Torta rustica integrale di pere, noci e cannella


All’ora di pranzo , ferma ad un semaforo rosso, assorta nei miei pensieri …sono stata attratta da un vortice di foglie multicolori …cadendo giù dagli alberi seguivano il vento e formavano dei mulinelli… ho riflettuto su tanta bellezza e poesia in una quotidianeità che si ripete da anni… è l’autunno che  si rinnova e porta nuovo e antico assieme…

I suoi odori… sapori …colori inebriano i sensi, colorando le nostre giornate…

Questa torta parla di autunno…di tradizioni..di buono….di tepore…di antico e di nuovo

gli ingredienti naturali …genuini e di primissima qualità fanno di questa torta un tripudio di accostamenti ideali per la prima colazione o un pomeriggio con un tè nero che ben si sposa con il sapore forte e delicato assieme di questa bontà

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La ricetta prevede l’uso del’olio di oliva extravergine, una delle coltivazioni principali qui a Lucca e nella sua provincia.

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La coltura dell’olivo crebbe d’importanza sia come alimento che come aspetto produttivo, nel 1300-1400, momento in cui in tutta la Toscana si avvertì l’esigenza di incrementare e proteggere l’olivicoltura. Nelle comunità furono scritti statuti con norme precise di comportamento che influenzarono la qualità e che potessero anche identificare le varietà più comunemente coltivate. Non se ne parla molto, ma l’olio ha una tradizione, complessita’, varieta’ anche supreiore a quella del vino…..

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In particolare Lucca nei secoli scorsi si impose nelle principali industrie dell’olio, grazie all’abilita’ degli agricoltori . In lucchesia l’olivo e l’olio hanno rappresentato da sempre non solo un supporto economico ma anche stile di vita e costume sociale. Le cultivar che concorrono alla formazione dell’olio extravergine di oliva “Lucca” (che ho usato in questa ricetta) sono la Frantoio  fino al 90 %, la Leccino fino al 30 % e altre varietà minori fino al 15 %. Il gusto, fruttato di oliva da leggero a medio, fondamentalmente dolce e con sensazioni di piccante ed amaro.

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Torta rustica integrale di pere, noci e cannella

Farina integrale  g. 250

Olio extra vergine di oliva   gr. 125 = monocultivar=Frantoio  fino al 90 %, la Leccino fino al 30 % e altre varietà minori fino al 15 %.

Zucchero  di canna gr.250

Uova  4

Cannella   mezzo cucchiaino

Vanillina bio    1 bustina

Lievito per dolci   g. 10

Pere   5/6 medie

Noci   8

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Procedimento

Sbattere bene lo zucchero con l’olio, le uova , la cannella e l’essenza di vaniglia, aggiungere  la farina e per ultimo il lievito, mettere in una teglia del diametro di cm 28 ricoperta con carta forno e disporci a raggiera le pere che saranno state sbucciate e tagliate in ottavi. Cuocere in forno a 160°/180° per  1 h circa.

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Con questa ricetta partecipo all’iniziativa ExtraDOLCEMENTE sui dolci con l’Olio Extravergine organizzata da Dolcemente Pisa.

Castagnaccio di mele

In realtà questo è un dolce che non è un castagnaccio. E’ più morbido (grazie alle mele) e umido ,  quindi mangiabile in più occasioni.

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E’ di semplice esecuzione, ma vi assicuro di grande effetto visto che qui in Toscana nessuno lo fa con le mele. La scorza dell’arancia dona un retrogusto gradevolissimo che ben si sposa col miele di acacia.

Adoro i dolci rustici con ingredienti  genuini, mi fanno sentire bene…mi fanno sentire a casa…mi rassicurano..e mi rincuorano…perché sanno di cose buone…

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Esistono dolci che ti riportano alle tue origini…alla tua infanzia..e la farina di castagne per noi toscani è alla base dei ricordi. Con le mele il sapore della farina di castagne  è smorzato e diventa molto più delicato.

Ogni autunno si ripete la magia del sapore della farina di castagne pastosa e dolce naturalmente.

