Una sera di Maggio e il mio babà dell’amicizia…..

Mtc ha lanciato la sua sfida…B A B A’…. sontuoso… ricco… barocco…

Lo immagino al centro della sala da ballo del Gattopardo… quando la Cardinale volteggia con il suo abito bianco… bellissima…intensa…leggiadra

i Borbone… un meridione con gli occhi da lupo..intensi e profondi…

In realtà le origini del babà vanno collocate in epoche lontane e, soprattutto, in terre straniere…..

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La storia del baba’ , che qui vi riporto brevemente ripresa dal sito biobaba,  e’ lunga e affascinante…. nasce in Francia nel ‘700 grazie a Stanislao Leszczynski re di Polonia e suocero di Luigi XV…un re appassionato di cucina e soprattutto di dolci della tradizione austriaca (come dargli torto?)…leggenda vuole che il babà sia nato proprio da una rivisitazione dello strudel …..pensate che per richiamare note dell’oriente (altra passione del re) veniva usata uvetta di Corinto e di Smirne e zafferano nell’impasto…e sulle scia delle Mille e una notte e di Ali baba…che il re ideò il nome BABA…

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Questo dolce impiegherà quasi settant’anni per arrivare a Napoli….

Che storia affascinante… quanta maestria dietro… quanti esperimenti e saper fare…

L’insediamento ufficiale è nel manuale dell’Angeletti, cuoco di Maria Luigia di Parma (1836). Per molto tempo resterà, quindi, un dolce delle cucine aristocratiche e solo dopo l’Unità d’Italia arriverà nelle pasticcerie, privato definitivamente di una componente (i canditi), aromatizzato e bagnato…

 

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E cosi mi sono cimentata per la terza volta nella mia vita in un babà… avevo fatto un corso anni fa e la ricetta prevedeva l’utilizzo di patate per rendere più morbido l’impasto…la ricetta della nostra insegnante era stata tratta dal libro “La vera cucina di Napoli” di J. Carola Francesconi…..il corso si basava sulla cucina delle feste natalizie..e fu per un natale di anni fa che mi cimentai nel mio primo babà…lo riempii di crema chantilly al centro e con fette di arance candite morbide disposte sul dolce cosparso di chicchi di melograno….un tripudio dei sensi… posso assicurarvelo…

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Questa volta l’ispirazione mi è venuta da una cena che ho fatto lo scorso venerdi con amici carissimi… ho colto l’occasione per una cena che semplice non era… a causa della ricercatezza di un vino unico, sia per la sua importanza oggettiva  che per il ricordo che esso rappresentava per me… gli stessi amici di questa sera me lo portarono piu’ di vent’anni fa’ quando vivevo sempre sulla montagna pistoiese… tale bottiglia ha girato  con me passando di cantina in cantina…d casa in casa… ha visto nascere nostro figlio…

Lui è stato il protagonista l’altra sera…

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le pietanze hanno girato come un satellite attorno ad esso… serviva un dolce altrettanto all’altezza della cena…..quale miglior dolce di un babà???

A questo punto è scattata la ricerca dell’allestimento…che secondo me è tutto in una ricetta…come lo presenti è di fondamentale importanza…ho comprato delle rose e mi son lasciata ispirare…avrei voluto dei petali…tanti infiniti immensi petali ovunque…ma c’era molto vento e la fotografia non si poteva certo fare….ho aspettato gli ospiti per condividere con loro la foto…i pannelli..e anche il set…che ho lasciato scegliere a loro per coinvolgerli nel mio mondo…in quello che vivo e per renderli una volta di piu partecipi con me del mio blog…hanno scelto il giardino…il verde…la bottiglia antica di mia suocera per il rum..e i bicchierini e i piatti di mia nonna…le forchette d’argento lineari…

è stato come tornare bambini e giocare assieme…

loro che mi leggono dalla Svizzera..stavolta hanno visto come nasce un post….

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il dolce è proprio come lo volevo io….sontuoso ricco e barocco… elegante per una cena importante …il lucido era assolutamente perfetto…per la mia idea di lucidità di un babà…il rum non era troppo intenso…e con la chantilly si sposava a meraviglia…una goduria pura…

ci siamo divertiti e abbiamo riso facendo le foto…e ce lo siam goduto nel dopo cena…mugulando di piacere..ad ogni morso…

non mi interessa gareggiare..non mi interessa vincere..

invece mi interessano gli stimoli e la gioia nell’attuarli…e come in questo caso…il babà è stato fonte di lavoro ma anche fonte di gran divertimento e condivisione….

