Un muffin…” Dolce come il cioccolato”

Non lasciatevi ingannare dal titolo…il muffin della mia ricetta è un muffin salato …assolutamente messicano…e caliente…

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In linea con la sfida di questo mese lanciata da MTC ho  seguito le dritte della FRANCI affinchè il mio muffin potesse essere  ‘un piacere degli dei’…

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Il romanzo è di Laura Esquivel e si intitola ‘Dolce come il cioccolato’…posso assicurarvi che è dal 6 novembre che penso ai miei due muffin e ai miei due romanzi…e dal primo momento ho sentito dentro alla mia pancia…al mio cuore e alla mia mente : i due romanzi sarebbero stati LORO….

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Questo è il primo muffin e la mia prima ricetta….l’ho scelto di getto…perchè molti sono i testi a cui potevo ispirarmi..ma mai romanzo è stato cosi adatto ad un MUFFIN…

e badate bene non perchè il romanzo sia intriso di ricette …ma perchè la storia è morbida..calda…sensuale..avvolgente…rustica…intensa…esattamente come è la mia idea di MUFFIN …

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Sono i tempi della rivoluzione di Pancho Villa. Soldati e fuorilegge devastano le brulle terre del Messico. In una fattoria nascono, vivono e soffrono generazioni di donne. Ed è una storia costruita su di loro, sulle diverse figure femminili che costituiscono il cuore pulsante di un mondo desolato, le cui vite si elevano per mezzo della cucina e della fantasia.

“Il brutto di quando si trita la cipolla non è piangere, ma non smettere di piangere”

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Tita (la protagonista) viene spinta al mondo da un impressionante fiume di lacrime… originato dall’odore pungente delle cipolle che la madre affettava in gravidanza.

L’intenso legame con la cucina scaturisce, quindi, già dal grembo materno e così sarà per sempre. Ogni istante vissuto seguirà l’odore del timo, dell’alloro, del coriandolo, della cipolla e di tutti quegli aromi provenienti dall’ambiente caldo e protettivo della cucina.

Pedro e Tita si innamorano , ma Tita (secondo una tradizione messicana) essendo l’ultima delle tre figlie non potrà sposarsi … dovrà accudire la madre(l’odiosa Elena) nella sua vecchiaia.

Cosi Pedro accetta di sposare la sorella Rosaura….pur di stare vicino a Tita…

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L’unica consolazione per Tita è la cucina che avvolge con tutti i suoi sentimenti repressi, come quella matassa di lana che giornalmente trasforma in una interminabile coperta.

Nell’impossibilità di esprimere apertamente i propri sentimenti all’innamorato, Tita utilizza un mezzo insolito per comunicare con lui: il cibo. Cresciuta praticamente in cucina, affidata alle cure affettuose di Nacha, la domestica, Tita è infatti esperta nell’arte culinaria e riesce a preparare piatti elaboratissimi dai poteri magici più svariati, che esaltano sempre più la passione amorosa di Pedro.

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‘… L’odore delle mandorle abbrustolite..il baccano delle pentole, la melodiosa voce di Tita che cantava cucinando, avevano risvegliato nuove sensazioni in Pedro . E così, come la vicinanza con l’essere amato, il suo odore, le carezze dei giochi d’amore, preannunciano all’amante il momento dell’intima unione, così questi suoni e questi odori, soprattutto quello del sesamo tostato, preannuciavano a Pedro il momento di un profondo piacere culinario.”

L’ultima speranza di Tita di una vita davvero felice, lunga come quella coperta di lana che ha realizzato nelle sue solitarie notti di gelo interiore, si spezza per ironia della sorte. E allora quella passione interna che la divora è pronta ad esplodere, infiammando dal di dentro per poi bruciare tutto quello che le è vicino. Fiamme danzanti, devastanti e liberatorie allo stesso tempo s’innalzano sul suo e sul corpo dell’amato.

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“…una scatola di fiammiferi dentro di noi. Solo che abbiamo bisogno dell’ossigeno per accenderli. Il respiro, la parola, il sorriso della persona giusta a fungere da detonatore per l’esplosione dell’anima. Uno alla volta, altrimenti si produce uno splendore luminosissimo che illumina il tunnel che ci riporta alla perduta origine divina”

Solo un libro scritto a mano…si salverà dall’incendio devastante….un libro di ricette  d’amore…un libro di odori e sapori

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Ogni capitolo inizia con una ricetta…e ogni ricetta porta uno stato d’animo di Tita …

Pagine indimenticabili di pianti o risate collettive in seguito a banchetti cucinati con Nacha o con Chencha…all’insegna della gioia o della malinconia e dell’angoscia…

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Quindi in questo libro si insinua il pensiero ricorrente che l’umore di chi cucina passi attraverso il cibo e che venga assorbito da chi poi lo mangia.