Dentro quel sapore e quell’odore c’è ben altro…un odore interiore….un odore che ti riporta all’inizio della scuola…alla pioggia che batte sui vetri….all’inchiostro blu…alla compagna di banco..al Manuale delle Giovani  Marmotte…agli stivali di gomma rossi…

Un odore che parla dei nonni…del dopoguerra…del cibo che sfamava…

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Questo odore prende il sopravvento e ti parla di colori…di rossi …gialli…marroni…di arancio..di prugna…di ritualità …di pioggia…di umido…di bosco….di camini accesi…di legna che arde…di cantina con i grappoli di uva a seccare…con le mele nelle ceste…con il vino nelle botti…si aspetta il vino novello…si aspetta…

 La lentezza  oggi come allora….riporta il senso della vita e delle cose…l’intensità di essere..di esistere…padroni di se stessi…e del proprio tempo…capaci di godere i dettagli di un giorno che vola via veloce…

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Castagnaccio con le mele: ricetta per 6 porzioni

Farina di castagne  250 gr (fondamentale la buona qualità, ideale è quella della Garfagnana, deve avere una consistenza impalpabile ed un sapore dolce)

Zucchero di canna  facoltativo    2 cucchiai di miele di acacia (bio)

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Arance  1 (bio)

Olio extra vergine  delle colline lucchesi, monocultivar Leccino lucchese  ( 5 cucchiai da minestra )

Sale, acqua

Pinoli

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Procedimento

Mescolare la farina, il sale e lo zucchero e fare una pastella aggiungendo acqua fredda. Sbucciare e tagliare le mele a fettine, grattugiare la buccia dell’arancia, aggiungerle alla pastella e versare in una teglia (possibilmente di rame)  ben unta, aggiungere i pinoli e irrorare di olio la superficie .  Mettere in forno caldo (180°/200°) per 20 minuti circa.

 

Castagnaccio con noci, scorze d’arancia e rosmarino del mio giardino….

Questa è una ricetta tipicamente autunnale…

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 Mi piace questo momento…mi piacciono i colori che sono attorno a me, mi piace l’aria più pungente che si fa strada durante la giornata, mi piace questo cielo grigio, mi piace tornare con il plaid sul divano.

 Piccoli  rituali che mi  confortano e rassicurano…

Come questa ricetta, che sa di antico…della mia toscana… di sapori della mia infanzia….

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Ecco a voi un po’ di notizie…

Il castagnaccio, localmente conosciuto come neccio, baldino, ghirighio, toppone, migliaccio o patona, in base alla sua consistenza,   è una torta di farina di castagne tipica delle zone appenniniche di Toscana e Liguria. Si tratta di un piatto tipicamente autunnale, ottenuto con farina di castagne, acqua, olio extravergine d’oliva, pinoli e uvetta, con le consuete varianti locali che prevedono l’aggiunta di altri ingredienti, tra cui rosmarino, scorze d’arancia, semi di finocchio o frutta secca.

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Il castagnaccio è il tipico cibo da strada, anticamente era la merenda degli scolari. Il venditore girovago si piazzava davanti alla scuola all’ora della campanella e la distribuiva. Il castagnaccio è di origine contadina ed è un piatto povero, in quanto la castagna si raccoglieva facilmente e quindi poco costosa e nutriente.

Le prime notizie di questo dolce risalgono al 1500 e pare sia stato ideato da un certo Pilade da Lucca, a partire dall’800 si arricchisce di uvetta e pinoli e si diffonde nel resto dell’Italia.

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Accompagnamento ideale del castagnaccio sono la ricotta o il miele di castagno, il vino novello, o i vini dolci come il vin santo.

Io spesso lo accompagno con del passito di Pantelleria, che adoro particolarmente.

Ma passiamo alla ricetta…..

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RICETTA

Per 4 persone

250 gr di farina di castagne

30 gr di pinoli

40 gr di uvetta

2/3 rametti di rosmarino fresco

Olio extra vergine di oliva

Sale

Scorza di arancia

Noci

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PROCEDIMENTO

1)      Raccogliete la farina di castagne in una capiente ciotola unitevi un pizzico di sale, 3 cucchiai di olio e, poco alla volta, 3 dl circa di acqua tiepida, versandola al centro e mescolando man mano con una frusta ; se necessario, unite ancora un po’ di acqua , quanto basta per ottenere una densa pastella. Continuate a lavorarla in modo da eliminare tutti i grumi.

2)       Coprite l’uvetta di acqua tiepida e lasciatela ammorbidire per 10 minuti. Ritagliate un disco di carta da forno sufficiente a foderare una teglia di 24 cm di diametro; bagnatelo, strizzatelo e rivestite la teglia, quindi spennellatelo e rivestite la teglia, quindi spennellate il fondo e i bordi di olio.

3)      Accendete il forno a 180°. Versate il composto preparato nella teglia, distribuitevi sopra i pinoli, le noci, la scorza tagliata a dadini piccolissimi di arancia e l’uvetta scolata e asciugata, infine cospargete con gli aghi di rosmarino. Mettete la teglia in forno e cuocete il castagnaccio per 45-50 minuti.