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Ringrazio una persona in particolar modo…che mi ha procurato le fragoline di bosco e mi ha aiutato nell’allestimento di un baba ingestibile e debordante…la dolce  e cara Sandra  senza di lei non sarebbe stato possibile questo splendore…lo so me lo dico da sola ma sono troppo fiera…

protagonista assoluto di una cena in una sera di maggio all’odore di rose e rum…risate e ricordi…

 

Con questa ricetta partecipo alla sfida di Maggio, la n.39 dell’ MTC CHALLENGE…

Per la ricetta ho seguito esattamente le dritte di Antonietta  del blog La trappola Golosa

Unica eccezione ho usato il mio nuovissimo KA….

Per la chantilly ho usato la proporzione di mezzo litro di crema pasticcera con 200g di panna montata non zuccherata….

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Dietro le quinte…..

Perdonate le inquadrature …… ho avuto difficoltà a concentrarmi e a non fare le foto mosse ….perchè ridevo….e c’è voluta tutta a gestire tre buone forchette affamate davanti a un Babà…..

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mi sono divertita come una pazza…

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questa la documentazione ….

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il disastro di troppa lievitazione……..

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la massima goduria….intingere le dita nella chantilly….

gran cru 1992

…la bottiglia protagonista della cena …..

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Un brindisi a tutte voi che passerete di qua a leggermi….buon fine settimana…

 

Il senso di un viaggio… di un incontro… nel cuore della Francia occidentale

Il senso del viaggio è quel punto di incontro fra ciò che provi interiormente e quel che oggettivamente ti circonda… in quel momento  le dimensioni del viaggio interno e quello esterno… che spesso corrono come due percorsi paralleli… trovano un punto di convergenza… la consapevolezza di un contatto intenso tra ciò che è dentro e ciò che è fuori… di te…

il resto è dentro il tuo trolley… le immagini scorrono e cerchi di fermarle con la tua reflex… un aereo… davanti a te un taxi… un tramonto sbiadito ti fa amare ancora di più il luogo dove ti trovi e dove esattamente vorresti essere..respiri forte… qui… ora..

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Francia centro-occidentale… il sole tramonta più tardi e la mattina si alza conseguentemente più tardi… altri ritmi legati alla luce del sole…

Arrivo a Parigi Orly destinazione Etampes (regione Ile de France, dipartimento dell’Essonne)… bed and breakfast   …   sapremo solo dopo la storia del nostro bed and breakfast… casa tipica di questa zona rurale della Francia del 1800 francese…

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Visitiamo il paese…case in pietra caratteristiche…nella vecchia piazza del mercato contadino c’è il cuore pulsante del luogo… la scelta per la cena cade su  questo piccolo locale Bar a tapas ‘Chez Yo‘…entriamo e le persone all’interno si zittiscono…non siamo del luogo e questo locale è un punto di ritrovo..colori pastello e bottiglie di buon vino ovunque….si presenta il patron…iniziamo ad ordinare in inglese…subentra in aiuto una ragazza seduta ad un tavolo accanto…sedie alte … pochi tavoli  verdi laccati…

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Alla fine un sospiro di sollievo…’Ohhhhh… Siete italiani BON!’…un gran sorriso…ed è subito empatia…

E’ l’inizio di una serata surreale..di quelle serate che danno il senso del viaggio..dell’incontro…di quelle serate che io e mio marito amiamo di più e che ci riportano indietro nel tempo..quando viaggiavamo in moto ed eravamo solo più giovani…più idealisti…e conoscevamo persone che mai più avremmo incontrato…

Musica americana in sottofondo..Yo si scusa..’sono giovani…’ sorride e guarda i ragazzi nel suo locale…un’espressione carica di complicità e di affetto verso i suoi clienti…a noi piace.…siamo stanchi e affamati nessun menù..ci affidiamo a lui… qui esiste solo il ‘plat du jour’… e stasera è la volta del piatto di ‘charcuterie et fromage’…ci spiega dettagliatamente nel suo italiano francesizzato…la provenienza dei salumi (d’Auvergne, du Jura) e dei formaggi provenienti da  Pethivien una zona a circa 30 km da Etampes… formaggi tipici con latte crudo,  sale francese e pepe, conservato nella paglia o nel legno, di capra…

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Yo è allegro… vitale… solare… autentico… racconta di sua  sua madre…  italiana… ’delle Cinque Terre’… esclama orgoglioso e fiero…

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Ci sentiamo a casa..siamo a nostro agio… il vino inizia a scorrere…

I ragazzi che stavano in silenzio..iniziano a prendere confidenza o forse solo ad ignorarci…ridono..parlano a voce alta… il vino rende tutti più disinibiti…

Entra un signore d’altri tempi…con un cappotto classico di loden verde… Yo  lo presenta orgoglioso… è un famoso ex cantante lirico dell’Opèra… purtroppo parla rigorosamente francese… e la conversazione si interrompe dopo un po’….

