Giardino magico di BOMARZO per #SEGUILESTAGIONI DI OTTOBRE

Consiglio di visitare il Sacro Bosco di Bomarzo (vicinissimo Roma) in questo periodo…La natura è veramente suggestiva e l’autunno si manifesta in tutto il suo lieve e caldo abbraccio…Ottobre offre in questo ‘bosco dei mostri’ ciclamini , felci e castagni imponenti ….gli odori del sottobosco si avvertono nell’aria mentre vi appresterete ad attraversare il percorso ‘magico’…

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Il  viale d’ingresso non lascia presagire l’atmosfera mistica che vi attende appena varcato l’arco che introduce nella parte del bosco più affascinante, dove la vegetazione si fa più fitta e ad ogni angolo spunta una creatura mostruosa.

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Il  Sacro Bosco e’ un esempio anomalo di giardino all’italiana, progettato e realizzato nella seconda meta’ del 1500 per volere del Principe Vicino Orsini.
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La sua unicita’ e’ quella che vi sono state fatte alcune sculture utilizzando massi giganti gia’ presenti nel bosco. Le prime ad accoglierci sono le sfingi greche,  che sembrano ammonire il visitatore e ricordare il loro ruolo di guardiane delle città sacre. Proseguendo lungo il sentiero a sinistra troverete le statue raffiguranti le divinità più antiche come Saturno, Giano, Fauno, Evando e la Triplice Ecate.
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Incontrerete altre figure e animali fantastici come la tartaruga enorme che sorregge sul dorso la Nike, personificazione della vittoria alata
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 Ed ancora  Pegaso alato, immortalato in procinto di spiccare il volo per annunciare agli dei l’avvenuta vittoria.
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Incontrerete  Nettuno, il dio dei mari, in una gigantesca vasca…. la dea dormiente e l’elefante che sostiene una torre, simbolo delle battaglie cartaginesi di Annibale contro Roma
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L’ultima emozione inquietante la regala l’Orco, emblema del parco, con il suo monito ogni pensiero vola….
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Sullo scopo e il significato del Sacro Bosco ci sono innumerevoli interpretazioni ma nessuna certezza… La piu’ probabile e’ quella percorso “iniziatico”, molto attuale nel XV secolo, secondo gli influssi neoplatonici.
Se vi interessa saperne di più leggete qui
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Questo post è il mio contributo per #seguilestagioni di ottobre.
Partecipano con me:♥ PENSIERI E PASTICCI – Simona
♥ LISMARYS’ COTTAGE – Lisa
♥ ULTIMISSIME DAL FORNO – Anna
♥ COSCINA DI POLLO – Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC – Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO – Maria
♥ BEATITUDINI CULINARIE – Beatrice
♥ DUE AMICHE IN CUCINA -Miria
♥ LA FATA IGNORANTE – Silvia
♥ I BISCOTTI DELLA ZIA – Consu (benvenuta Consu!)

La nostra lista della spesa dalla quale ho attinto l’idea per l’ambientazione autunnale del mio post:
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Siviglia e le foglie d’Acanto per #SEGUILESTAGIONI di Maggio

 

Reduci dai  festeggiamenti del nostro primo compleanno, siamo pronte per parlarvi ancora di noi.  Questo mese per #Seguilestagioni di Maggio troverete i nostri post pronti ad attendervi…

♥ PENSIERI E PASTICCI – Simona
♥ SENTO I POLLICI CHE PRUDONO – Adrialisa
♥ LISMARY’S COTTAGE – Lisa
♥ ULTIMISSIME DAL FORNO – Anna
♥ COSCINA DI POLLO – Susy
♥ ALISE HOME SHABBY CHIC – Alisa
♥ LA MIA CASA NEL VENTO – Maria
♥ LA GALLINA ROSITA – Lucia
♥ BEATITUDINI CULINARIE – Beatrice
e la nostra new entry
♥ 2 AMICHE IN CUCINA -Miria
La nostra lista della spesa:

Per questo Maggio capriccioso vorrei parlarvi del mio ultimo viaggio: dell’assolata Andalusia , della sua atmosfera, la sua storia, delle sue tapas, la Sangria, il flamenco….ma soprattutto dell‘ACANTO…

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Anche qui, come in parte della Sicilia, la cultura e la tradizione e’ legata alla fioritura della cultura Araba a partire dal 700 d.C. Infatti  tutto e’ cominciato con il Califfato di Cordoba che ci ha lasciato in eredita’ la spendida Mezquita………. e poi proseguito con quello di Siviglia e Granada, l’ultimo a cadere alla fine del 1400.

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La Mezquita e’ stata costruita a partire dal 785 d.C sui resti di templi romani e chiese cristiane, subendo poi a sua volta la “violenza” di vedersi costruire all’interno la cattedrale cristiana nel periodo rinascimentale. L’opera nel suo insieme e’ comunque qualcosa di fantastico, qualcosa di piu’ della piu’ grande moschea del mondo. Per costruirla sono stati riutilizzate colonne e capitelli romani delle precedenti costruzioni. In particolare abbiamo notato i capitelli corinzi ornati con foglie d’acanto… niente di strardinario direte voi, in quanto li troviamo in tutta Europa grazie alla tradizione greco-romana….