Ok …è solo un libro…e per giunta messicano … ambientato nei primi del novecento in un ranch sul Rio Grande…ok ok..

Forse l’autrice lo ha reso un pochino surreale…ok …MA IO SONO CONVINTA che se, quando impastiamo, tagliamo o cuociamo, nutriamo pensieri d’amore per i destinatari delle nostre prelibatezze, quel che faremo sarà più buono e unico.

E’ una mia personale teoria…che però ha radici lontane …il rapporto donna-cibo è antico, il nostro desiderio di nutrire è radicato in noi…sin dal rapporto primordiale con il latte materno…

Non sono una vera cuoca…ma amo preparare del buon cibo…e possibilmente prepararlo con cose buone e fatte con amore…non ci vuole molto…ma anche no…cioè dobbiamo esserci portati…bisogna amare gli altri…volere la loro felicità..aver voglia di dare..questo serve per cucinare..

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e poi ci vuole TEMPO….cucinare con lentezza…magari con un bicchiere di vino… della musica in sottofondo…una luce soffusa…e un piccolo fiore in cucina…perchè no?…allontanando lo stress…rendere unico quel momento…è RIGENERANTE…e assolutamente appagante…è come immergersi in una terapia a tutto tondo…..dove curare, accudire, amare se stessi e gli altri con il cibo diventa pura essenza di benessere…è un coccolarsi l’anima…attraverso l’atto del cucinare…

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Ed adesso (finalmente direte voi) arrivo al mio muffin…ehhhhhhhhh ci ho studiato su…ho fatto delle ricerche sulla cucina messicana…ho consultato libri…e ho compreso meglio  il senso del  libro della Esquivel…

la maggior parte dei piatti messicani fa parte di un patrimonio che viene tramandato dalle nonne alle madri, alle figlie e infine alle nipoti…per i messicani l’arte culinaria è un vero e proprio dono del cielo…

Il cibo Messicano è come un crogiolo di cucine… E’ iniziato con i gusti indigeni e poi si sono aggiunte influenze da Spagna, Europa, India e anche dalla Cina…

il mio muffin si basa su queste ricerche e su ingredienti cucinati ed usati in Messico…rielaborando le ricette di Tita…e attenendomi al cibo tradizionale…ricco di colori e sapori intensi…

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  MUFFIN SALATO del ‘Buen trabajo’

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Ingredienti

carne di manzo macinata (una piccola manciata) nel film tratto dal libro si vede Nacha che macina la carne

due cucchiai cipolla bianca

peperoni (giallo, rosso e verde)

peperoncino (fresco)

fagioli rossi (messicani in barattolo di vetro)

due cucchiai noci (5)

timo

origano

sesamo

sale

pepe

olio di semi di girasole bio 100 gr (in Messico si usa  l’olio ma di semi e di solito di girasole)

farina di mais  100 gr

farina 00  100 gr

lievito 4/5 gr

bicarbonato di sodio un pizzico

latte intero 100 ml

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PROCEDIMENTO

Mettere gli ingredienti secchi setacciati in una ciotola. Poi in un’altra ciotola inserire tutti gli ingredienti umidi. Mescolare bene , perchè dopo quando li unirete si mescoleranno il meno possibile e velocemente si inseriranno nel forno, affinchè la lievitazione si attivi perfettamente.

Quando unite la parte umida alla secca unirete anche il macinato (fatto soffriggere con una cipolla , olio sale e pepe), i peperoni tagliati a dadini (fatti abbrustolire precedentemente e tolta la buccia), i fagioli messicani, le noci e le spezie.

Mettere in forno precedentemente riscaldato a 190 °C e poi abbassato a 180°C (una volta inserita la teglia dei muffin), per circa 25 minuti.

Mentre i muffin cuoceranno la vostra cucina sarà inondata da un odore incredibile…forse Tita era nella mia cucina oggi pomeriggio…e ovviamente affettava cipolle per i miei muffin…e per l’MTC…chissà…

Ho servito i miei muffin con due contorni…patate lesse accompagnate con salsa guacamole fresca….e dell’insalatina del contadino mista condita con sesamo e olio di girasole , sale e pepe macinato al momento…una goduria messicana !!!