Una ragazza bionda balla e ride sguaiatamente…

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Iniziamo con sott’olii della zona… un bicchiere di De Bergerac – Chateau les Andrieux ci fa compagnia…

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Il nome reale di Yo è Lionello… ci racconta la sua vita… il suo paese…davanti al suo locale un tempo andato c’era l’antico mercato degli animali… qui confluivano da tutta la Francia per acquistare animali da fattoria proprio nella piazza davanti al suo locale..Place St. Gilles…

ci offre la baguette traditionalle ..diversa dalla classica baguette…quasi  scura…la farina è più densa e corposa e la lievitazione è di 24 ore anzichè 12 ore (per quella classica)…. in questa zona  il grano è di ottima qualità…le tradizioni antiche si respirano ancora…le sento…si percepiscono…e tra una lievitazione..un aperitivo antico…ancora oggi in uso…il ’byrra’…

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marsala e birra…ci racconta il suo grande amore…Carla…(alla francese..Càrlà) nata anche lei da madre italiana e delle 5 terre come lui…bionda occhi verdi…bellissima…

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Yo si innamora perdutamente di lei…ci mostra la sua foto sbiadita dal tempo….piange Yo…Carla è andata via..un male che non perdona l’ha portata lontano da lui….un male terribile….

Mi commuovo anche io e gli stringo forte le mani…mio marito cambia repentinamente argomento…ancora un bicchiere di vino..brindiamo…c’est la vie…qualche foto..ci scambiamo gli indirizzi…’scriverò di te ..te lo prometto..’ e cosi vi ho fatto conoscere una bella persona..in un luogo a me sconosciuto dell’ovest della Francia contadina…

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Una faccia ancora nuova di questa Francia che amo e che ancora oggi mi trascina nel suo vortice…questo vortice che mi accompagna da anni..nei diversi periodi della mia vita..una Francia che grazie a dio partorisce persone come Yo…impensabili in Germania…o in Finlandia….persone calde…vere…sincere…che sanno ridere di gusto e commuoversi …

Una Francia che si ripete …con persone che amano il buon cibo..il buon vino…una Francia accogliente…chic in ogni sua sfumatura…stupenda…colorata…profumata….

mi piacerebbe invecchiare qui… comprando baguette ..bevendo del buon vino…chiaccherando allegramente….facendo la spesa al mercato locale…

avere dei fiori alla finestra…

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In fondo la vita…è questa….e risiede nelle piccole  soddisfazioni..che si ripetono ogni giorno..dandoti il senso della vita…e della gioia di vivere… affinchè ogni giorno sia degno di essere vissuto e assaporato intensamente…

Street food ….mare…panettoni ….e..molto altro….

Guardo le fotografie ..e rivivo la giornata a S.Vincenzo….

Barbara  mi invita ad un evento per il 28 Dicembre non lontano da casa nostra…perché no? E così io e mio marito andiamo…

Bellissima giornata…sole tiepido sui dolci pendii delle colline livornesi….macchia mediterranea  ovunque…in 1 h arriviamo da Lucca….

ci accoglie  una luce strana..tramonto e nuvole assieme…una luce aranciata pervade il porticciolo…

Armata della mia Nikon cerco di non farmi sfuggire i dettagli… i colori…la luce….

l’odore del mare mi inebria….sono nata in una città di mare e il mare è dentro di me…una pace interiore mi avvolge …il vento mi spettina….socchiudo gli occhi e respiro forte…

un pescatore in lontananza mi emoziona …

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Arriviamo al Salino  una piccola osteria deliziosa davanti al mare…gestita Francesco e Sabrina … allegri..solari…le chiacchere non si risparmiano…e si vede che il lavoro che fanno lo fanno per passione…ecco PASSIONE  potrei dire che è la parola chiave di questo street food…si percepisce il piacere di aver organizzato un evento …e si apprezza di più quando vieni coccolato e accolto ….