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Visitando Siviglia e Cordoba abbiamo capito come all’epoca la civilta’ araba fosse non solo all’avanguardia per la scienza e l’arte ma anche in termini di tolleranza e vicinanza con le culture cristiane ed ebraiche. Basti pensare che anche famiglie ebraiche e cristiane benestanti avevano l’harem…. nonostante la religione non lo prevedesse…

Nell’Alcazar di Siviglia, costruita nel 1300 dal re cristiano ma in stile arabo, ispirato dalla fantastica Alahambra di Granada e usando, appunto,  la manovalanza araba proveniente dal vicino califfato di Cordoba. Insomma all’epoca in Andalusia i canoni artistici erano per tutti quelli arabi, da cui e’ nato lo stile mudéjar. Proprio in questa reggia, una delle aree piu’ belle e’ quella della camera del re (cristiano), vicina alla zona dove c’era il suo harem, decorato in maniera spettacolare con azuleios con motivi a croce cristiana, araba ed ebrea.

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In tutto il palazzo ci sono azulejos di vari tipi e in particolare anche alcuni bellissimi, colorati con rappresentazioni di foglie d’acanto…come quelle sui capitelli corinzi delle cattedrali…

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I giardini dell’Alacazar sono anch’essi spettacolari e durante un giro ho notato piante stupende e soprattutto alcune splendide piante fiorite che non avevo mai visto prima…..

Ho cercato di capire che piante fossero ma molti non sapevano darmi risposta…. fino a che una giardiniera, quando gli ho mostrato una foto,  mi ha detto che si trattava della pianta e del fiore di Acanto.

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A quel punto mi sono entusiasmata per tutte le reminiscenze storiche e culturali sui capitelli corinzi, rendendomi conto che mai prima d’ora avevo visto l’Acanto!

Dopodiche’ ho notato che in tutti i giardini pubblici di Siviglia, a partire da quelli vicino a Piazza di Spagna,  erano pieni di piante d’acanto che fiorivano proprio nel mese di Aprile

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L’Isola del Whisky…(prima parte)

Abbiamo preso l’aereo da Pisa per Glasgow, noleggiato una macchina e viaggiato per circa 4 ore alla volta di Tarbert dove ci siamo imbarcati per la nostra Isola di Islay.

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Una fitta nebbia costiera ci ha accolti…quella nebbia che scende dall’oceano e ingloba ogni cosa nella sua coltre magica ed evanescente.

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Le strade dell’isola sono in genere molto strette, spesso ad una sola corsia ….
Gli scozzesi dell’isola sono allegri, forti e quando ti parlano creano atmosfera in quello che ti raccontano soprattutto se si tratta del LORO whisky.
Nella Regina delle Ebridi, cosi come viene chiamata Islay, ci sono resti della cultura celtica (croce di Kildaton, tappa obbligata cui rendere omaggio appena arrivati sull’Isola) sia sul territorio che nella lingua. Nel periodo medievale i MacDonald erano i Lords of Isles ed erano equiparati come potere ai re di Scozia e Norvegia: l’Isola di Islay era proprio la capitale di questo regno… e i resti del castello di Dunyvaig ne sono la testimonianza.

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Poi dal 1500 inizia la storia moderna del whisky , con le prime distillerie familiari che si sviluppano quando in Scozia i monasteri vengono chiusi ed il “sapere” dei monaci si diffonde tra la popolazione. Anche qui come in Borgogna per il vino…, i monaci trasmettono  i principi della distillazione diffusi poi nelle varie fattorie. Nascono  le prime distillerie clandestine dopo il 1757 quando, a causa della scarsita’ di cereali, il governo bandisce le distillerie legali per privilegiare l’uso alimentare dell’orzo e del grano rispetto a quello per la distillazione. Per esempio in Edimburgo nel 1777 ci sono 8 distillerie legali e oltre 400 clandestine!!!
In Islay si trovavano diverse distillerie clandestine nella seconda meta’ del ‘700 e nel 1779 nasce la piu’ antica di quelle ancora esistenti, Bowmore.

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Situata nel mezzo villaggio omonimo, nonché “capitale” dell’Isola, famoso per la chiesa, costruita rotonda in cima alla collina per evitare che il Diavolo si nascondesse negli angoli e inducesse in tentazione i fedeli….

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Ad Islay non esiste il superfluo, nessun negozio di fiori o di abbigliamento …un unico grosso spaccio dove acquistare il necessario…stivali di gomma, impermeabili , cappelli e degli accessori in tartan…io amo il tartan e la storia rappresentata da questo tessuto, il fatto che il colore ed il mtivo definiscono il clan di appartenenza.

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“Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta; il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l’arrivare.” (T. Terzani)

(continua nella seconda parte)