Pappa al pomodoro PER #SEGUILESTAGIONILUGLIO

Questa ricetta parla della mia Toscana, di coccole, di estate …di odori e di colori e di colline morbide e sensuali …di olivi e di viti…di corse in discesa verso il fiume…di lucciole magiche…di grilli ed echi intermittenti di cicale…di pagelle riposte costituiscono nel cassetto del comò…della mia infanzia alla fattoria dei miei nonni in campagna…di capriole in mezzo ai campi..di libertà e sole

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Parla di tutto quel che ero e quel che sono…perchè in una ricetta..spesso c’è una storia…in un cibo c’è quel che eravamo, quello che abbiamo costruito semplicemente frullando o impastando. Nel semplice gesto del cucinare e mangiare, stiamo creando e continuando le storie che costituiscono  le nostre vite.

 

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Anche in questo caso , la ricetta autentica è davvero difficile da individuare, perché ogni provincia ne ha fatto una variante. Quella che vi dico è quella della mia nonna Velia. Servitela a pranzo come piatto unico o come primo per una cena più ricca o anche come antipasto in piccole monoporzioni con al centro un cucchiaino di pesto ligure. Vi consiglio di accompagnarla con un buon bicchiere di Chianti e di usare i prodotti di ottima qualità e di stagione, il sapore sarà divino e autentico.

 

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Per 4 persone

1 kg di pomodori

250 gr di pane toscano (io a lievitazione naturale) del giorno prima

Sale e pepe

1 mazzo di basilico fresco

60 ml di olio extravergine

Due spicchi di aglio interi (in modo da poterli togliere a fine cottura)c

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Lava i pomodori, togli la pellicina e i semi. In una pentola metti olio e due spicchi di aglio e fai soffriggere. Aggiungi i pomodori a pezzi tagliati grossolanamente. Dopodichè aggiungi le foglie di basilico . Lascia cuocere una decina di minuti ed aggiungi il pane tagliato a pezzi. Aggiungi 100 ml di acqua e lascia cuocere per una ventina di minuti . Il tempo esatto non so dirvelo perchè la faccio ad occhio da anni.

 

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Questa ricetta è il mio contributo per #seguilestagioni di Luglio.
Partecipano con me:

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♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO – Adrialisa
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♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
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QUICHE CON ROBIOLA, BASILICO E POMODORI PER #SEGUILESTAGIONIGIUGNO

Sono in ritardo…lo so! io sono SEMPRE in ritardo…corro corro ve lo giuro!!! ma ritardo puntualmente!!! pensate che odio le persone ritardatarie, trovo che ci sia una grave mancanza di rispetto degli altri alla base….ma io ritardo , nonostante ciò!

Cerco di ottimizzare tutto, ma all’ultimo succede sempre l’imprevisto che non avevo programmato…sembra  in realtà che noi ritardatari siamo dei grandi ottimisti…persone in grado di vedere in modo più ampio l’essenza della vita. Siamo persone allegre,  creative e sappiamo lavorare in gruppo…..non ci credete??? leggete qui

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Quasi quasi mi convinco a non avere più il senso di colpa nei confronti dei miei ritardi….

Per questo mio  Giugno vi lascio una torta salata D I V I N A , giusto per farmi perdonare!

 Brisè home made da fare col robot da cucina in poco meno di 5 minuti …dal sapore rustico e burroso… con tanto basilico fresco e i primi pomodori dell’orto..

 

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Ingredienti per l’impasto

150 gr di farina di grano saraceno

100 gr di farina semintegrale

160 gr di burro salato danese

1 cucchiaino di sale

un pizzico di zucchero

1 uovo

1 cucchiaio di latte freddo

Ho messo il burro ammorbidito e gli altri ingredienti nel robot ed azionato. Si formerà una palla, l’ho leggermente lavorata infarinando il piano e avvolta nella pellicola e posta in frigo (potete anche congelarla).

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Nel frattempo ho preparato l’appareil ( è  una base per il ripieno della mia torta):

Appareil

150 ml di panna

150 ml di latte intero

2 uova

pepe

sale

A questo punto stendete la vostra pasta brisè.

 

 

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Punzecchiate il fondo di pasta con una forchetta, coprite con carta da forno, riempitelo di ceci secchi e cuocete in forno caldo a 180° per 25 minuti.

Ripieno

formaggio cremoso 200 gr

basilico

semi misti (sesamo, girasole,lino, zucca)

pomodori

ed adesso di nuovo in forno per 15 minuti.

 

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Con questa ricetta partecipo al consueto appuntamento mensile 
con #seguilestagioni, questo mese insieme a:
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Primavera, bulbi ed Amsterdam per #SEGUILESTAGIONI

Marzo è il mese dell’inizio della primavera, l’equinozio, il mio compleanno…

Aspetto l’allungarsi delle giornate, ne spio ogni segno nell’aria. Tutto prende a correre veloce, tutto prende ritmo. Ci precipitiamo verso l’estate. Sorrido beffarda, perché ovviamente i migliori mesi estivi devono ancora arrivare, le passeggiate oziose nelle strade calde della mia città, le cene ai tavolini all’aperto, a lume di candela nei giardini o sui terrazzi, l’odore del mare al tramonto con i suoi umori lontani…

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Attendo la luce ed i colori ….voglio ostinatamente rimanere dalla parte della luce, del sole , dei fiori …

Viviamo di sensazioni e di odori,di sapori, di ricordi e di nostalgie struggenti…

Il profumo intenso dei giacinti ha accompagnato tutta la mia vita…

Questo mese per SEGUILESTAGIONI voglio portarvi con me al mercato dei fiori di AMSTERDAM.