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Fuori sotto un gazebo …è allestito lo stand per lo street food…mi accoglie Camilla…la figlia di Barbara…un manto di capelli morbidi…un sorriso tenero e determinato assieme…parliamo…e intanto degustiamo tre diversi  tipi di panettone Loison..ai fichi…allo zafferano e liquerizia…al limone….OTTIMI…

Tutta la famiglia di Barbara è presente ….sono qui per una mini vacanza..ma per Barbara non esiste vacanza..o meglio lei è riuscita a far di una passione un lavoro…si è reinventata….e si avverte che è realizzata in ciò che fa…

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La degustazione del pomeriggio è accompagnata  principalmente dalla birra artigianale De Neri  …che la produce artigianalmente Francesco… in Maremma  …lui è il mastro birraio  …in realtà non avevo ben capito inizialmente le parentele….gli intrecci vari…ma piano piano ci sono arrivata…

La degustazione del panettone Loison viene seguita personalmente da Barbara…accosta sapori dolci e salati… panettone grigliato caldo con pecorino..prosciutto…scagliette di albicocche secche…spicchi di fichi essiccati…divini!!!

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Il vin brulè non poteva mancare…caldo..fumante…speziato…si continua con risotto al panettone….il dolce dell’uva sultanina sprigiona tutto il suo sapore con il chicco di riso…squisito…caldo …avvolgente….più che street food…lo chiamerei comfort food…

E si finisce con tre tipi di dolci…sempre a base di panettone… castagnaccio caldo con gelato di panettone (da urlo)…birramisù …e crumble di mele …il particolare di questi dolci risiede nella croccantezza perfetta delle mele…nella cremosità ideale…nella pastosità dei sapori… il tutto accompagnato da vino a fiumi bianco e rosso…

Francesca  la proprietaria …è una donna vitale…senza troppi orpelli…un sorriso che la caratterizza… ci viene incontro e si presenta…solo alla tenuta  ho intuito realmente chi possa essere Francesca..ma solo intuito…c’è molto di più dietro….ma col tempo …capirò…anche se non è importante spesso capire…importante è percepire ..accogliere….godere di ciò che ti viene offerto direttamente o indirettamente … stare bene…

Alla fine della serata si raggiunge  il relais Poggio ai Santi ….si sale in collina…

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Ecco trovarsi bene in un luogo..sentirsi a proprio agio…sentire gli odori di una storia antica…cogliere il senso di un luogo…la libertà interiore….il non essere convenzionale…il senso dei viaggi…la cultura a tutto tondo…l’apertura…l’arte dell’ospitalità…dare un senso alla propria abitazione…questo ho respirato a Poggio ai Santi …la sera ..per un caffè davanti ad un accogliente camino…godendo della piacevole compagnia di Dominique…un uomo straordinario…con una vitalità negli occhi che difficilmente ho trovato altrove…amante del mare….cittadino del mondo…

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Gli input sono stati davvero tanti…una luce intima e calda….ovunque…zucche…pigne…edera…conchiglie e rami che parlano dell’amore per il mare….per la terra…una ventata di Natale…fra i tavoli antichi….armadi…comò…e tanti bauli e valigie di famiglia…stupendi….dedali di scale in cotto che portano ad ambienti nascosti…dove si respira la cura…del dettaglio in ogni cosa…non so più cosa fotografare…io che adoro il particolare…mi perdo…in questo luogo respiro l’anima e la filosofia che è mia….e che confluisce a ciò che io identifico con la coccola…quella coccola per l’anima…che è alimentata dal bello..dalla cura    di sè come concetto filosofico per dirla alla Foucault… dal calore…dall’essenza di chi la abita e ospitando permette di condividere lo stesso senso della vita…

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Siamo tornati a casa…pieni…pieni di un sabato sera denso..di stimoli…di prossime iniziative…di sapori nuovi…e con la certezza che adesso sappiamo cosa fare dei nostri panettoni avanzati…

di incontri interessanti… mai banali…con la consapevolezza che torneremo in questi luoghi magici…

trovando l’occasione per vivere qualcosa di particolare ..originale e unico

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Christmas time…

Ieri sera scambio di regali… e di auguri con amici cari… volevo stare assieme a  loro con tutta calma… quella calma e quel tempo che spesso rincorro….affannata… sembra spesso che tutto sfugga…

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e spesso riappropriarsi dei propri spazi e dei propri tempi diventa di vitale importanza…

