio con noci, scorze d’arancia e rosmarino del mio giardino….

Questa è una ricetta tipicamente autunnale…

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 Mi piace questo momento…mi piacciono i colori che sono attorno a me, mi piace l’aria più pungente che si fa strada durante la giornata, mi piace questo cielo grigio, mi piace tornare con il plaid sul divano.

 Piccoli  rituali che mi  confortano e rassicurano…

Come questa ricetta, che sa di antico…della mia toscana… di sapori della mia infanzia….

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Ecco a voi un po’ di notizie…

Il castagnaccio, localmente conosciuto come neccio, baldino, ghirighio, toppone, migliaccio o patona, in base alla sua consistenza,   è una torta di farina di castagne tipica delle zone appenniniche di Toscana e Liguria. Si tratta di un piatto tipicamente autunnale, ottenuto con farina di castagne, acqua, olio extravergine d’oliva, pinoli e uvetta, con le consuete varianti locali che prevedono l’aggiunta di altri ingredienti, tra cui rosmarino, scorze d’arancia, semi di finocchio o frutta secca.

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Il castagnaccio è il tipico cibo da strada, anticamente era la merenda degli scolari. Il venditore girovago si piazzava davanti alla scuola all’ora della campanella e la distribuiva. Il castagnaccio è di origine contadina ed è un piatto povero, in quanto la castagna si raccoglieva facilmente e quindi poco costosa e nutriente.

Le prime notizie di questo dolce risalgono al 1500 e pare sia stato ideato da un certo Pilade da Lucca, a partire dall’800 si arricchisce di uvetta e pinoli e si diffonde nel resto dell’Italia.

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Accompagnamento ideale del castagnaccio sono la ricotta o il miele di castagno, il vino novello, o i vini dolci come il vin santo.

Io spesso lo accompagno con del passito di Pantelleria, che adoro particolarmente.

Ma passiamo alla ricetta…..

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RICETTA

Per 4 persone

250 gr di farina di castagne

30 gr di pinoli

40 gr di uvetta

2/3 rametti di rosmarino fresco

Olio extra vergine di oliva

Sale

Scorza di arancia

Noci

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PROCEDIMENTO

1)      Raccogliete la farina di castagne in una capiente ciotola unitevi un pizzico di sale, 3 cucchiai di olio e, poco alla volta, 3 dl circa di acqua tiepida, versandola al centro e mescolando man mano con una frusta ; se necessario, unite ancora un po’ di acqua , quanto basta per ottenere una densa pastella. Continuate a lavorarla in modo da eliminare tutti i grumi.

2)       Coprite l’uvetta di acqua tiepida e lasciatela ammorbidire per 10 minuti. Ritagliate un disco di carta da forno sufficiente a foderare una teglia di 24 cm di diametro; bagnatelo, strizzatelo e rivestite la teglia, quindi spennellatelo e rivestite la teglia, quindi spennellate il fondo e i bordi di olio.

3)      Accendete il forno a 180°. Versate il composto preparato nella teglia, distribuitevi sopra i pinoli, le noci, la scorza tagliata a dadini piccolissimi di arancia e l’uvetta scolata e asciugata, infine cospargete con gli aghi di rosmarino. Mettete la teglia in forno e cuocete il castagnaccio per 45-50 minuti.

Il castagnaccio a fine cottura deve risultare morbido, di un bel colore bruno e con la superficie percorsa da tante piccole ‘rughe’. Il segreto sta tutto nella qualità della farina. La migliore si trova in vendita in autunno: è impalpabile e di gusto dolce e non richiede quindi necessariamente l’aggiunta di zucchero.

Una variante del castagnaccio è costituita dai cosiddetti necci, piccole frittelle sottili di acqua e farina di castagne cotte sulla brace negli appositi testi di ferro, e gustate da sole o riempite di ricotta fresca. Posso assicurarvi che sono la fine del mondo…

(fonti: Wikipedia e Sale e Pepe)

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Con questa ricetta partecipo al contest di Colors and Food di Ottobre

e al contest di Menta e Cioccolato

quindi, last but not least, partecipo al contest de Le Beatitudini in cucina

Fagioli al fiasco… sapore e profumo della mia Toscana

Questa ricetta la dedico in assoluto a Mauro…
erano anni che non la facevo… e l’ho sempre fatta quando lui era invitato..Mauro è amante dei sapori veri..quelli della terra…quelli che ricordano le nostre comuni origini ..quelli della campagna pisana..stupenda..brulla… ricca… forte…

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E Mauro assomiglia alla sua terra d’origine..schietto..diretto…pungente….adora la mia cucina…e io adoro cucinare per lui…perché prende tutte quelle sfumature di sapori e odori che nessuno percepisce..ma lui le apprezza e se le gusta fino in fondo…
E cosi dopo anni …. eccomi a casa.. fine agosto ..col sole che filtra dal terrazzo…un sole con sfumature diverse…settembrine….mi piace da morire questa luce… doso i fagioli appena sbucciati…vado in giardino a raccogliere la salvia fresca…aglio…fleur de sal…ed il gioco è fatto…inizia la cottura…il rito…e già il profumo si spande per la casa..profumo di buono..di antico…

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I fagioli cucinati in questo modo e cioè nel ’ fiasco’ sono tipicamente toscani…è un procedimento lungo..ma non difficile..o meglio l’unica difficoltà sta nel tempo di cottura giusto….
Io la faccio con alcune modifiche personali ..ad esempio uso fagioli freschi…quelli secchi li trovo troppo pastosi…li uso poco anche in inverno..anzi ora che ci penso..proprio mai…
congelo in sacchettini i fagioli (come i piselli) quando è il loro tempo…freschissimi..la sera al ritorno dal mare …dopo cena …mentre guardo un film..mi metto seduta sul divano e lentamente li sgrano…non è un piacere infinito…ma è un rituale e so che durante l’inverno li assaporeremo intatti nel loro gusto originario!
Prima di tutto dovete acquistare il FIASCO…dopodiché uno spargi fiamme (fondamentale per il fiasco).