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Qui si trovano ogni sorta di fiore o bulbo, anche delle preziosissime rarità. Proprio su uno dei maggiori canali di Amsterdam, il Singel (tra Muntplein e Koningsplein) c’è l’appuntamento imperdibile con il Bloemenmarkt, il grande mercato dei fiori! La particolarità di questo mercato è che è l’unico mercato dei fiori  galleggiante d’Europa! Si trova infatti su delle chiatte adibite a case galleggianti.

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A dicembre siamo stati di nuovo ad Amsterdam..ed è inutile io l’adoro !

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mi piace la cucina, la loro storia, le case antiche, le loro tradizioni, il design, la torta di mele, lo stile di vita ed anche le biciclette…

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Il mercato dei fiori è una tappa d’obbligo…è semplicemente affascinante girovagare per fiori di specie e colori diversi…

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Quest’anno siamo letteralmente impazziti per i bulbi! Ne abbiamo acquistati di diversi tipi per provare nuovi colori sui balconi e nel nostro giardino.. tulipani, giacinti, narcisi e poi bulbi di allium di diversi tipi, calle e ciclamini.

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Siamo stati presi dal raptus …abbiamo scoperto la proliferazione di altri tipi di rizoma che avevamo piantato negli anni scorsi come iris e agapantus.

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Continuando nell’infatuazione abbiamo addirittura rinvasato una vecchia Yucca scoprendo che sotto terra aveva proliferato decine di rizomi nuovi che non fiorivano per mancanza di spazio. Insomma una grande gioia

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Abbiamo provato con bulbi di vari genere a metterli in vasche rotonde a cerchi concentrici in funzione delll’altezza prevista del fiore, oppure ricilando vecchi vasi ormai dismessi

©©Coccola

Ed abbiamo creato vasi dagli accostamenti improbabili ornando le diverse parti del giardino

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Ogni giorno guardiamo fieri il crescere dei nostri bulbi olandesi…e aspettiamo con ansia il loro colore ed odore…

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Il giardino prende vita, con le piccole gemme che iniziano a nascere tenere e timide.

Il sole inizia a scaldare e oggi abbiamo pranzato sul terrazzo per la prima volta nel 2017. Ho voglia di ordine e colore, perchè questo mi fa stare bene  e mi fa godere delle piccole grandi cose che ogni giorno possono allietare l’animo e l’umore.

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Carnevale di Viareggio e cenci toscani per SEGUILESTAGIONIFEBBRAIO#

a buona toscana, ho avuto l’occasione di partecipare al Carnevale di Viareggio più volte, soprattutto quando ero più piccola. Si tratta di un carnevale molto famoso in tutta Italia, e sicuramente il più conosciuto in Toscana.

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  Esso affonda le proprie radici in oltre un secolo di storia e tradizioni.La prima parata ebbe luogo nel lontano 1873. Risale al 1930, invece, l’invenzione di Burlamacco, la maschera ufficiale del Carnevale di Viareggio. Presenza costante per noi villeggianti della Versilia, è impossibile non riconoscerlo.

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Oggi sono tornata per un piccolo reportage per Seguilestagioni di Febbraio. Prima giornata di inagurazione in ritardo , a causa del maltempo, che ha coinvolto molte zone d’Italia, lo scorso fine settimana.

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Mi ha accolto la caratteristica sfilata dei carri costruiti ancora oggi in cartapesta e ‘animati’ da decorazioni , dettagli curati attentamente, luci e movimenti meccanici, musica e colori sgargianti. E’ così che un mucchio di giornale, acqua e farina si trasforma in uno degli spettacoli carnevaleschi più colorati, festosi e amati in Italia e nel mondo!

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E poi c’è la gente…i bambini..i giochi..i coriandoli e le stelle filanti…Viareggio si anima anche con il cibo tipico di Carnevale…Frittelle di tutti i tipi e cenci…

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Passato il Natale, i panifici ed le pasticcerie riempiono le loro vetrine di questi lunghi nastri di pasta dentellata o intrecciata, ricoperti con una fitta nevicata di zucchero a velo. Ogni regione d’Italia ha le sue chiacchere di Carnevale, che arrivano dopo la metà di Gennaio .In Toscana li chiamiamo CENCI, che significa stracci. Vengono fritti, anche se alcuni provano a farli al forno. Si servono con Vin Santo e caffè, come i cantucci.

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Ecco la ricetta della mia famiglia, ricordo ancora mia madre quando li friggeva in un grande padellone…Ammetto di non aver mai amato il retrogusto dei semi di anice che mia madre aggiungeva alla ricetta.