Il castagnaccio a fine cottura deve risultare morbido, di un bel colore bruno e con la superficie percorsa da tante piccole ‘rughe’. Il segreto sta tutto nella qualità della farina. La migliore si trova in vendita in autunno: è impalpabile e di gusto dolce e non richiede quindi necessariamente l’aggiunta di zucchero.

Una variante del castagnaccio è costituita dai cosiddetti necci, piccole frittelle sottili di acqua e farina di castagne cotte sulla brace negli appositi testi di ferro, e gustate da sole o riempite di ricotta fresca. Posso assicurarvi che sono la fine del mondo…

(fonti: Wikipedia e Sale e Pepe)

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Con questa ricetta partecipo al contest di Colors and Food di Ottobre

e al contest di Menta e Cioccolato

quindi, last but not least, partecipo al contest de Le Beatitudini in cucina

Welcome autunno… salsiccette saporite con acini d’uva

L’autunno è arrivato…carico ..ricco di umido e di odore di muschio fresco… di funghi..di erba bagnata..di castagne… qua e là le viti iniziano a perdere il loro verde brillante… e i grappoli sono quelli meno rigogliosi..scampati alla vendemmia di settembre…

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Domenica mattina in Garfagnana… mi regalo una mattina… e avere del tempo significa anche e soprattutto condividere la semplicità… nel bosco… col sole che filtra fra gli alberi… incontri qua e là persone sconosciute che cercano funghi… o che vanno per castagne… ci salutiamo… qualche volta scambiano qualche battuta… funziona cosi  in montagna…

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Io semplicemente fotografo…e immortalo le sensazioni che provo in questi momenti di pace… fra la natura… il fiume che scorre pacifico accanto a noi… i castagni che iniziano a ingiallire… piccoli funghi  che spuntano dal sottobosco…tutto è poesia… e la musica migliore in sottofondo è quella dei ruscelli… silenzio..pace…

Qua e là ammassi di legna per l’inverno…qui picchia duro il freddo…la neve e il ghiaccio…

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Ci fermiamo a prendere un caffè..in un piccolo bar in una frazione di un paese… in realtà è una piccola alimentari… compriamo del pane di patate e del prosciutto della zona… la farina di castagne non è ancora pronta… ma un bicchiere di vino insistono per offrircelo… ve lo dicevo… gente sanguigna… vera… un gruppo di anziani gioca a carte e ci guarda di sbieco… fuori il sole è alto e ci scalda… respiro profondamente… voglio godermi questi attimi prima del rientro in città…

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Raccolgo dell’uva… gli ultimi acini… per la mia ricetta… le salsicce ce l’ho…il vino da abbinare è un Rosso di Montalcino del 2010…siamo affamati…mio figlio ci aspetta per pranzo a casa…

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Ricetta: Salsicette con acini di uva

–          Salsicce fresche di maiale (piccole non le ho trovate quindi le ho prese normali e tagliate a metà)

–          2 grappoli di uva bianca e nera

–          Una cipolla bionda

–          Brodo sgrassato di carne

–          Olio extravergine di oliva, sale e pepe

Preriscaldate il forno a 200°C. Adagiate le salsicce in una teglia, conditele con 2 cucchiai di olio extravergine, sale ,pepe e infornatele per 10 minuti. Nel frattempo pulite la cipolla e tagliatela a fettine sottili.

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Sgranate l’uva e fatela rosolare per qualche minuto assieme alla cipolla in  un tegame con poco olio e un pizzico di sale (ho usato Sale di Camargue adatto alle carni).

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Togliete dal forno le salsicce, unitevi l’uva e la cipolla, irrorate il tutto con del brodo di carne sgrassato e infornate nuovamente per 15 minuti, finchè il brodo risulta rappreso.

Sfornate e servite.

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Welcome Autunno….

Colgo l’occasione per informavi che partecipo al 1o  international link party de Le Passioni di Sara

– Con questa ricetta partecipo al contest Dolce e Salato di A Tutto Pepe e di Giochi di Zucchero

– Con quest aricetta partecipo inoltre anche al al contest Sapori d’Autunno di Beatitudini in Cucina

Coccole a tavola: cena estiva al profumo di miele e petali di rose

In agosto ho organizzato questa cena per degli amici… non molti… altrimenti mi ‘perdo’ nell’organizzazione dei posti a tavola ed i miei ospiti non starebbero comodi… e poi mi stanco meno e riesco a dedicarmi anche a tutti quei piccoli particolari che adoro…eh si…delle volte penso che la cena la regalo a me stessa… mica agli altri…tanto mi fa felice organizzarla e prepararla nei minimi dettagli…