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La mise en place era sui toni dell’avorio e panna…quest’anno il color neutro mi rilassa….e mi fa vedere tutto candido attorno a me!! alla finestra ho messo dei bulbi  di giacinti…in casa orchidee…e sul tavolo degli amaryllis…

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il servito di mia nonna….che adoro…cosi delicato…e d’altri tempi…mi riporta con la mente ad altri giorni di Natale…

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le candele ….fanno da cornice alla magia del natale…

Menù

Aperitivo:  mandorle tostate con  sel de fleur della camargue   e  pepe di Sichuan macinato fresco   (ricetta di Pane e burro )  , tarallini al finocchietto selvatico, spumante italiano FERRARI

Antipasto : alzata di sfoglia con salmone (e uova di lompo)  (ricetta di Csaba , Fashion food)

Primo : risotto semintegrale con erborinato, mele e cannella (ultimo numero di Sale e Pepe)

Secondo : coniglio in terracotta e insalata della buona sorte (con melograno e noci) (ricetta di Csaba, Merry Christmas)

Vino: Pinot Bianco altoatesino GIRLAN

Frutta e dessert: Agrumi biologici, frutta secca e  Pandoro caldo della mia pasticceria preferita… Sandra….    con orange curd (ricetta della Greg)

ed ecco qualche foto fatta dall’amico Roberto con la mia Nikon mentre servivo in tavola…

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La cena si e’ conclusa con l’immancabile sigaro degli uomini (cubano Por Larranaga – Petit Corona) accompagnato da rum Ron Zacapa gran riserva 23 anni e whisky Laprhoaig 10 anni…

musiche in sottofondo… Mario Biondi Christmas e John Legend…e per finire  il video che sempre il mitico Roberto mi ha donato dopo aver fatto le riprese ad una cena estiva…di cui vi avevo già parlato qui   …

Che ve ne pare?

Alla prossima…

Risotto alle pere con ragù di salsiccia alle erbe aromatiche

Ho deciso il mio comfort  food  in assoluto è il risotto.

 E’  un cibo che mi fa stare bene, che evoca un senso di famiglia e di casa, di infanzia, di coccole, di mamma e di nonna.  Da che ho memoria…me lo cucinava mia madre…ricordo il mitico risotto al nero di seppia….e me lo cucinava mia nonna….… bravissima in quello di fagioli e salvia…ricordo bene …. che entrambe me lo cucinavano perché  era il mio piatto preferito…

me l’ero dimenticata…

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Adesso me lo cucino…e ho compreso che è lui il mio cibo confortevole e confortante…che mi dona calore, tenerezza e sicurezza….

 soffriggo la cipolla o lo scalogno…lo sfrigolio mi fa già stare bene…mi rasserena…aggiungo qualche erba dal giardino…. ed ancora metto  gli ingredienti…lentamente…uno ad uno….facendo il movimento tipico delle mani che gettano le verdure dentro la pentola….un gesto che trovo femminile e sensuale…

Lascio cuocere ancora e verso  il riso carnaroli…quello che tiene meglio la cottura…quello che ti da l’assoluta certezza che il tuo risotto sarà un ‘signor risotto’..

no … non si può cucinare velocemente…il riso ha bisogno di tempo per sprigionare una  morbidezza vellutata  dal suo chicco…per rendere il condimento cremoso e unirsi ad esso in un tripudio di voluttuosità  delicata e carezzevole….

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In passato ho provato a cucinare il risotto con le arance o le fragole…aggiunto chicchi di melograno….ma mai  avevo provato la versione con le pere…

Sollecitata dal contest…ho voluto provare….ed è stato amore a prima vista….

Il risotto con le pere  è avvolgente e delicato  grazie anche alla robiola che amalgama il tutto…

e il ragù di salsiccia gli dona una marcia in più …rendendo il suo sapore  più grintoso….

ci abbiamo abbinato  un Dolcetto d’Alba di Prunotto del 2008….

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Questo risotto lo abbiamo mangiato a pranzo domenica scorsa…di ritorno da una passeggiata in campagna..dove l’autunno sta dando il meglio di sé….

