La zuppa frantoiana secondo l’antica tradizione lucchese….

Adoro la cucina antica toscana, quella della tradizione, quella esclusivamente  tramandata attraverso l’universo femminile…quelle ricette che ancora oggi si cucinano senza forno a legna o stufe o caminetti. E’ un tornare lento alle origini, al cucinare lento, al riappropriarsi dei tempi e degli odori di una cucina antica che non fa parte della nostra quotidianeità. Tornare all’odore di legna bruciata quella che aleggiava per le strade del paese verso sera, in autunno e soprattutto in inverno. Lo sentivi ovuque, e ti consolava, era una promessa di calore , di famiglia, di cibo e di unione. Il fuoco nel camino veniva ravvivato, un ciocco sopra l’altro….qualcuno se ne occupava…ancora mani …mani che si muovevano svelte per non far spengere il fuoco…

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Oggi vi racconto di Fiamma…forse la prima persona che ho conosciuto quando arrivai dal Nord per stabilirmi in questa splendida città…lei ha attraversato con me anni della mia famiglia…lei fa parte della mia famiglia…non so nemmeno come definirla…ha fatto la tata a mio figlio, mi aiuta nelle pulizie, cura con amore le mie piante, non si tira mai indietro se c’è da dare una mano….è il mio punto fermo…il mio punto forte, costante e quotidiano…

 

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Lei è una vera lucchese…è una donna che sa custodire le sue tradizioni, le coltiva e le vive sulla sua cucina fatta di sapori autentici della campagna …sua madre …sua suocera….sua nonna…un harem di mani sapienti hanno fatto giungere sulla mia tavola questo splendore di zuppa. Ogni famiglia la cucina alla sua maniera…dipende come la cucinava la nonna ovviamente….quella di Fiamma si cucina così..non si deve fare domande…si deve solo assaporare una delizia divina dettata da una formula chimica ricca di secoli di storia familiare

 

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Ingredienti per 6 persone

600gr. fagioli borlotti

2 zucchine

1 patata

2 carote

1 cipolla

aglio

1 mazzetto di bietola

2 costole di sedano

1 porro

1 cavolo verza piccolo

1 mazzo di cavolo nero

80 gr di lardo

pelati bio

zucca

borragine (non è la stagione e non l’ho trovata)

1 finocchio

prezzemolo

basilico

salvia

rosmarino

timo

semi di finocchio

 

 

 

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Procedimento

I fagioli che ho usato sono congelati dall’estate, ma se li avete secchi poneteli a bagno la sera prima. In una pentola di coccio ho cucinato i fagioli, con due spicchi di aglio in camicia, acqua e un rametto di salvia, salate e mettete un goccio di olio. Mentre i fagioli cuociono fate rosolare in una seconda pentola la cipolla con la zucca e dopo ci aggiungete i pelati. Lasciate cuocere. E’ una preparazione lenta e complessivamente useremo ben 3 pentole (un pò come il cacciucco alla livornese) che poi uniremo alla fine. Adesso tritiamo il rosmarino, l’aglio, il prezzemolo, la cipolla, la salvia e il lardo riducendo il tutto ad una poltiglia odorosa, che andremo a rosolare con olio nella terza pentola di cui vi ho parlato sopra. Puliamo le verdure e aggiungetele al trito della terza pentola. L’ordine da seguire è partire da quelle più dure (carota, sedano, ecc.) e poi aggiungere tutte le altre. Nel frattempo passare i fagioli al passaverdure per eliminare le bucce, lasciandone da parte circa 1/3 interi che andremo ad aggiungere alla terza pentola delle verdure assieme al brodo di cottura dei fagioli (il brodo infatti dovrà risultare denso). Stessa cosa alla seconda pentola della zucca , cipolla e pelati. E’ questo il momento che diverrà un unico pentolone profumato e colorato.

Aggiugo un pochino di acqua, semi di finocchio e timo. Lascio cuocere lentamente a fuoco basso.

Quando sarà cotta avrete la cucina inondata da un profumo celestiale… personalmente mi piace anche senza pane oppure con una fetta abbrustolita semplice, ma la vera zuppa frantoiana è con il pane di ponte a moriano (cotto a legno e assolutamente sciapo). Il pane deve essere raffermo e lo tagliate a dadini (se gradite strusciate prima con l’aglio) e conditelo con un filo di olio toscano e pepe macinato al momento. Adagiate il pane sul piatto e servitevi sopra la zuppa a strati. Vi consiglio di servire questa zuppa con una cipolla dolce tagliate sottilissima e messa precedentemente in ammollo per qualche ora.

Con questa ricetta antica della famiglia della mia cara Fiamma partecipo al contest di Consuelo de “I biscotti della zia”

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Un semplice albero di Natale….

Per me l’albero di Natale non è MAI  stato semplice…è un rito completo…

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l’albero di Natale predispone la casa…l’arredamento…un motivo ricorrente…un colore dominante…tutto ruota attorno all’albero del Natale dell’anno in corso…e quell’albero rappresenta un  mio modo di essere….di vedere la realtà del momento…di vivere l’arredamento con la gioia del cambiamento e dell’innovazione…

è come una crisi creativa a tutto tondo…

 

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dove l’energia vitale del cambiamento e dell’accostamento dei colori e stili diventa fondamentale …

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la casa ruota nello stile del momento….i fiori…le candele…i cuscini..la tovaglia..i piatti…e perchè no….i centrotavola…e anche il cibo…

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ah il cibo per Natale assume una connotazione completamente diversa…

vige la regola della COCCOLA ASSOLUTA

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cibo che ti accarezza ancora di più…cibo prezioso…assolutamente chic e semplice allo stesso tempo…

non manca mai un cesto con leccornie artigianali…per gli amici…per noi…la qualità deve essere assoluta per sentirsi bene…

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quest’anno sulla scia del mio ultimo viaggio …..il mio natale è stato NOrDICO…o meglio sullo stile nordico..vedete io parto sempre da stili assoluti che poi declino alla mia maniera…perchè non riesco ad essere fiscale fino in fondo…mi lascio prendere da una nuance…da uno scintillio…ma poi non riesco ad essere coerente..e mi lascio trascinare da un colore o da un azzardo contrastante con il motivo che ho scelto

 

 

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in fondo è bello anche la flessibilità…l’arrendersi a qualcosa che ti piace e che non sei cosi convinta che sia perfettamente in tono…evviva l’incoerenza e l’assoluta libertà..

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Oggi voglio farvi gli auguri di Natale…

con una poesia…

affinchè il Natale ci rinnovi i valori….affinchè il Natale ci avvicini….ai ricordi..al presente…

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una preghiera ai miei cari…che saranno con me…per sempre…nei miei ricordi…e nella mia vita…perchè io sono quello che loro mi hanno insegnato ..nel bene e nel male…mi accetto e mi voglio bene…anche e soprattutto grazie a Loro..

BUON NATALE Amiche care…

buon Natale 2014….col cuore per VOI

 

Camminando si apprende la vita
Si possono percorrere milioni di chilometri in una sola vita senza mai scalfire la superficie dei luoghi né imparare nulla dalle genti appena sfiorate.
Il senso del viaggio sta nel fermarsi ad ascoltare chiunque abbia una storia da raccontare.
Camminando si apprende la vita camminando si conoscono le cose camminando si sanano le ferite del giorno prima. Cammina guardando una stella ascoltando una voce seguendo le orme di altri passi. Cammina cercando la vita curando le ferite lasciate dai dolori.
Niente può cancellare il ricordo del cammino percorso.
Rubén Blades
Auguri!

 

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