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CENCI DI CARNEVALE

Ingredienti

300gr di farina

2 uova

gr. 100 di zucchero fine

la scorza grattugiata di un limone bio e di un’ arancia bio

2 cucchiai di marsala o grappa

1 pizzico di sale

25 gr di burro fuso

2 cucchiaini di lievito per dolci

1 cucchiaino di estratto di vaniglia (al posto dei semi di anice che metteva mia madre)

olio per friggere o strutto

zucchero a velo

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Mettete la farina dentro una zuppiera, unire le uova, lo zucchero, la scorza di limone grattugiata, il burro fuso, il sale, il lievito sciolto in un cucchiaio abbondante di latte tiepido, ed il liquore. Mescolare bene , amalgamando tutti gli ingredienti e proseguire impastando con le mani, sulla spianatoia, fino ad ottenere un impasto morbido e liscio. Far riposare per circa 15 minuti.

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Con il mattarello stendere la sfoglia di 1-2 mm di spessore (mia madre usava la macchina per la pasta con la manovella a mano)che permetterà di fare sfoglie molto sottili.

Dopodichè con una rotella dentata o con un coltello ritagliare dei rettangoli o dei triangoli per friggere, per pochi secondi. in olio bollente o strutto.

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Quando saranno dorati, sgocciolarli e metterli ad asciugare su carta assorbente da cucina, Infine disporli sopra un vassoio spolverandoli con zucchero a velo.

Note

Questa volta ho provato a dar loro una forma più barocca e chic…tagliandoli al centro e avvolgendo la parte di pasta all’interno del taglio.

Ho usato il KA sia per impastare che per stendere la pasta….ho ridotto tempo e fatica ed il risultato è ottimo.

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Madeleines alla lavanda #seguilestagioni

Adoro utilizzare i fiori in cucina non solo come guarnizioni, ma anche come ingredienti caratterizzanti. I petali di rose e nasturzie sono squisiti nelle misticanze, i fiori di borragine nei ravioli, nelle frittate nelle torte salate. Le infiorescenze delle erbe : timo, lavanda, rosmarino rallegrano molti primi , secondi ma assolutamente anche  dolci .

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I sapori  non si  dimenticano..la lavanda è uno di quei sapori/odori  che ti si imprimono nella memoria sensoriale…in fondo il cibo è un modo per conoscersi…per capire chi siamo..e quando mangiamo non siamo mai soli…io non mi sento mai sola..alla mia tavola ci sono tutti i sapori dei miei cari… nel semplice gesto del cucinare e poi di mangiare stiamo creando e continuando le storie che costituiscono le nostre vite

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Morirò, e non riesco a ricordare un sapore che mi frulla nel cuore. So che quel sapore è la verità prima ed ultima di tutta la mia vita, e possiede la chiave di un cuore che da allora ho messo a tacere. So che è un sapore dell’infanzia o dell’adolescenza, una pietanza primordiale e sublime che precede qualsiasi vocazione critica, qualsiasi desiderio e pretesa di parlare del mio piacere di mangiare. Un sapore dimenticato, annidato nel più profondo di me stesso che, alle soglie della morte, si manifesta come l’unica verità che in vita mia sia stata detta o messa in pratica. Lo cerco, e non lo trovo                                                                                                              (Estasi Culinarie, Muriel Barbery)

 

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Per questa ricetta delicata e squisita ho utilizzato dello zucchero aromatizzato alla lavanda.

 

Basta prendere un mazzetto di fiori di lavanda, eliminare gli steli e mescolare i petali con dello zucchero, lasciando poi il tutto in infusione dentro ad un barattolo di vetro per 2-3 giorni.
Passate poi lo zucchero al setaccio per eliminare i fiori…sentirete che profumo!!!
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Inoltre ho profumato i miei morbidi biscottini con dell’olio essenziale alla lavanda specifico per alimenti che ho acquistato in farmacia, ma lo potete trovare  anche in erboristeria. Oppure potreste anche acquistare in erboristeria dei fiori essiccati o se avete un giardino o dei vasi di lavanda li potete usare anche freschi . Mettete un cucchiaio abbondante di fiori in infusione nell’olio e lasciate per qualche giorno. Dopodichè filtrate i fiori.
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Ingredienti per uno stampo da 12 madeleins:

60 gr di farina di riso

60 gr di fecola di patate

mezzo cucchiaino di lievito per dolci

60 gr di zucchero alla lavanda (vedi sopra)

2 uova

70 gr di olio di riso

olio alla lavanda 6 gocce

un piccolo pizzico di sale

 

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Procedimento

Lavorare con una frusta le uova con lo zucchero, aggiungere l’olio con l’aroma e le farine setacciate, il lievito e il sale. Lasciate riposare in frigo per una notte. Con un cucchiaio riempire lo stampo da madaleins fino 3 mm dal bordo. Cuocere in forno caldo per 5 minuti a 200° e poi 5 minuti a 180°.

Lasciar raffreddare nello stampo per qualche minuto.

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LA LISTA DELLA SPESA DI LUGLIO #seguilestagioni

(a cura di Antonella Manfredi)
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