In fondo basta poco per stare bene…una tovaglia candida…dei fiorellini come centrotavola raccolti in un campo…un calice di un buon vino rosso… e l’allegria di stare insieme…

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Ma ecco a voi la ricetta….e ditemi se non è da provare…

Risotto alle pere con ragù di salsiccia

Per 4 persone

          200 g di riso

          100 g di robiola

          ½ litro di brodo vegetale caldo

          200 g di salsiccia

          300 g di passata di pomodoro

          1 carota

          1 gambo di sedano

          1 spicchio di aglio

          1 cipolla

           rosmarino, timo , origano fresco, salvia e alloro

          6 pere cosce

Eliminate dalla salsiccia il budello e spezzettatela.  Affettate le verdure finemente. Mettete tutte le erbe in una garzina e rosolatele insieme alle verdure in 2 cucchiai di olio, dopo 5 minuti togliete la gatzina, unite la salsiccia, il pomodoro, salate e pepate a piaere e fate ridurre della metà, poi spegnete e lasciare riposare fino all’uso.

Pelate  tre  pere cosce e tagliatele a cubetti. Versare in una padella due cucchiai di olio extra vergine e unite le pere con il riso e fate tostare, bagnate con il brodo e portate a cottura, salate e pepate a piacere.

Mantecate con la robiola e servite il risotto con fette di pere tagliate al momento.

Aggiungere , infine, il ragù di salsiccia.

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Coccole a tavola: cena estiva al profumo di miele e petali di rose

In agosto ho organizzato questa cena per degli amici… non molti… altrimenti mi ‘perdo’ nell’organizzazione dei posti a tavola ed i miei ospiti non starebbero comodi… e poi mi stanco meno e riesco a dedicarmi anche a tutti quei piccoli particolari che adoro…eh si…delle volte penso che la cena la regalo a me stessa… mica agli altri…tanto mi fa felice organizzarla e prepararla nei minimi dettagli…

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Dunque… la musica di sottofondo che ci ha accompagnato è stata tratta dal cd di Norah Jones…le note arrivavano dal salotto … ma noi eravamo sul mio terrazzo sul giardino che accoglie non più di sei persone…ed eravamo giusto in sei… Come aromaterapia avevo acceso la rosa…delicatissimo profumo che si irradia senza imporsi…metto un punto profumo in salotto e uno in bagno…sul lavandino ..con degli asciugamani piccoli per ospiti e dei fiori freschi in un vaso di cristallo  …mi piace che il bagno profumi di fresco e pulito… Come cotillon avevo preparato dei vasetti di miele biologico di diverso tipo…per la colazione del mattino successivo…o per cosa preferivano..avevo creato un pacchettino trasparente legato con uno spago rustico e un nastro a quadrettini grigio perla (colore ricorrente della tavola)!!! E ogni ospite li ha trovati sul proprio piatto quando si sono accomodati in terrazza!!! Il giardino lo avevo allestito per l’aperitivo/antipasto…con le sedie a sdraio intorno ad un tavolino apparecchiato con un asciugamano bianco candido antico con le cifre della mia bisnonna… La cosa importante le lanterne contro le zanzare…gli ospiti devono rilassarsi assolutamente  senza nessun tipo di fastidio…

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La tovaglia della tavola era di Blanc…bianca di cotone grezzo con dei ghirigori grigio perla molto delicati e con i tovaglioli simili….quindi il centrotavola l’ho scelto colorato con dei fiorellini multicolori …come l’estate richiede…tutto troppo soft mi annoiava….sotto al vasino ho posto uno specchietto rotondo che rifletteva i colori e che donava una cura in più al centrotavola…altri due specchietti rotondi accompagnavano il vasino con due portacandele in vetro rustico grigi opachi e leggeri…con delle candeline tono su tono…

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Per segnaposto ho utilizzato delle pere cosce..con uno spago e un bigliettino con su scritto il nome del commensale… sembra una banalità o un’inutile formalismo….ed invece è importante che ognuno appena arriva sappia  dove possa sedersi in tutta tranquillità…ovviamente prediligendo per me un posto mobile e comodo con la cucina…e per mio marito un posto utile per il salotto …postazione dei vini e liquori…

Sulle piante avevo messo alcune candele acquistate nel mio ultimo viaggio…quelle di vetro con candeline interne grigie..ed un filo metallico da poter appendere …

E sul balcone altre candeline ci accompagnavano con il loro bagliore caldo e soffuso…

Il menù della serata non aveva motivi ricorrenti…non sono riuscita a crearli….ma l’insieme era armonioso e leggero…odio cucinare cibi pesanti…le persone che siedono alla mia tavola devono stare bene anche il dopocena..e la mattina seguente..