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Dunque… la musica di sottofondo che ci ha accompagnato è stata tratta dal cd di Norah Jones…le note arrivavano dal salotto … ma noi eravamo sul mio terrazzo sul giardino che accoglie non più di sei persone…ed eravamo giusto in sei… Come aromaterapia avevo acceso la rosa…delicatissimo profumo che si irradia senza imporsi…metto un punto profumo in salotto e uno in bagno…sul lavandino ..con degli asciugamani piccoli per ospiti e dei fiori freschi in un vaso di cristallo  …mi piace che il bagno profumi di fresco e pulito… Come cotillon avevo preparato dei vasetti di miele biologico di diverso tipo…per la colazione del mattino successivo…o per cosa preferivano..avevo creato un pacchettino trasparente legato con uno spago rustico e un nastro a quadrettini grigio perla (colore ricorrente della tavola)!!! E ogni ospite li ha trovati sul proprio piatto quando si sono accomodati in terrazza!!! Il giardino lo avevo allestito per l’aperitivo/antipasto…con le sedie a sdraio intorno ad un tavolino apparecchiato con un asciugamano bianco candido antico con le cifre della mia bisnonna… La cosa importante le lanterne contro le zanzare…gli ospiti devono rilassarsi assolutamente  senza nessun tipo di fastidio…

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La tovaglia della tavola era di Blanc…bianca di cotone grezzo con dei ghirigori grigio perla molto delicati e con i tovaglioli simili….quindi il centrotavola l’ho scelto colorato con dei fiorellini multicolori …come l’estate richiede…tutto troppo soft mi annoiava….sotto al vasino ho posto uno specchietto rotondo che rifletteva i colori e che donava una cura in più al centrotavola…altri due specchietti rotondi accompagnavano il vasino con due portacandele in vetro rustico grigi opachi e leggeri…con delle candeline tono su tono…

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Per segnaposto ho utilizzato delle pere cosce..con uno spago e un bigliettino con su scritto il nome del commensale… sembra una banalità o un’inutile formalismo….ed invece è importante che ognuno appena arriva sappia  dove possa sedersi in tutta tranquillità…ovviamente prediligendo per me un posto mobile e comodo con la cucina…e per mio marito un posto utile per il salotto …postazione dei vini e liquori…

Sulle piante avevo messo alcune candele acquistate nel mio ultimo viaggio…quelle di vetro con candeline interne grigie..ed un filo metallico da poter appendere …

E sul balcone altre candeline ci accompagnavano con il loro bagliore caldo e soffuso…

Il menù della serata non aveva motivi ricorrenti…non sono riuscita a crearli….ma l’insieme era armonioso e leggero…odio cucinare cibi pesanti…le persone che siedono alla mia tavola devono stare bene anche il dopocena..e la mattina seguente..

Menù

Antipasto/aperitivo in giardino

Grissini acquistati dal fornaio con semi di sesamo , con crema di pistacchi e affettat grazie alla ricetta di  miele e ricotta

Tartine con caprino e mostarda di pere, grazie alla ricetta di semplicemente cucinando

con spumante Ferrari Magnum

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Primo

Cous Cous integrale con zucchine e fiori di zucchina e gamberi

Vino: Pinot Bianco 2012 Plattenriegel- Girlan

Secondo

Coda di rospo con sale ai petali di rosa

Con contorno di verdure del contadino saltate con pane ed erbe aromatiche

Vino: Chardonnay Bramito del Cervo 2011,  Castello della Sala -Antinori

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Pane integrale nero alle noci servito con miele di acacia bio e  pecorino del pastore con pere cosce e ovviamente noci da sgranocchiare assieme per esaltare i gusti accostati

Vino: Taurasi – Il Poliphemo 2007 – Luigi Tecce

Dolce

Mousse di lamponi freschi con Porto Sandeman LBV 2004

Caffè servito con baci di dama freschi

E poi ci siamo trasferiti di nuovo in giardino sulle sdraie per assaporare dei liquori e fumare in santa pace il sigaro cubano (stasera gli uomini hanno degustato un Ramon Allones Superiores del 2010 con Rum Nation 1995 Barbados) al fresco odore della betulla….

Spero vi sia piaciuta e che possiate attingerci qualche ideuzza per delle vostre serate…se così fosse mi fareste immensamente felice….

Un ringraziamento speciale a Roberto Giomi per aver fatto le foto prima, durante e dopo la cena.