8   Con questa ricetta partecipo all’MTC n. 43

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 Fonti:

http://www.cucinamessicana.net/ingredienti-usati-nel-cibo-messicano

http://www.lankelot.eu/cinema/arau-alfonso-come-l-acqua-per-il-cioccolato.html

La cucina messicana di M. Villafuerte, ed. Le lettere

Kitchen in Love di V. Benatti, ed. Gribaudo

Dolce come il cioccolato di L. Esquivel, ed. Garzanti

30 commenti su “Un muffin…” Dolce come il cioccolato”

  1. angelaquaranta ha detto:

    Ho letto questo libro forse 15 anni fà, quando mi era presa la fissa per la letteratura sudamericana e mi ero persino messa a studiare lo spagnolo per poter leggere alcuni romanzi in lingua originale (mica sono normale io :P)
    Per anni è stato il mio libro del cuore… è tutt’ora pieno di sottolineature e tutto sgualcito.
    Che bel ricordo mi hai regalato oggi.. cara!
    E i tuoi muffin sono sicuramente degni di Tita, ci scommetto :*

    • coccolatime ha detto:

      vero???? guarda mai venuto un muffin cosi…mi son stupita anche io…e poi…che buono…non ci avrei scommesso due lire guarda…ed invece è uscita fuori una cenetta super chic…sicuramente è stata Tita che mi ha guidato la mano!

  2. Manuela ha detto:

    Grande. Ho amato tanto quella storia anche se ho visto solo il film. Adesso devo proprio leggermi il libro. Quella passione bruciante che si trasmette anche vol cibo. Mi hai proprio fatto sognare col tuo post. E questi muffins ne sono la perfetta sintesi. Brava.

    • coccolatime ha detto:

      il libro è tremila volte più bello e denso…e comunque la sceneggiatura si è attenuta al testo in quanto è stata fatta proprio dalla esquivel stessa….ma non è la stessa cosa…il regista del film è il marito della esquivel…Arau..il regista de ‘il profumo del mosto selvatico’

  3. londarmonica ha detto:

    Carissima, a livello energetico è proprio quello che succede. Il cibo si impregna dell’energia delle emozioni e dei pensieri di cui viene in contatto, perciò è decisamente necessario che quando prepariamo da mangiare lo facciamo con il cuore, con la gioia e la gratitudine per ciò che abbiamo davanti a noi. Tita lo sapeva e tu inconsapevolmente ne sei convinta, perciò avanti così! Grazie di questa condivisione.

  4. Super originale, bellissima ricetta.
    Sei proprio andata a fondo e ci regali dei muffins davvero intrigant, grazie 🙂
    In bocca al lupo per l’MTC 🙂
    Lou

    • coccolatime ha detto:

      che crepi…e si..erano davvero buonissimi…mi sono solo attenuta agli ingredienti tipici messicani…e alle dritte della franci…non sono una gran cuoca e mai avrei pensato venisse una cupola goduriosa e allettante cosi!!! sono incredula io stessa! ohhhhhh se vuoi potevo andare anche più a fondo…ma vi ho risparmiato il ‘resto’ …il dono della sintesi non è il mio forte!!! grazie per essere passata! mi hai fatto davvero piacere!

  5. stravagaria ha detto:

    Il muffin è piccantino come si addice a Tita ma un po’ meno a me ma mi sono goduta questo bel post ricordando quanto mi era piaciuto immergermi nell’atmosfera di quel romanzo. Bellissimo connubio tra letteratura e arti culinarie…il tuo 🙂

  6. tritabiscotti ha detto:

    Bello questo libro, non l’ho mai letto ma sembra davvero bello!
    E ti ha ispirato dei muffin molto particolari, il messico deve essere una terra bellissima!
    Abbinamento azzeccatissimo!
    Brava!

    • coccolatime ha detto:

      non sono mai stata in messico…ma credo che debba assolutamente rimediare….anche se i prossimi viaggi so già che saranno in Asia….non mi lamento…ma aspetto il messico…assolutamente…allora leggilo..è davvero troppo carino..scorre benissimo….e ti prende!!! te lo consiglio!

  7. Elisa ha detto:

    Ma che capolavoro!!!!
    Spettacolare… Tutto… Mi ha fatto venir una gran voglia di rileggere quel libro, son passati tanti anni da quando mi son fatta travolgere da quella lettura… Che ho santo anche perché così surreale, un po’ magica…
    Il tuo muffin poi… Ma è venuto bellissimo!!! E chissà che profumo!
    Lo sapevo che questo post mi avrebbe dato la carica giusta per la giornata!
    Ciao

    • coccolatime ha detto:

      rifallo…(quando hai tempo eh! incasinata come sei…fai la mia fine che leggo la sera mezza pagina e crollo lessa addormentata)..rileggilo..è anche più bello !! te lo godi di più! grazie elisa…sei troppo carina!!!