Menù

Antipasto/aperitivo in giardino

Grissini acquistati dal fornaio con semi di sesamo , con crema di pistacchi e affettat grazie alla ricetta di  miele e ricotta

Tartine con caprino e mostarda di pere, grazie alla ricetta di semplicemente cucinando

con spumante Ferrari Magnum

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Primo

Cous Cous integrale con zucchine e fiori di zucchina e gamberi

Vino: Pinot Bianco 2012 Plattenriegel- Girlan

Secondo

Coda di rospo con sale ai petali di rosa

Con contorno di verdure del contadino saltate con pane ed erbe aromatiche

Vino: Chardonnay Bramito del Cervo 2011,  Castello della Sala -Antinori

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Pane integrale nero alle noci servito con miele di acacia bio e  pecorino del pastore con pere cosce e ovviamente noci da sgranocchiare assieme per esaltare i gusti accostati

Vino: Taurasi – Il Poliphemo 2007 – Luigi Tecce

Dolce

Mousse di lamponi freschi con Porto Sandeman LBV 2004

Caffè servito con baci di dama freschi

E poi ci siamo trasferiti di nuovo in giardino sulle sdraie per assaporare dei liquori e fumare in santa pace il sigaro cubano (stasera gli uomini hanno degustato un Ramon Allones Superiores del 2010 con Rum Nation 1995 Barbados) al fresco odore della betulla….

Spero vi sia piaciuta e che possiate attingerci qualche ideuzza per delle vostre serate…se così fosse mi fareste immensamente felice….

Un ringraziamento speciale a Roberto Giomi per aver fatto le foto prima, durante e dopo la cena.

Potete anche vedere il video di foto su youtube

A presto con nuove coccole…

Coccole in compagnia: … pausa di pace ai piedi del Monte Bianco

E da oggi riprendo a scrivere…

ho deciso… ho passato dei giorni un pochino turbolenti dove il pensiero del blog mi appariva come un’oasi di leggerezza e serenità… ma lontano… tornare a scrivere vuol dire tornare ad Esserci… soprattutto per Me… tornare a percepire sensazioni ed emozioni che fanno parte di me e che la vita spesso travolge in pensieri più grandi…niente di che …mio figlio ha dovuto subire un piccolo intervento al setto nasale…ma stare in clinica… mi ha dato un senso di irrealtà… di totale immersione in una vita parallela… e, come al solito, mi ha aiutato a ridimensionare e risettare la vita… e le sue cose essenziali…
Vorrei riprendere dall’ultimo momento di gioia intensa che ho vissuto…prima delle normali ansie pre-operatorie…ecco quella sera…sono riusicta a stare lontana da tutto ciò che la mia mente non voleva tenere lontano…ed ho gioito di tutte quelle attenzioni e ‘coccole’ che mi hanno donato Patrick e Alberto.
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Vi sto parlando della sera di giovedi 1 agosto , al rientro da 10 giorni in Germania, abbiamo fatto tappa vicino a Ginevra dove vivono Patrick e Alberto..
E’ da diversi anni che dovevamo vedere la loro casa nuova…ma i millemila impegni ci hanno sempre tenuto lontani dalla gioia di condividere questa stupenda casa che avevamo visto in costruzione , ma mai terminata. Sapevo grosso modo i progetti legati ad essa…ma vederla è stato tutta un’altra cosa…imperativo categorico COLORE… ma anche gusto… cultura… arte… ecco le parole legate a ciò che una casa può dire di sé…sono convinta che le case ci parlino di chi le abita …..e la loro casa parla di loro… due uomini legati da amore per la musica classica, per l’arte, la cultura, i viaggi e….il trenino…. passione infantile e mai abbandonata di Alberto per la costruzione di treni…una stanza intera con un plastico in costruzione enorme e attrezzato di tutto punto… Alberto è così….un medico ricercatore (sono sempre stata molto orgogliosa di lui) con mille sfaccettature…per noi lui è il ‘fratello’…non un semplice amico… testimone alle nostre nozze… è colui che ci ha accompagnato nelle tappe della nostra vita… lui c’è sempre stato… testardo…ironico… sensibile fino al midollo ma forte e convinto di ciò che è…