Potete anche vedere il video di foto su youtube

A presto con nuove coccole…

Tutto l’oro della nostra terra… verdure sott’olio e passata di pomodoro

Mi piace conservare nell’aria i sapori dell’estate…so che fino alla prossima estate non li gusterò più…e allora li centellino e li gusto fino all’ultimo…

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Questa passione nasce senza dubbio da mio nonno Vito…lui era un contadino…nato e cresciuto nella campagna pisana..da una famiglia di contadini…gran lavoratore..conosce mia nonna Irene che non so perché abbiamo sempre chiamato Velia…mia nonna faceva la sarta del paese…bravissima…devo a lei la mia fantasia e creatività nei vestiti..che lei cuciva espressamente per me fino a che ha potuto..

Mia nonna era ambiziosa… e non voleva vivere in paese… le andava stretto… . voleva la città..e mio nonno che l’amava oltre misura andò a fare l’operaio a Livorno…era un uomo che rideva di gusto…alto…sanguigno…nonostante vivesse in città continuava ad amare la terra…e nel tempo libero nel suo giardino coltivava assieme ai fiori ..pomodori..zucchine..erbe aromatiche…diceva che erano troppo belli in giardino…ed era vero…

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La fattoria vera era un’altra… era quella di mio zio Vasco…che ospitava tutti noi….mio nonno in cambio lavorava la terra per lui nel fine settimana…nel dietro della casa c’era un orto da paura… con zucche enormi..e anche angurie…melanzane…pomodori di tutti i tipi…insomma qua dallo zio  non esisteva comprare quasi niente tutto si autoproduceva…nella parte adiacente alle cantine …dove in settembre il vino bolliva in enormi contenitori..c’erano gli animali…se pioveva la sera mangiavano le chiocciole in umido…(orrore!!) la mattina la sveglia per gli uomini era alle 4..e quando mi alzavo io loro mangiavano pane e formaggio con un bicchiere di vino….

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Quei sapori io non li ho mai dimenticati…mai avrei immaginato che quei sapori …la risata della zia Alda che gioca a briscola con me…o la pasta fatta in casa della zia Leda…o le polpette di mia nonna….sarebbero rimasti impressi dentro di me…non è facile per me scrivere di quel periodo…di loro non esiste più nulla se non i ricordi sbiaditi dal tempo…i colori dell’estate sono tinti da quei ricordi che riemergono oggi  nei campi sulle colline del Morianese (Lucca)…dove fra frutteti e orto…sento i profumi di quelle estati di bambina…è stata un’infanzia molto triste la mia…anche se ho tanti bei ricordi…ma questi sapori mi rendono serena.,..oggi quando torno a casa con i miei cesti di ‘oro’….sono appagata e so che ho fatto qualcosa di buono per me e per la mia famiglia…io metto sott’olio e non conservo…non mi piace e mi annoia la tecnica di conservazione..io non bollo i barattoli…ecc. ecc. …metto sott’olio per avere un contorno a portata di mano..uno sfizio sempre in frigo…”oro” della mia estate..ma ce lo mangiamo nell’arco di una settimana…anche il sugo di pomodoro…lo congelo in barattoli che poi scongelo nell’arco di un mese…non di più…vi dico come li faccio io…e vi giuro che avrete sempre un antipasto o un contorno pronto al volo…o un condimento godurioso e ricco per le vostre paste autunnali…di ritorno da scuola per i vostri figli…

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Melanzane

½ litro di aceto bianco  e ½ litro di acqua, scotto le melanzane senza buccia.Nel barattolo alterno le melanzane con l’ alloro, aglio , bacche di ginepro e peperoncino. Chiudo il barattolo oppure metto della pellicola sopra al contenitore e ripongo in frigo.

Zucchine

1/2 litro di aceto bianco e ½ litro di acqua, scotto leggermente le zucchine che restano croccanti quando saranno addentate, ci lascio spesso anche i fiori di zucca puliti dal pistillo. Menta, prezzemolo, timo, nipitella, aglio e peperoncino.

Peperoni

Scotto i peperoni sul fuoco, ci tolgo la pelle e li taglio a striscioline. A questo punto li alterno nel contenitore con nipitella, timo e aglio.

Passata di pomodori (di tutti i tipi, anche mischiati fra loro)

Olio buono con cipolla, aglio, sedano, carote (tutto del contadino) con basilico del mio giardino. Soffriggo aggiungendo anche un pochino di acqua (così utilizzo meno olio). Poi aggiungo i pomodori tagliati a pezzi con sale , pepe e origano fresco (sempre del mio giardino). Quando è pronta la lascio raffreddare e la metto in barattoli di vetro che poi congelo .