  8. Un bellissimo libro, letto anni fa e di recente riletto per un lavoro che sto facendo, ci hai fatto immergere appieno in quell’atmosfera, nei sapori, colori, profumi, nella storia, rievocando ricordi legati a quella lettura! come sempre brava e grazie, i muffin gli adoro per cui che dire? non potevi scegliere ricetta migliore ispirandoti al libro, un bacione!

    • coccolatime ha detto:

      grazie lilli…mi fai molto piacere…era proprio quello che era richiesto in fondo…attenersi ad un testo…e crearci attrono un muffin..e per far questo…chi meglio di Tita poteva venirmi in aiuto???un bacio grosso a te!

  9. adoro questo romanzo, che ho letto più volte e … mi hai fatto venire voglia di riprendere in mano! Questa ricetta è a dir poco… perfetta! in bocca al lupo!

  10. ostriche ha detto:

    Questo post è delizioso! Bravissima. Ciao F

  11. Post fantastico! Sei straordinaria Enrica.
    Inoltre adoro quel film, come del resto Chocolat, Il pranzo di Babette, Ratatouille, La cuoca del Presidente, Big Night, Vetel, Chef… adesso non me ne vengono in mente altri!

    • coccolatime ha detto:

      mi sembra che ne hai citati abbastanza eh!!! ahahahhahaha anche a me piacciono da morire tutti quanti!!! hai ragione….ma questo racchiude una filosofia particolare a me cara!!! per questo l’ho scelto!!

  12. Ilaria ha detto:

    La scena del matrimonio con Tita che prepara il cibo, petali di rose e lacrime è meravigliosa. Che bel post!

    • coccolatime ha detto:

      per il matrimonio non cucina con petali di rose…quelle sono per le quaglie…per non buttare via i petali Tita si inventa una ricetta degli dei (come le dirà Pedro) al matrimonio cucina e piange e le sue lacrime vanno dentro all’impasto del dolce…SUBLIME hai ragione!!!

  13. panelibrienuvole ha detto:

    Grande Enrica! Come al solito leggendo i tuoi post si viene trasportati in un altro mondo…E io condivido in pieno la tua visione della cucina e del ruolo femminile in essa…e credo che questo libro lo rappresenti al meglio.
    Bellissimi i muffin, belli alti e rotondeggianti.. eppure ho visto che di lievito ce n’è poco…ai miei invece sembra che gli abbiano dato un cazzotto in testa! 😀

    • coccolatime ha detto:

      ma dai che bel complimento che mi hai fatto….io ci metto tutta me stessa in un post….altrimenti non scriverei…e scrivo per voi….per me…per imprimere ciò che sono…ciò che è la mia vita…e le mie certezze raggiunte con la maturità…scrivo la leggerezza della vita..perchè c’è..e dobbiamo prendercela tutta quanta…grazie ALice carissima!!! grazie davvero!!!…ma davvero..mi son stupita anche io….ma hai visto che roba?? mi son attenta alle istruzioni della Franci e i muffin lievitano in forno come per miracolo….incredibile..mai venuti dei muffin cosi perfetti e umidi e buoni!!! secondo me è stata Tita….ci ha messo lo zampino lei..ne son certa!!

  14. Ciao Enrica. Mi hai molto emozionata con questo tuo post. Ho letto il libro e ho visto anche il film, entrambi mi hanno trasportato in un’altra dimensione, facendomi dimenticare tutto e tutti e tanta era l’intensità delle immagini e delle parole che potevo quasi sentire i sapori e i profumi delle pietanze cucinate da Tita.
    Che storia meravigliosa!
    E sono d’accordissimo con te, trasmettiamo moltissimo di noi attraverso il cibo, anche se non siamo cuoche, anche se non abbiamo basi tecniche.
    Cucinare è un istinto, riuscire ad abbinare ingredienti e sapori è un talento che di sicuro non si impara a scuola.
    Bellissimi, perfetti e saporitissimi i tuoi muffins, che potrebbe aver preparato proprio Tita..
    Grazie infinite per aver riportato quelle sensazioni meravigliose!
    Un abbraccio

  15. lalla ha detto:

    Un post intenso, ricco, completo, coinvolgente e travolgente come solo tu, con il tuo modo di scrivere e di fotografare riesci a fare.
    Bellissimo!

  16. […] come se tutti i pensieri pesanti lasciassero il posto a pensieri positivi…e come diceva Tita se quando impastiamo nutriamo pensieri d’amore per i destinatari delle nostre prelibatezze, quel […]

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