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E se la passione di Alberto è il trenino…la passione di Patrick è l’alta cucina…appassionato di cucina molecolare e di tutto ciò che è la cultura del cibo con la C maiuscola…da lui si può solo imparare…cenare con lui è un atto di puro tripudio di sapori accostati sapientemente e con arte…Patrick è uno storico….ma lavora in una tenuta vinicola in Borgogna (Francia), che produce ed esporta vino, è semplice ma raffinato in qualsiasi cosa che fa o che indossa…francese della zona del Jura…(lui ne va fiero) …ricerca la perfezione in ogni cosa che intraprende…
Arriviamo in un torrido pomeriggio di inizio agosto…Alberto ci sta aspettando a casa mentre Patrick sta tornando dalla Borgogna…quello che ci accoglie è un puro angolo di paradiso..
Andiamo a fare due passi fuori eeeee….siamo sotto al Monte Bianco…semplicemente facendo qualche km…

 

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La luce è spettacolare….quella luce calda…che ti accoglie…e avvolge…l’atmosfera è superba…la loro casa ha solo vetrate che danno all’esterno sul bosco e sui vigneti più in basso…sto bene…e dalle foto mi accorgo che rido felice…per me è una gioia immensa rivedere ogni volta i padroni di casa..e godere del panorama stupendo che ho di fronte… sulle note di Debussy…

 

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Intanto la planchas sta scaldando in giardino….
In realtà questo tipo di piastra (non si chiama cosi ma lo dico per intenderci…) serve per una cottura particolare… il Teppan Yaki giapponese… il concetto di planchas spagnola si sposa col la cucina giapponese..
Alberto mi fa scegliere il piatto che preferisco… sono piatti diversi uno dall’altro dipinti a mano dalla pittrice che lui adora..quella di alcuni quadri in casa sua…Teane Le Besque
L’apparecchiatura è spartana al fine di permettere ai bicchieri di trovare il loro giusto spazio…ed anche alle bottiglie…stasera il vino scorrerà a fiumi… già lo so… e sarà del migliore in assoluto… anche questo con Patrick è certo!

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1) Dopo l’immancabile aperitivo con champagne, accompagnato da noccioline wasabi e salami di montagna della loro zona,  ci accomodiamo a tavola….e apriamo le danze con un Borgogna Vieilles Vignes del Domaine Prieure Roche … a temperatura ideale della vinoteque 15°C …servito con “soupe glacee de pasteque” , avete letto bene…zuppa di anguria con
Peperoncino di Espelette e gamberi crudi,  il tutto con un goccio di panna sifonata…
La fine del mondo… dolce e salata si sposano in un’armonia di sapori freschi ideali per una serata estiva.
2) arrivano le uova di quaglia alla yucatan (su salame chorizo) e verdure miste condite con fleur de sel…le verdure sono eccezionali e questo tipo di cottura ne esalta tutte le qualità

 

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3) adesso è la volta del cabillaud con foie gras, che sarebbe del baccalà portoghese,  la ricetta si chiama “piccata de cabillaud en demi-sel au foie gras et herbes” ed è del pesce con tantissimo prezzemolo messo come se fosse una scaloppina con del foie gras

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4) melanzane grigliate con mozzarella e pesto con filetti di anatra grigliati e funghi giapponesi Shiitake (caramellati con il foie gras)+salsa agrodolce che formerà un caramello (da urlo!!!!)
5) e per finire, come da manuale,  i formaggi : caprice, gruyere, caprino erborinato, serviti con vino bianco della Cotes du Jura  del  Domaine de la Petite Marne che ricordava uno  sherry invecchiato
Alla fine macedonia di frutta con gelato artigianale al gusto di  rosa…e la mitica Fine di Borgogna della Romanee-Conti da degustare con sigaro cubano Partagas Short.

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Il tutto accompagnato per l’occasione da spettacolari fuochi d’artificio…visto che il 1 agosto è la festa nazionale svizzera…i fuochi in una serata così sono stati quasi romantici…un clima perfetto…una cena perfetta…un’accoglienza sublime…mezzi alticci siamo andati a letto….la mattina alle 6 dovevamo ripartire e lasciare i nostri amici cari….

La mattina Alberto ci ha preparato un caffè al volo e come al solito ‘telefonami appena arrivi’ retaggio delle nostre abitudini…quando uno sta bene anche l’altro sta bene…poi magari non ci sentiamo per qualche mese..ma siamo fatti cosi….sorrido e lo abbraccio…sono certa che anche la prossima volta sarà una festa vederci…a Ginevra… in Italia da noi,,, o in qualche altro posto dell’Europa come spesso ci è capitato di ritrovarci… ma il luogo ha veramente poca importanza..tutto è sempre una festa… quando c’è tanto tanto bene… tutto è sempre magnifico…

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