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Fagioli al fiasco… sapore e profumo della mia Toscana

Questa ricetta la dedico in assoluto a Mauro…
erano anni che non la facevo… e l’ho sempre fatta quando lui era invitato..Mauro è amante dei sapori veri..quelli della terra…quelli che ricordano le nostre comuni origini ..quelli della campagna pisana..stupenda..brulla… ricca… forte…

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E Mauro assomiglia alla sua terra d’origine..schietto..diretto…pungente….adora la mia cucina…e io adoro cucinare per lui…perché prende tutte quelle sfumature di sapori e odori che nessuno percepisce..ma lui le apprezza e se le gusta fino in fondo…
E cosi dopo anni …. eccomi a casa.. fine agosto ..col sole che filtra dal terrazzo…un sole con sfumature diverse…settembrine….mi piace da morire questa luce… doso i fagioli appena sbucciati…vado in giardino a raccogliere la salvia fresca…aglio…fleur de sal…ed il gioco è fatto…inizia la cottura…il rito…e già il profumo si spande per la casa..profumo di buono..di antico…

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I fagioli cucinati in questo modo e cioè nel ’ fiasco’ sono tipicamente toscani…è un procedimento lungo..ma non difficile..o meglio l’unica difficoltà sta nel tempo di cottura giusto….
Io la faccio con alcune modifiche personali ..ad esempio uso fagioli freschi…quelli secchi li trovo troppo pastosi…li uso poco anche in inverno..anzi ora che ci penso..proprio mai…
congelo in sacchettini i fagioli (come i piselli) quando è il loro tempo…freschissimi..la sera al ritorno dal mare …dopo cena …mentre guardo un film..mi metto seduta sul divano e lentamente li sgrano…non è un piacere infinito…ma è un rituale e so che durante l’inverno li assaporeremo intatti nel loro gusto originario!
Prima di tutto dovete acquistare il FIASCO…dopodiché uno spargi fiamme (fondamentale per il fiasco).

INGREDIENTI PER 6 PERSONE
– 500 gr di fagioli cannellini freschi
– 8 foglie di salvia
– 1 spicchio di aglio
– Olio extra vergine di oliva
– Sale
– Pepe

PROCEDIMENTO
Sciacquate velocemente i cannellini.
Prendete un tipico fiasco toscano. Lavatelo e versatevi i fagioli sciacquati , le foglie di salvia strofinate con un telo umido, 5 cucchiai di olio extravergine di oliva, 20 g circa di sale e un pizzico di pepe macinato al momento. Profumate con uno spicchio di aglio sbucciato e schiacciato, quindi riempite d’acqua fino a raggiungere trequarti del fiasco.
Mettete il contenitore sul fuoco protetto da uno spargifiamme. Tappatelo con un batuffolo di cotone idrofilo. Io sinceramente non tappo per niente…mi piace sentire l’odore e la cottura non ne risente affatto..mi sembra che i fagioli siano liberi cosi di sprigionare il loro sapore appieno.Fate cuocere i fagioli per circa 3 ore (il contenuto del fiasco raggiungerà l’ebollizione dopo circa 1 ora)lentamente e a fuoco basso.
Quando i fagioli saranno cotti prendete il fiasco con molta attenzione, riparandovi le mani con un canovaccio spesso, quindi togliete il batuffolo di cotone e rovesciate il contenuto in una terrina, scuotendo energicamente la bottiglia. Condite i fagioli con altro olio extravergine di oliva, poco sale e, a piacere, con pepe macinato al momento.

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CONSIGLIO:
Ottima la zuppa lombarda,fatta con pane toscano a fette tostate e sopre ci strofinate dell’aglio. Dopodichè le mettete in un piatto fondo e sopra ci versate l’acqua di cottura dei fagioli con i fagioli. Una spolverata di pepe macinato al momento un goccio di olio buono ed il gioco è fatto. In inverno è un piatto unico eccezionale, nutriente e veramente confortante.

Sorbetto alla pesca e basilico

Dopo cena estivo con Alessandra… collega e amica storica…

si parla di tutto e di niente… spesso dei figli… che crescono assieme a noi.

Penso a qualcosa di fresco e di accogliente… a lei piacciono le cose leggere ed originali…

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Semplice, di buon gusto, mai troppo appariscente è cosi che si presenta alla mia porta in una sera di luglio… leggermente abbronzata dal sole dell’Elba… Capoliveri la sua seconda casa…

Provo questa ricetta salutare e leggera..chissà… con Ale posso fare esperimenti… con lei mi sento a casa… e se facesse schifo?? Una gran risata e saremmo uscite a comprarci un gelato..