INGREDIENTI PER 6 PERSONE
– 500 gr di fagioli cannellini freschi
– 8 foglie di salvia
– 1 spicchio di aglio
– Olio extra vergine di oliva
– Sale
– Pepe

PROCEDIMENTO
Sciacquate velocemente i cannellini.
Prendete un tipico fiasco toscano. Lavatelo e versatevi i fagioli sciacquati , le foglie di salvia strofinate con un telo umido, 5 cucchiai di olio extravergine di oliva, 20 g circa di sale e un pizzico di pepe macinato al momento. Profumate con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato, quindi riempite d’acqua fino a raggiungere trequarti del fiasco.
Mettete il contenitore sul fuoco protetto da uno spargifiamme. Tappatelo con un batuffolo di cotone idrofilo. Io sinceramente non tappo per niente…mi piace sentire l’odore e la cottura non ne risente affatto..mi sembra che i fagioli siano liberi cosi di sprigionare il loro sapore appieno.Fate cuocere i fagioli per circa 3 ore (il contenuto del fiasco raggiungerà l’ebollizione dopo circa 1 ora)lentamente e a fuoco basso.
Quando i fagioli saranno cotti prendete il fiasco con molta attenzione, riparandovi le mani con un canovaccio spesso, quindi togliete il batuffolo di cotone e rovesciate il contenuto in una terrina, scuotendo energicamente la bottiglia. Condite i fagioli con altro olio extravergine di oliva, poco sale e, a piacere, con pepe macinato al momento.

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CONSIGLIO:
Ottima la zuppa lombarda,fatta con pane toscano a fette tostate e sopre ci strofinate dell’aglio. Dopodichè le mettete in un piatto fondo e sopra ci versate l’acqua di cottura dei fagioli con i fagioli. Una spolverata di pepe macinato al momento un goccio di olio buono ed il gioco è fatto. In inverno è un piatto unico eccezionale, nutriente e veramente confortante.

Crema di zucchine con gamberi all’aroma di timo e menta

Sono sotto l’ombrellone…
squilla il cellulare…una musichetta melodiosa mi riporta alla realtà..esco dalle parole di un libro e rispondo …un po’ assonnata
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Mio figlio torna da una vacanza a Malta…  mio marito torna dalla Germania per lavoro…entrambi mangiato da schifo… entrambi tornano con voglia di cibo decente … verdura..frutta fresca…
Eccomi proiettata nella realtà… guardo il mare davanti a me… ho voglia di cucinare qualcosa per loro di salutare..con del pesce..

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Sono contenta che tornino… anche se la mia libertà è impagabile…
Socchiudo gli occhi e l’odore di salmastro mi inebria..è l’odore che conosco meglio …è l’odore del mare..io sono nata in una città di mare..e il mare mi ha sempre accompagnata …
La prima cosa che mi viene in mente è la crema di zucchine…le creme piacciono a tutti ..anche ai piccolini che non mangiano verdure..e poi le zucchine hanno un sapore delicato..impossibile resistergli!!!
Ottima per antipasto leggero …
Ma quando non ci sono cene particolari la uso come primo piatto …un modo estivo e pratico di mangiare verdure…quando torniamo dal mare..la cremina è lì pronta in frigo per essere scaldata e tiepidamente gustata!
Io adoro i gamberoni freschi….non quelli piccolini e striminziti..molto chic…ma poco sostanziosi..addentare i gamberoni freschi…è una libidine..

essere in vacanza vuol dire avere TEMPO per poter curare i dettagli…andare al porto per prendere il pesce o dal contadino per le zucchine…di solito vado in pescheria in città…e bon…finisce lì…

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E cosi stasera accenderò le lanterne sul terrazzo ….metterò la tovaglia provenzale…e nelle coppette color lavanda servirò la crema di zucchine con i gamberi … del Fiano di Avellino fresco accompagnerà il tutto..

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Un fiorellino in tavola….per sottolineare che non è una serata banale..o qualsiasi..stasera è tempo di rientro..
Stasera siamo a casa..stasera E’ casa…stasera è festa sul mio terrazzo!!!!

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Ingredienti :

          Mezza cipolla fresca di tropea

         1 aglio

         Prezzemolo

          Timo fresco

          Menta fresca

          Sale e pepe

         10 zucchine piccole con fiori di zucca

          2 patate medie

olio extravergine di oliva qb

Procedimento:

Far soffriggere la cipolla con l’aglio, aggiungere prezzemolo , menta e timo.

Dopodichè  inserire nella pentola le zucchine e le patate tagliate a tocchetti con sale e pepe.

Lasciar sfrigolare e leggermente colorire e poi aggiungere acqua, circa un litro.

Quando con la forchetta sentirete morbide le patate,  aggiungete i fiori di zucca.

Frullare il tutto.

Saltare i gamberoni con olio, limone e pepe rosa.

Aggiungere i gamberi  nel momento che la crema è tiepida e servita nelle coppette.

Non dimenticate di aggiungere o menta o timo o prezzemolo alla presentazione in tavola.

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Con questa ricetta partecipo al contest RICORDI DI VIAGGIO del blog il cestino da pic nic

ricordi di viaggio

http://www.ilcestinodapicnic.com/2013/06/primo-giorno-destate-con-un-nuovo.html