Ma ci tengo che lei sia contenta…

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Il pomeriggio mi ostino a fare ricerche sul web… esco a comprare le pesche dal contadino in collina… aria condizionata… musica in sottofondo… sono pronta… parto con la ricetta…

un successo…

Ale mangia lentamente assaporando questi sapori …

Ed è diventato il sorbetto alle pesche di Ale…

Effettivamente è davvero buono… il basilico è eccezionale con lo zucchero… una ricetta per caso…una ricetta da rifare… e ve la posto per assaporarla nelle sere estive… da condividere con chi volete bene… perché è semplice ma ricercata… e farete trasparire la cura del particolare nella quotidianità..

Secondo me cura e attenzione nello scegliere una ricetta denota quanto amore mettete nel prepararla a chi volete bene… e si sa… se mettete amore nel cucinare … la ricetta porterà amore a chi la assaggerà!!

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Ingredienti:

5 pesche gialle

il succo di 1/2 limone

150 ml di sciroppo di zucchero

alcune foglie di basilico

Ingredienti per lo sciroppo di zucchero:

200 gr di zucchero

200 ml di acqua

Procedimento:

Per prima cosa dovete preparare lo sciroppo, sciogliendo lo zucchero nell’acqua e mettendolo sul fuoco finchè non è perfettamente limpido. Con queste dosi si ottiene più sciroppo di quello necessario per la ricetta, il rimanente potete conservarlo in frigo in un barattolo di vetro per altre preparazioni. Lasciate raffreddare lo sciroppo e nel frattempo lavate, sbucciate e tagliate a pezzetti le pesche, spruzzandole con il succo di limone. Frullate le pesche con 150 ml di sciroppo, aggiungete il basilico spezzettato con le mani in piccolissimi pezzi e versate il tutto nella gelatiera azionandola secondo le istruzioni. A me non viene bene nella gelatiera…quindi uso il congelatore da subito.

sorbetto primo piano

Crema di zucchine con gamberi all’aroma di timo e menta

Sono sotto l’ombrellone…
squilla il cellulare…una musichetta melodiosa mi riporta alla realtà..esco dalle parole di un libro e rispondo …un po’ assonnata
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Mio figlio torna da una vacanza a Malta…  mio marito torna dalla Germania per lavoro…entrambi mangiato da schifo… entrambi tornano con voglia di cibo decente … verdura..frutta fresca…
Eccomi proiettata nella realtà… guardo il mare davanti a me… ho voglia di cucinare qualcosa per loro di salutare..con del pesce..

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Sono contenta che tornino… anche se la mia libertà è impagabile…
Socchiudo gli occhi e l’odore di salmastro mi inebria..è l’odore che conosco meglio …è l’odore del mare..io sono nata in una città di mare..e il mare mi ha sempre accompagnata …
La prima cosa che mi viene in mente è la crema di zucchine…le creme piacciono a tutti ..anche ai piccolini che non mangiano verdure..e poi le zucchine hanno un sapore delicato..impossibile resistergli!!!
Ottima per antipasto leggero …
Ma quando non ci sono cene particolari la uso come primo piatto …un modo estivo e pratico di mangiare verdure…quando torniamo dal mare..la cremina è lì pronta in frigo per essere scaldata e tiepidamente gustata!
Io adoro i gamberoni freschi….non quelli piccolini e striminziti..molto chic…ma poco sostanziosi..addentare i gamberoni freschi…è una libidine..

essere in vacanza vuol dire avere TEMPO per poter curare i dettagli…andare al porto per prendere il pesce o dal contadino per le zucchine…di solito vado in pescheria in città…e bon…finisce lì…

foto 4[1]
E cosi stasera accenderò le lanterne sul terrazzo ….metterò la tovaglia provenzale…e nelle coppette color lavanda servirò la crema di zucchine con i gamberi … del Fiano di Avellino fresco accompagnerà il tutto..

foto2[1]
Un fiorellino in tavola….per sottolineare che non è una serata banale..o qualsiasi..stasera è tempo di rientro..
Stasera siamo a casa..stasera E’ casa…stasera è festa sul mio terrazzo!!!!

foto 5[1]

Ingredienti :

          Mezza cipolla fresca di tropea

         1 aglio

         Prezzemolo

          Timo fresco

          Menta fresca

          Sale e pepe

         10 zucchine piccole con fiori di zucca

          2 patate medie

olio extravergine di oliva qb

Procedimento:

Far soffriggere la cipolla con l’aglio, aggiungere prezzemolo , menta e timo.

Dopodichè  inserire nella pentola le zucchine e le patate tagliate a tocchetti con sale e pepe.

Lasciar sfrigolare e leggermente colorire e poi aggiungere acqua, circa un litro.

Quando con la forchetta sentirete morbide le patate,  aggiungete i fiori di zucca.

Frullare il tutto.

Saltare i gamberoni con olio, limone e pepe rosa.

Aggiungere i gamberi  nel momento che la crema è tiepida e servita nelle coppette.

Non dimenticate di aggiungere o menta o timo o prezzemolo alla presentazione in tavola.

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Con questa ricetta partecipo al contest RICORDI DI VIAGGIO del blog il cestino da pic nic

ricordi di viaggio

http://www.ilcestinodapicnic.com/2013/06/primo-giorno-destate-con-un-nuovo.html

Una coccola in compagnia

Domenica scorsa siamo andati a Campagnatico (Grosseto) in occasione di un evento importante…

la ricorrenza dei pannelli solari (niente di che..un piccolo appezzamento di terra) che mio marito ed un suo amico storico hanno creato… credendoci contro tutto e tutti..soprattutto  contro la burocrazia italiana..

Ce l’hanno fatta..credendo in energie pulite per i loro figli…lasciando un testimone della loro civiltà ..della loro onestà… intellettuale e morale…

Festeggiavamo insieme agli altri amici partecipi del progetto e ai nostri figli grandi..che per l’occasione sono venuti anche loro sensibilizzati dall’evento ‘importante’… si sono sentiti investiti nel futuro… il loro!! E per la prima volta ho visto due giovani uomini ..con i loro sogni, ma anche con le loro certezze…ho sorriso osservandoli..da piccoli erano cosi diversi…ma avere 18 e 19 anni..li accomuna quel senso di ‘onnipotenza’ che solo a vent’anni possiedi..quando tutte le possibilità della vita si aprono davanti a te come un ventaglio… pronte a coglierle…

Non torneranno mai più quelle possibilità e soprattutto quell’energia di credere che il mondo è lì per te..e che puoi possederlo..farlo tuo…pronti a tuffarsi nelle loro esperienze universitarie…fra dubbi e certezze…hanno la consapevolezza delle loro possibilità..

 Abbiamo festeggiato due ere diverse..e mi ha fatto uno strano effetto..in fondo era solo ieri l’altro che mi sentivo in quel modo..ho solo diverso l’aspetto fisico…i capelli..e un po’ meno energia..ma i pensieri …me li ricordo tutti come se fosse ieri….

Un sorso di vino fresco …respiro profondamente….

Sono felice che nostro figlio sia fiero di suo padre…sia fiero dei suoi 18 anni..sia fiero di se stesso…

Adesso è il suo tempo…

 locanda 1[1]

Stupendo panorama immerso nelle colline.. la zona brulla e verdeggiante crea un contrasto talmente bello che la natura la fa da padrona in questi luoghi…è la toscana…con le sue colline..i suoi vigneti!

 locanda 4[1]

Abbiamo preso l’aperitivo alla CANTINA PIEVE VECCHIA, una cantina modernissima..con vetrate che ti immergevano direttamente  nei vigneti. Abbiamo visitato la cantina…

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E degustato l’aperitivo con grissini e focaccia casalinga utilizzando l’olio della tenuta.

  locanda 2[1]

  Tramonto spettacolare..…inseriti in un panorama mozzafiato..sorseggiando del vermentino fresco…mi son dimenticata di tutto …ed ho assaporato quella serenità che solo la natura sa donarti…

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Dopo siamo andati a cena in paese..un piccolo paese arroccato e scavato nelle colline: Campagnatico.

La Locanda del Glicine è un posto delizioso… ha un fascino discreto e a modo suo elegante…  all’entrata un rigoglioso glicine e tutti gli accessori della mise en place sono rigorosamente dipinti a mano con il simbolo del glicine… le portate sono molte e mignon (come piacciono a me) servite con gusto e seguendo le regole dello sfruttamento del luogo…quindi tutti alimenti a km zero…verdure, carne, farine, olio, pasta, ecc. tutto selezionato delle migliori qualità del territorio grossetano.

Gli antipasti sono stati serviti con dei piccolissimi fiori di malva e di altre erbe : deliziosi e romantici. Lo chef Daniele ci è venuto a salutare personalmente, l’ho trovato molto cordiale e ho apprezzato che sia venuto a conoscerci.

Per vostra fortuna non avevo portato la macchina fotografica  al ristorante e quindi vi metto il link della cantina e del ristorante (i proprietari sono gli stessi della cantina e della locanda) , magari qualcuno può essere interessato

….chissà..mai dire mai…se passerete da quelle parti..fatevi coccolare con i fiori dello chef Daniele , con i prodotti della zona cucinati sapientemente ad arte  e con i magnifici paesaggi toscani….

Alla prossima coccola…